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Lo sai che? Terremoti: lo Stato non paga più

Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 maggio 2012

In caso di catastrofi naturali è previsto il risarcimento ai cittadini solo se viene dichiarato lo”stato di emergenza”: terremotati e alluvionati senza tutela.

Da oggi, in caso di terremoto, alluvione o di qualsiasi altra catastrofe naturale, lo Stato non risarcirà più i cittadini per i danni procurati da calamità naturali ai fabbricati. Lo farà solo nel caso di dichiarazione di “stato di emergenza” ed esclusivamente per i primi 60 giorni.

Lo stabilisce un recentissimo decreto legge [1] volto alla riorganizzazione della Protezione Civile, emanato soltanto due giorni prima del terremoto del 19 maggio.

Per ricostruire la propria casa o qualsiasi altro fabbricato, indipendentemente dalla destinazione d’uso, dovremo dunque provvedere a nostre spese o tramite una volontaria polizza assicurativa specifica.

L’assicurazione su base volontaria, però, presta il fianco a discriminazioni: coloro che abitano nelle aree in cui il rischio sismico [2] e idrogeologico è alto, pagheranno premi più elevati o, nella peggiore ipotesi, non otterranno la copertura assicurativa.

Proprio per consentire l’avvio di una adeguata tutela assicurativa sui rischi da calamità naturali, il decreto legge non entrerà immediatamente in vigore. È previsto, infatti, un regime transitorio di 90 giorni [3], entro cui dovrà essere emanato un regolamento di attuazione [4].

Certo è che lo Stato non ha più la forza economica per far fronte alle catastrofi e ne dà conferma lo stesso provvedimento, quando prevede che solo nel caso di “stato di emergenza” il Governo si fa carico di tutte le spese, e comunque non oltre i 60 giorni, con una sola proroga di altri 40.

Il medesimo provvedimento reintroduce anche la “tassa sulla disgrazia”, dando cioè facoltà alle Regioni di aumentare l’accisa sul carburante, fino a un massimo di cinque centesimi, per la gestione delle calamità naturali verificatesi sul territorio.

Tanto per fare un esempio: se la legge fosse entrata in vigore prima del terremoto di L’Aquila, i risarcimenti non sarebbero durati che per i primi 60 giorni! E ora quali saranno le misure che adotterà lo Stato per le macerie in Emilia?

 

 

note

[1] Decreto legge n. 59 del 15.05.2012, “Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17.05.2012.

[2] A onor del vero, eccetto la Sardegna e parte della Puglia, in Italia non ci sono zone che siano esenti da rischi sismici.

[3] A partire dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiala, ossia dal 17 maggio 2012.

[4] L’obiettivo andrà raggiunto sulla base dei seguenti  criteri, indicati nel decreto n. 59 del 2012:

a) estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
b) esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati;
c) incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto del principio dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell’assicurato;
d) previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.


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