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Che succede se non si paga la Tari

30 luglio 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 luglio 2016



Si può ricorrere al ravvedimento operoso per sistemare il mancato pagamento della tassa rifiuti. Più aumenta il ritardo, maggiore è la sanzione.

E’ possibile rimediare al mancato pagamento della Tari, pur pagando un tasso di interesse di mora. La normativa prevede che chi ha dimenticato (più o meno volutamente) il pagamento della tassa sui rifiuti e si ritrova a farlo in ritardo, possa avvalersi del ravvedimento operoso per sanare la situazione.

Tari: come funziona il ravvedimento operoso

A seconda del ritardo accumulato nel pagamento della Tari, è possibile usufruire di quattro tipi di ravvedimenti, con sanzioni che aumentano con il passare del tempo. Nello specifico:

  • il ravvedimento sprint: consente di sanare la propria situazione entro 14 giorni dalla scadenza della tassa rifiuti con una sanzione dello 0,1% giornaliero del valore dell’imposta (e non più lo 0,2% come in passato) più gli interessi giornalieri che vanno calcolati sul tasso annuale di riferimento;
  • il ravvedimento breve: permette di pagare la Tari con un ritardo compreso tra 15 e 30 giorni. La sanzione applicata è dell’1,5% del valore dell’imposta (e non più del 3%) più gli interessi;
  • il ravvedimento medio: viene applicato per il pagamento della Tari con un ritardo tra 30 e 90 giorni. La sanzione è dell’1,67% del valore dell’imposta (non più del 3,33%) più gli interessi;
  • il ravvedimento lungo: interessa chi paga la Tari con un ritardo superiore ai 90 giorni dalla scadenza ed entro la presentazione della dichiarazione che riguarda l’anno del mancato pagamento. La sanzione applicata è del 3,75% del valore dell’imposta più gli interessi.

Se il pagamento della Tari avviene oltre i termini del ravvedimento lungo (quindi oltre un anno) la sanzione sarà del 30% del valore dell’imposta dovuta.

Per mettersi in regola con il mancato pagamento della Tari bisogna rivolgersi al proprio Comune di residenza.

Il termine di prescrizione è di 5 anni.

Tari: cosa si paga e come si calcola

Ammesso e non concesso che la tassa sui rifiuti sia legittima (leggi nostro articolo in merito), la Tari deve essere pagata, come detto, dai proprietari o dagli inquilini di un immobile. Il calcolo non comprende le aree comuni condominiali (cortile, ingresso del palazzo, ecc.) che non siano utilizzate in via esclusiva. E’ da calcolare, invece, l’alloggio del custode, in quanto, appunto, utilizzato in via esclusiva.

La Tari interessa, invece, la superficie di locali ed aree in cui, per l’uso che se ne fa o per il tipo di attività svolta, si possono produrre dei rifiuti urbani. Più è grande l’area (intesa come superficie calpestabile), più – teoricamente – si produce spazzatura. Quindi più alta sarà la tassa, che interesserà l’80% della superficie catastale.

La legge prevede, comunque, delle riduzioni obbligatorie:

  • nelle zone dove non viene effettuata la raccolta dei rifiuti ed il cassonetto è lontano da casa, la tassa dovuta non deve essere superiore al 40% della tariffa;
  • nelle zone in cui sia mancato il servizio di gestione dei rifiuti, o sia stata violata la disciplina di riferimento o, ancora, ci sia stata un’interruzione del servizio per motivi sindacali o per qualsiasi altro impedimento che abbia causato un reale o ipotetico danno sanitario alla cittadinanza, la tassa non può superare il 20% della tariffa;
  • nelle zone in cui è operativa la raccolta differenziata per le utenze domestiche, c’è una riduzione stabilita da ogni singolo Comune.

Le amministrazioni locali possono, inoltre, stabilire delle riduzioni facoltative in alcuni casi:

  • se le abitazioni hanno un unico occupante;
  • se le abitazioni o i locali non adibiti ad abitazione, vengono occupate sono in determinati periodi dell’anno (un bar aperto solo d’estate, un casa di villeggiatura…);
  • se le abitazioni vengono occupate da cittadini che risiedono per almeno 6 mesi all’estero;
  • se si tratta di un fabbricato rurale ad uso abitativo.

Oltre alle riduzioni, ci sono anche delle esenzioni dal pagamento della Tari, sulla base della norma che non prevede la tassazione degli spazi in cui non vengono prodotti dei rifiuti:

  • le parti comuni dei condomini;
  • le zone in cui è materialmente impossibile produrre della spazzatura (la cantina, il solaio…);
  • i locali in cui, in certe circostanze temporali, non è possibile produrre dei rifiuti.
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2 Commenti

    1. Anche a me piacerebbe non pagarla. Ma leggendo l’articolo sopra, scattano le sanzioni come prevedevo. Esiste un escamotage per non incorrere in sanzioni?? Grazie

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