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Come aprire un negozio online? La guida completa

30 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 30 Agosto 2016



La vendita online ti stuzzica? Vorresti vedere che successo hanno i tuoi piccoli manufatti? Vuoi provare a rilanciare la tua attività sul Web? Ecco gli adempimenti.

Il Web permette a chiunque di diventare commerciante, con costi piuttosto bassi in termini di gestione del magazzino, riduzione dei costi fissi (che sono invece alti nel caso di negozi “fisici”), riduzione del personale necessario alla gestione degli ordini.

Bisogna tuttavia tenere presente che per vendere online è comunque necessario effettuare alcuni adempimenti che fanno sì che l’attività sia in regola. Vediamo quali.

Aprire un negozio online: non conta la forma aziendale

Per cominciare è opportuno precisare che la forma societaria a cui il negozio online fa riferimento non è rilevante rispetto agli adempimenti necessari per iniziare l’attività. Quanto riportiamo di seguito dunque vale tanto nell’ipotesi in cui l’attività sia svolta a livello personale attraverso una ditta individuale, sia nel caso in cui si operi attraverso una società di persone (S.a.s., S.n.c., società semplice) o di capitali (S.p.a., S.r.l., S.a.p.a.).

Una distinzione invece importante riguarda il caso in cui l’azienda di riferimento sia da costituire ex novo o semplicemente sia già costituita e si voglia quindi provare ad implementare un nuovo percorso di vendita “aprendosi” al Web.

Vediamo entrambi i casi con gli adempimenti relativi.

Aprire un negozio online con una nuova impresa

Se non si dispone di un’impresa o una partita IVA già attiva e si vuole aprire un’attività di commercio online, è necessario, entro 30 giorni dall’inizio, tramite modello di “comunicazione unica”, da presentare al Registro delle imprese:

  • effettuare l’iscrizione al Registro imprese della Camera di Commercio competente per territorio;
  • effettuare l’iscrizione alla gestione INPS commercianti;

Dopo aver compiuto tale adempimento bisogna richiedere l’attribuzione della partita Iva, compilando il modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/10 per gli altri soggetti [1].

È poi previsto l’obbligo di comunicare all’agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web (ossia il cosiddetto url), i dati identificativi dell’Internet service provider, l’indirizzo e-mail, il numero di telefono e di fax. Qualora si intenda effettuare l’attività in ambito Ue, è necessaria anche l’iscrizione nel Vies.

Infine, occorre effettuare la presentazione della Scia allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

Aprire un negozio online con un’impresa esistente

Nel caso in cui si abbia a disposizione un’impresa già operativa e si vuole implementare una piattaforma di e-commerce per rilanciare il proprio business, allora è necessario invece effettuare i seguenti adempimenti:

  • aggiungere il relativo codice attività “47.91.10 commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet” all’attuale partita Iva, come attività secondaria;
  • comunicare alla Camera di Commercio lo svolgimento dell’ulteriore attività di vendita al dettaglio per corrispondenza.

Si tenga presente che qualora venissero violati gli obblighi che sono sopra riportati, si va incontro a sanzioni anche salate, nella fattispecie:

  • per mancata variazione Iva: si applica una sanzione da 516 a 2.064 euro [2];
  • per omessa variazione Camera di commercio: in caso di omesso o tardivo deposito delle denunce, domande e depositi destinati al Registro delle imprese è applicata una sanzione amministrativa pecuniaria (da 103 a 1.032 euro) [3].

Gestione commercianti per la vendita online, quanto costano i contributi?

A partire dalla data di iscrizione alla CCIAA (Camera di Commercio) saranno dovuti i contributi INPS per la gestione commercianti.

Tali contributi hanno un importo minimo che prescinde dal guadagno effettivo.

Generalmente si tratta di una cifra pari ad almeno 3.600 euro l’anno (il minimale di reddito considerato è difatti pari a 15.548 euro al quale si applica l’aliquota del 23,19%).

I contributi vengono versati in 4 rate annuali la prima delle quali (per l’anno precedente a quello in corso) è a maggio. Dunque si avranno le seguenti scadenze:

  • 16 maggio;
  • 22 agosto;
  • 16 novembre;
  • 16 febbraio dell’anno successivo.

Nel caso in cui si ecceda invece il minimale di reddito, i contributi relativi devono essere versati entro il 16 giugno (saldo anno precedente e primo acconto dell’anno in corso) ed entro il 30 novembre (secondo acconto).

e-Commerce per i professionisti: quali obblighi?

Oltre agli obblighi sin qui descritti, nel caso in cui il sito web faccia riferimento ad un professionista, è necessario che sia rintracciabile in maniera chiara anche l’Ordine di appartenenza e il titolo professionale si deve inoltre avere cura di aggiornare costantemente tutte le informazioni contenute nella pagina web.

Aprire un negozio online: adempimenti dei contenuti per il sito web

Anche i contenuti del sito web dedicato al commercio elettronico devono seguire determinati parametri.

Intanto è necessario che sia facilmente individuabile il titolare dell’azienda, si deve dunque scrivere chiaramente il nome, la sede dell’azienda e la partita Iva.

Va inoltre indicato obbligatoriamente un indirizzo di posta elettronica e i contatti che permettano di identificare il venditore con massima facilità da parte dell’acquirente.

I prezzi e le tariffe applicate devono inoltre essere identificati in maniera inequivocabile ed è necessario specificare se gli importi indicati siano comprensivi o meno di imposte e costi aggiuntivi.

Sussistono inoltre obblighi specifici relativi al diritto di recesso. Ecco quali.

Vendita online: il diritto di recesso

Anche il diritto di recesso deve essere chiaramente espresso sul sito web.

Come è ormai noto il cliente ha infatti sempre il diritto di recedere entro il termine ordinario di 14 giorni che decorrono dalla conclusione del contratto (nel caso di contratti di servizi), oppure dal giorno in cui il consumatore riceve i beni.

Se il venditore non fornisce informazioni sul diritto di recesso il termine dei 14 giorni si estende a dodici mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale.

Tutela del consumatore nelle vendite online: come esercitare il diritto di recesso?

Il consumatore può esercitare il proprio diritto a rinunciare all’acquisto, il diritto di recesso, entro i termini sopra riportati,  sia utilizzando il modulo predisposto dal legislatore e allegato al Codice del consumo oppure attraverso una qualsiasi dichiarazione scritta che riporti chiaramente la decisione di recedere dal contratto.

note

[1] Agenzia delle Entrate, provv.A/E 29/12/2009.

[2] La sanzione è ridotta ad un quinto del minimo nel caso in cui l’obbligato provveda alla regolarizzazione della dichiarazione presentata nel termine di 30 giorni dall’invito dell’ufficio.

[3] Nel caso in cui la denuncia, la comunicazione o il deposito al registro imprese siano effettuati nei 30 giorni successivi alla scadenza dei termini, la sanzione è ridotta ad un terzo.


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