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Detassazione stipendio, cosa fare per averne diritto

15 agosto 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 agosto 2016



Tassazione sostitutiva premi di risultato e detassazione del welfare aziendale: quali sono i benefici, chi ne ha diritto, che cosa fare per ottenerli.

La Legge di stabilità 2016 ha previsto delle nuove importanti agevolazioni per i dipendenti: si tratta della tassazione sostitutiva, pari al 10%, delle cosiddette retribuzioni di risultato, cioè dei compensi legati al miglioramento della qualità, produttività, efficienza, innovazione etc. La detassazione può anche essere totale, se i premi sono erogati sotto forma di servizi di welfare aziendale (ad esempio benefit o servizi di assistenza per i familiari).

Non tutti i dipendenti, però, possono usufruire di questi benefici; inoltre, perché si possa applicare la detassazione, devono essere depositati degli accordi collettivi e devono essere previsti dei criteri chiari ed omogenei per stabilire la sussistenza di effettivi miglioramenti della produttività o degli altri standard dell’azienda.

Detassazione: quali dipendenti ne hanno diritto

I lavoratori che possono usufruire degli sgravi fiscali sono coloro che possiedono un reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro. Per la verifica di questo limite devono essere considerati anche i premi di risultato detassati, nonché eventuali rapporti di lavoro con aziende diverse; se i premi in denaro, però, sono sostituiti con i servizi di welfare, non vanno compresi nella soglia limite.

L’importo detassato non può superare 2.000 euro annui, o 2.500 euro se l’azienda coinvolge i dipendenti attivamente nell’organizzazione. Non sono previsti limiti nel caso in cui al posto dei premi in denaro siano erogati servizi.

Detassazione: gli adempimenti dell’azienda

Per poter applicare la tassazione al 10% o la detassazione totale, l’azienda è tenuta:

– a siglare un accordo collettivo in cui si fissino i criteri di produttività (cioè gli obiettivi di miglioramento della qualità, dell’efficienza, dell’innovazione, etc.), concluso con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

– a depositare l’accordo presso la DTL (Direzione territoriale del lavoro), in via telematica, entro 30 giorni dalla sottoscrizione;

– a verificare, prima di applicare la detassazione, se gli obiettivi fissati nell’intesa sindacale sono stati raggiunti.

Detassazione: quali sono i benefici

Oltre ai premi in denaro, che fruiscono della tassazione sostitutiva del 10%, l’azienda può riconoscere i seguenti servizi, che non sono tassati:

– servizi per i figli dei dipendenti, come gite didattiche, centri estivi, sostegno scolastico, ingressi a ludoteche, frequenza di centri sportivi e borse di studio;

– lavori e attività di manutenzione domestica;

– servizi di sostegno allo sviluppo familiare, come asili nido aziendali o prestazioni di baby-sitting;

assistenza sanitaria integrativa;

previdenza complementare;

– servizi di assistenza destinati a familiari anziani o comunque non autosufficienti;

– incentivi alla mobilità sostenibile;

– misure che favoriscono il benessere dell’individuo nel suo complesso;

– altre misure utili alla conciliazione famiglia-lavoro (work life balance).

La detassazione totale è applicata anche quando l’azienda offre i servizi sotto forma di voucher. È però indispensabile che il buono sia:

– nominativo (cioè identifichi univocamente chi può fruirne);

– non utilizzabile da persona diversa dal titolare;

– non monetizzabile o cedibile a terzi.

Il voucher, inoltre, deve dare diritto a un solo bene o servizio per l’intero valore nominale (cioè indicato nel buono), senza che possa essere integrato dal titolare (come una sorta di buono sconto).

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Per scoraggiare i furbetti degli sgravi fiscali, i controlli dell’Agenzia delle Entrate saranno molto dettagliati. In particolare, l’Agenzia verificherà:

– l’esistenza di un accordo collettivo sui criteri di produttività effettivamente depositato alla Dtl;

– il raggiungimento degli obiettivi prefissati che danno diritto alla detassazione;

– l’applicazione dei benefici in modo obiettivo (ad esempio per categorie omogenee di dipendenti e non per un solo lavoratore, o per pochi dipendenti non appartenenti oggettivamente a una categoria);

– il superamento delle soglie di reddito e l’effettiva capacità contributiva dei lavoratori.

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