Business | Articoli

Insinuazione dei creditori al passivo del fallimento: istruzioni e modello

9 Maggio 2013 | Autore:
Insinuazione dei creditori al passivo del fallimento: istruzioni e modello

Chi vanta un credito nei confronti di un’impresa fallita, per sperare di ricevere il pagamento, deve presentare una domanda d’insinuazione al passivo fallimentare.

Quando un’azienda fallisce, i debiti sono pagati (quasi mai interamente) mediante una particolare procedura gestita dal Tribunale, che prende il nome di “procedura fallimentare” o più semplicemente “fallimento”. Per gestire il fallimento, il Tribunale nomina un professionista (generalmente scelto tra commercialisti o avvocati): il cosiddetto curatore fallimentare.

Chi è creditore nei confronti di un’azienda fallita, onde sperare di essere pagato (ciò a condizione che il curatore recuperi, attraverso la vendita dei beni dell’azienda, la liquidità necessaria per pagare – anche in percentuale – i creditori) deve presentare una richiesta al Tribunale detta “domanda d’insinuazione al passivo”. Tale domanda sarà poi valutata dal Tribunale insieme al curatore onde stabilire se le somme sono effettivamente dovute.

Differenza tra privilegio e chirografo

Alcuni crediti vengono detti “privilegiati” per via della natura preferenziale che hanno rispetto agli altri crediti (per esempio, quelli dei lavoratori dipendenti) e vengono quindi pagati prima degli altri.

Tutti i restanti crediti sono invece detti “chirografari”: questi ultimi vengono pagati dopo il pagamento integrale dei creditori privilegiati, sempre che avanzi attivo e, comunque, per percentuali uguali con tutti gli altri creditori chirografari.

Come presentare la domanda di insinuazione al passivo

Per presentare l’istanza di insinuazione al passivo e partecipare all’udienza non serve necessariamente l’avvocato. Ciascun creditore (azienda o privato cittadino) può adoperarsi autonomamente.

La domanda deve contenere:

– una apposita richiesta di essere ammessi al passivo (non servono formule particolari: l’importante è indicare la natura del credito, la causa del credito, gli importi dovuti, i documenti che fondano il credito, l’azienda fallita, l’azienda creditrice, il tribunale che cura la procedura fallimentare);

– i documenti che provano l’esistenza del credito (per es.: fatture, ddt, buste paga, ecc.);

– nel caso di società, la firma dell’amministratore o, comunque, del legale rappresentante dell’azienda.

La domanda deve essere inviata, come file allegato scansionato in pdf, esclusivamente sulla PEC (posta elettronica certificata) del curatore.

Insieme alla domanda “scannerizzata” devono essere anche allegati i documenti che provano il credito. Alla fine della domanda il creditore deve attestare, sotto la propria responsabilità, che le copie dei documenti inviati sono conformi all’originale secondo una formula del tipo: “DICHIARA sotto la propria responsabilità che le copie dei documenti inviati a mezzo PEC e indicati nell’elenco sopra redatto SONO CONFORMI ALL’ORIGINALE.”. È obbligatorio allegare una copia del documento d’identità insieme all’attestazione

I documenti che provano il credito rappresentati da cambiali e assegni devono essere per legge depositati in originale presso la cancelleria del Tribunale entro il giorno dell’udienza.

Gli originali di documenti diversi da cambiali e assegni possono servire per l’udienza ove richiesti, così come la ricevuta della PEC inviata.

Attenzione perché tutte le domande depositate o inviate a mezzo posta normale alla cancelleria non vengono esaminate, così come le domande inviate al curatore in formato cartaceo.

Nella domanda deve essere indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata sul quale ricevere tutte le comunicazioni. In caso di errori o omissioni dell’indirizzo PEC tutte le comunicazioni saranno eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria.

Per evitare qualsiasi errore o omissione che potrebbe far escludere la domanda, è opportuno farsi assistere da un professionista, soprattutto se la documentazione da allegare è complessa.

Termine

Il termine per presentare la domanda è di 30 giorni prima dalla data di “udienza di verifica del passivo” che viene comunicata generalmente dal curatore a tutti i creditori che risultino dalle scritture contabili.

Potrebbe avvenire che qualche creditore non riceva l’invito del Curatore a presentarsi alla domanda di verifica: questo succede spesso, non per colpa del curatore, ma perché l’azienda fallita non ha inserito il creditore tra i propri registri contabili oppure quando il curatore non sia riuscito a recuperare tutti i documenti dell’azienda fallita.

In questi casi, è possibile presentare una domanda in ritardo (cosiddetta domanda tardiva) che, sostanzialmente, non comporta la perdita di alcun diritto ad essere ammesso, salvo si tratti di domande ultra tardive. Di seguito spiegheremo la differenza.

 

Domande tardive

Le domande presentate oltre 30 giorni dall’udienza di verifica del passivo e, comunque, non oltre dodici mesi dal deposito del “decreto di esecutività dello stato passivo” sono valide anche se tardive. In questo caso, si avrà sempre diritto a partecipare alla distribuzione delle somme. Per verificare la scadenza dell’ultimo termine, che è la data di deposito del “decreto di esecutività dello stato passivo” si può contattare il curatore o verificare presso l’ufficio della Cancelleria fallimentare del Tribunale.

Domande ultra tardive

Tutte le domande presentate successivamente al termine sopra indicato (un anno dalla data del deposito del decreto di esecutività dello stato passivo) non potranno più essere ammesse e quindi il credito sarà perso, salvo che il creditore non provi che il ritardo non è dipeso da lui. Questa è una prova quasi impossibile da fornire perché, dopo un anno dal fallimento, è difficile dimostrare che il mancato interessamento del creditore al recupero del proprio credito non sia dipeso da incuria.


MODELLO

Al Tribunale di ________

Sezione Fallimentare

DOMANDA DI AMMISSIONE AL PASSIVO

(Art. 93 L.F.)

Fallimento: ______

Giudice Delegato: ________________

Il/La sottoscritto/a [1]
C H I E D E
l’ammissione al passivo fallimentare del proprio credito per la somma di € ______

Fa presente che il proprio credito è assistito dal seguente titolo di prelazione [2] :

________________

sul seguente bene [3] _____________________.

A tal fine

ESPONE [4]

Fatto: _________________________

Diritto: ________________________

A dimostrazione del diritto fatto valere

ALLEGA

i seguenti documenti:
1) ______________________________
2) ______________________________
3) ______________________________
INDICA
ai fini delle successive comunicazioni il seguente indirizzo di posta elettronica certificata.
LUOGO E DATA
TIMBRO E FIRMA _____________________
 

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’

(art. 47, DPR.n. 445/2000)

Il sottoscritto _____________________,

consapevole che le dichiarazioni mendaci sono punite ai sensi del codice penale e delle leggi speciali vigenti, in materia,

DICHIARA

sotto la propria responsabilità che le copie dei documenti inviati a mezzo PEC e indicati nell’elenco sopra redatto  SONO CONFORMI ALL’ORIGINALE.

LUOGO E DATA
FIRMA ____________________
Si allegare copia fotostatica non autenticata del proprio documento d’identità.

[1] Indicare le generalità complete.

[2] Indicare la causa di prelazione (es. ipoteca, privilegio generale o speciale, etc).

[3] In caso di privilegio speciale.

[4] Esporre brevemente i fatti e gli elementi di diritto che costituiscono le ragioni della domanda.

DOCUMENTI DI CUI SI CONSIGLIA LA PRODUZIONE

 

 

Spese di giustizia:

– verbale di pignoramento mobiliare

 

Prestatori di lavoro subordinato:

– cedolini liquidazione paghe mensili per retribuzioni arretrate

– calcolo T.F.R., con separata indicazione della somma complessiva eventualmente maturata al 31.12.2000 e di quella successiva, specificandone quanto richiesto per trattamento di fine rapporto e quanto a titolo di rivalutazione monetaria

– quantificazione del credito per rivalutazione monetaria dalla data di maturazione del medesimo fino alla data di verifica dei crediti fissata in sentenza e del credito per interessi legali sulla somma rivalutata, alla stessa data

 

Prestatori di opera intellettuale:

– nota spese e competenze per l’ammontare del credito con l’indicazione degli acconti in precedenza ricevuti

– lettera d’incarico e/o contratto di consulenza o di collaborazione, con data certa anteriore al fallimento

– dettagliata relazione dell’attività in concreto svolta, completa della documentazione probatoria ovvero degli atti più significativi posti in essere

 

Rapporti di agenzia:

– certificato d’iscrizione alla CCIAA da cui risulti la qualifica di agente

– copia del contratto di agenzia con data certa ex art. 2704 c.c. e 45 L.F.

– copia delle fatture emesse dalla società fallita che hanno originato i crediti provvigionali ovvero estratto conto analitico delle vendite

– estratto conto delle singole voci creditorie

 

Coltivatori diretti:

– prova della qualifica di coltivatore diretto rilasciato dalla C.C.I.A.A.

– contratto, che ha originato il rapporto, con data certa anteriore al fallimento

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni del credito

 

Artigiani:

– certificato rilasciato dalla CCIAA d’iscrizione all’albo delle imprese artigiane

– copia del “Modello Unico” (quadro relativo al volume d’affari IVA) per gli anni in cui sono sorte le ragioni del credito

– dichiarazione attestante il numero dei dipendenti all’epoca in cui sono sorte le ragioni del credito

– dichiarazione attestante l’uso di beni strumentali nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, nonché la qualità dei beni prodotti e dei servizi resi usualmente all’impresa

 

Enti o cooperative di produzione:

– certificato prefettizio e della C.C.I.A.A. attestante la qualifica di cooperativa di produzione e di lavoro

– copia integrale dell’atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell’insorgere del credito, con l’elenco dei soci dipendenti della cooperativa

– copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito

– copia del libro matricola per la verifica della natura del rapporto di lavoro dei soci

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito

 

Cooperative agricole:

– certificato della CCIAA da cui risulti la qualifica di cooperativa agricola

– copia integrale dell’atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell’insorgere del credito, con l’elenco dei soci aventi tutti la qualifica d’imprenditore agricolo

– copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito

 

Società di fornitura di lavoro temporaneo:

– contratto di fornitura di lavoro temporaneo

– copia delle fatture inerenti alle prestazioni svolte

– copia dei cedolini paga dei lavoratori

 

Fornitori:

– copia delle fatture di vendita e delle bolle di consegna

– copia delle fatture delle prestazioni effettuate

– documenti di trasporto delle merci

– estratto conto delle operazioni intervenute

 

Società di leasing concedenti:

– contratto di leasing con data certa anteriore al fallimento

– copia delle fatture di acquisto dei beni concessi in leasing

– estratto conto delle operazioni intervenute sino al momento della risoluzione del contratto ovvero della dichiarazione di fallimento

– documenti attestanti l’eventuale risoluzione con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento

 

Istituti di credito:

– copia del contratto di conto corrente

– copia degli estratti conto delle operazioni compiute nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento

 

Creditori ipotecari:

– copia della nota d’iscrizione ipotecaria

– copia del contratto o dell’atto che ha originato l’iscrizione ipotecaria

– atto di erogazione della somma e contabile di accredito

– piano di ammortamento da cui risultino le rate rimaste insolute distinte per quota capitale e per quota interessi, così da evidenziare chiaramente il residuo capitale e le relative quote d’interessi anche per la determinazione della temporalità del privilegio ex art. 2855 c.c.

 

Creditori pignoratizi:

– copia del contratto o dell’atto di pegno

– prova della validità del titolo in rapporto al bene o al diritto su cui grava il pegno

 

Domande di rivendica:

– copia del titolo attestante la proprietà del bene in possesso del fallito, avente data certa anteriore al fallimento


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. dopo una sentenza di fallimento, la nostra azienda ha emesso nota di variazione sul credito vantato.
    abbiamo presentato istanza,tramite pec, per l’insinuazione al passivo ma il curatore c’e la rigettata.
    Successivamente dopo una verifica fiscale, dato che il curatore ha rigettato l’istanza, la nota di variazione che e stata emessa (perdita su crediti) ci è stata contestata.
    con la presente chiedevamo se ai fini fiscali sia corretta tale contestazione dato che il credito da noi vantato è certo e comprovabile.

  2. vorrei cortesemente sapere quanti dipendenti sono sufficienti per poter far fallire una azienda che non paga regolarmente i suoi dipendenti. grazie

  3. posso insinuarmi al passivo di un impresa edile che non avendo fatto l’assicurazione decennale su un immobile di nuova costruzione non mi ha risarcito delle spese sostenute per la sistemazione di difetti chiaramente imputabili all’esecuzione dei lavori non a regola d’arte? Sono in possesso di richieste scritte inviate alla società ma a cui non hanno mai risposto e fatture dell’impresa che ha eseguito i lavori di ristrutturazione.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube