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Sussidio disoccupazione: decade se si rifiuta un’offerta di lavoro

31 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 31 Agosto 2016



Ci sono differenze tra ASDI, NASPI e DIS-COLL, ma tutte hanno in comune la decadenza se si violano i patti di servizio

La riforma del mercato del lavoro [1] vede come priorità massima l’attivazione del disoccupato per la ricerca del lavoro, ecco perché NASPI, DIS-COLL E ASDI, i rinnovati dispositivi di previdenza – decadono quando il percettore dovesse rifiutare un’offerta di lavoro congrua alle proprie competenze o violare in altro modo il patto di servizio.

Prima di vedere come funziona il sanzionamento dei comportamenti scorretti da parte del disoccupato, partiamo da una breve descrizione della NASPI, della DIS-COLL e dell’ASDI, che presentano tra esse alcune differenze, pur mantenendo in comune la caratteristica della decadenza in caso di rifiuto di un nuovo rapporto di lavoro.

Disoccupazione: cos’è la NASPI

Dal 1° maggio 2015 la disciplina della disoccupazione è ricondotta alla NASPI [1] ed è rivolta a tutti i lavoratori dipendenti, sono invece esclusi da questa disciplina gli operai agricoli (OTI e OTD) la cui tutela è affidata ad una disciplina speciale

La NASPI spetta a tutti i lavoratori che abbiano perso l’occupazione involontariamente o si siano dimessi per giusta causa. Per beneficiarne è necessario che siate in possesso dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione;
  • almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni precedenti il periodo di disoccupazione;
  • almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Perchè continui ad operare la NASPI, dunque per continuare a percepire l’indennità, è necessario che la condizione di disoccupazione permanga per tutto il periodo di riferimento.

Disoccupazione: cos’è la DIS-COLL

La Dis-Coll ovvero Disoccupazione per i Collaboratori e i parasubordinati può essere richiesta a tutti coloro i quali sono iscritti alla Gestione Separata INPS, siano effettivamente disoccupati alla data della domanda (condizione questa certificata dalla presentazione della domanda di iscrizione agli uffici per l’impiego – oggi Servizi Provinciali del Lavoro), siano in possesso di almeno tre mesi di contribuzione di gestione separata nel periodo tra il 1 gennaio dell’anno solare precedente, sino al momento della cessazione del rapporto di lavoro e, infine, abbiano maturato almeno un mese di contribuzione nell’anno solare in cui si verifica l’evento.

Disoccupazione: cos’è l’ASDI? 

L’ASDIè una provvidenza economica che può essere conseguita dai lavoratori dipendenti che hanno esaurito l’intera durata della NASPI e che si trovino, al termine della fruizione di tale sostegno, ancora in stato di disoccupazione. Introdotta anche in questo caso con il Jobs Act [1]. Non essendo una misura dipendente dai contributi versati, è una misura di tipo assistenziale, destinata a supportare i disoccupati over 55 anni che faticano a trovare un nuovo collocamento.

Disoccupazione: se si rifiuta l’offerta si viola il patto di servizio

In tutti i casi, che si tratti di ASDI, NASPI, o DIS-COLL, il disoccupato è tenuto a firmare con il Servizio per il Lavoro competente per territorio, un Patto di servizio personalizzato in forza del quale egli si impegna a cercare lavoro (nel caso dell’ASDI il patto viene confermato attraverso un’autocertificazione).

In particolare il patto, che è un contratto a tutti gli effetti tra lo Stato e il Disoccupato, si dà la disponibilità a:

  1. partecipare ad iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  2. partecipare ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, nonchè;
  3. ad accettare congrue offerte di lavoro che dovessero presentarsi durante il periodo di disoccupazione.

Qualora questi obblighi venissero meno da parte del disoccupato, il contratto sarebbe in qualche modo violato

Patto di servizio: cosa succede se si violano i termini

La violazione del patto di servizio genera naturalmente delle sanzioni in capo al disoccupato.

Nella fattispecie, se non si partecipa alle iniziative di rafforzamento delle competenze (punto 1 sopra esposto) verrà dapprima detratto 1/4 della mensilità e in caso di una seconda mancanza un’intera mensilità. Alla terza mancata presentazione (non giustificata) si incorre nella decadenza dallo stato di disoccupazione.

Nel caso in cui si verifichi la mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative formative (di cui al punto 2) le sanzioni sono ancora più severe: una prima assenza fa perdere una mensilità, mentre una seconda assenza fa decadere lo status di disoccupato.

Nel caso del punto 3 sopra esposto, ovvero se si rifiuta un’offerta di lavoro congrua senza giustificato motivo, la decadenza dello status di disoccupato è immediato.

Come definire un’offerta di lavoro “congrua”?

La legge prevede che si debba ridefinire, d’accordo con l’ANPAL – l’agenzia per il lavoro da poco costituita – la congruità dell’offerta di lavoro [2].

Nel contempo, viene confermata la definizione introdotta con la Legge Fornero [3] in base alla quale viene ritenutacongrua un’offerta di lavoro inquadrata in un livello retribuzione superiore, almeno, del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui il lavoratore ha diritto sempre che il luogo di lavoro offerto non disti più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore o, comunque, sia raggiungibile in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.


note

[1] DLgs. 22/2015.

[2] DL 150/2015, art. 25.

[3] L. 92/2012 art. 41.


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