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Nasce l’Osservatorio Europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale

30 Maggio 2012
Nasce l’Osservatorio Europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale

Enforcement sul copyright: L’Unione Europea ha (ri) creato l’Osservatorio Europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.

L’Unione Europea ha battezzato, lo scorso 16 maggio, il nuovo Osservatorio Europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale [1], istituto in realtà nato nel 2009 (col nome di “Osservatorio Europeo sulla Contraffazione e Pirateria”), ma che aveva rivelato da subito tutta la sua inutilità e incapacità operativa.

Nato per migliorare la qualità delle informazioni e delle statistiche concernenti la contraffazione e la pirateria, a sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti di proprietà intellettuale e a incoraggiare strategie nazionali per la tutela del diritto d’autore, l’Osservatorio aveva dimostrato una incapacità operativa, non essendo stato neanche dotato di personalità giuridica.

Il nuovo Osservatorio, con il nome rinnovato – senza ormai la parola “pirateria”, quasi a esorcizzare la paura di un nemico difficilmente arginabile – sarà da oggi gestito dall’UAMI (Ufficio Europeo per l’Armonizzazione del Mercato Interno), un ente normalmente preposto alla registrazione dei marchi e brevetti.

Nelle intenzioni della Comunità Europea c’è quella di creare, da qui al 2014, un mercato unico dei diritti di proprietà intellettuale: una pretesa piuttosto ambiziosa che sa di un ulteriore tentativo di enforcement nella lotta alla contraffazione, già iniziato con la firma dell’A.C.T.A.

Il regolamento che riforma l’Osservatorio, nel disegnare la mappa delle competenze di quest’ultimo e dell’UAMI, ritorna sulle solite definizioni generali. Viene infatti stabilito che spettano all’UAMI il compito di:

a) migliorare la comprensione del valore e dell’effetto delle violazioni di tutti i diritti di proprietà intellettuale riconosciuti dalla direttiva 2004/48/CE;

b) diffondere la conoscenza delle migliori prassi in uso nel settore pubblico e privato a tutela dei diritti di proprietà intellettuale;

c) sensibilizzare i cittadini sull’effetto della violazione dei diritti di proprietà intellettuale;

d) migliorare le competenze di coloro che sono incaricati della tutela dei diritti di proprietà intellettuale;

e) affinare la conoscenza degli strumenti tecnici per prevenire e combattere la contraffazione e la pirateria;

f) migliorare lo scambio on-line tra le autorità degli Stati membri e promuovere la cooperazione con e tra uffici centrali della proprietà industriale degli Stati membri;

g) promuovere la cooperazione internazionale con gli uffici per la proprietà intellettuale nei Paesi terzi, per elaborare strategie e sviluppare tecniche competenze e strumenti per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

 

 


note

[1] Previsto con Regolamento UE n. 386/2012.


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