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Separazione: la casalinga va mantenuta e non deve cercarsi un lavoro

29 Maggio 2012
Separazione: la casalinga va mantenuta e non deve cercarsi un lavoro

Assegno di mantenimento all’ex moglie disoccupata che si è sempre dedicata alla famiglia e alla casa.

Sentenza che farà certo discutere quella recente della Corte di Appello di Ancona [1] che ha riconosciuto il diritto all’assegno di mantenimento in favore di una casalinga solo perché disoccupata per via del fatto di aver dedicato l’intera vita alle faccende di casa e alla cura della prole. L’ex coniuge sarà tenuto a mantenere la donna nonostante i figli siano divenuti ormai adulti e autosufficienti economicamente.

Non è facile trovare un impiego a cinquant’anni – hanno argomentato i giudici – specie con l’attuale congiuntura del mercato.

L’uomo aveva inoltre richiesto la revoca della assegnazione della casa coniugale: ma anche tale richiesta gli è stata respinta. Difatti, la revoca può essere avanzata solo dal proprietario dell’immobile (il padre appunto) e comunque in presenza di un bisogno reale [2].

 

 


note

[1] C. App. Ancona, sent. n. 217 del 13.03.2012.

[2] Sostiene la Corte a riguardo: “Ove il comodato di un bene immobile sia stato stipulato senza limiti di durata in favore di un nucleo familiare già formato o in via di formazione, si versa nell’ipotesi del comodato a tempo indeterminato, caratterizzato dalla non prevedibilità del momento in cui la destinazione del bene verrà a cessare. Infatti, in tal caso, per effetto della concorde volontà delle parti, si è impresso allo stesso un vincolo di destinazione alle esigenze abitative familiari (e perciò non solo e non tanto a titolo personale del comodatario), idoneo a conferire all’uso – cui la cosa deve essere destinata – il carattere implicito della durata del rapporto, anche oltre la crisi coniugale e senza possibilità di far dipendere la cessazione del vincolo esclusivamente dalla volontà “ad nututm” del comodante.


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