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Lo sai che? Province: la Sardegna le abolisce con referendum ma il Consiglio Regionale si oppone

Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2012

Gli abitanti della Sardegna cancellano, con referendum, le Province, ma la classe politica isolana approva di fretta una legge regionale che contrasta l’espressione della volontà popolare: una sorta di “guerra civile”.

I cittadini sardi, chiamati alle urne circa un mese fa a pronunciarsi su dieci quesiti referendari [1], hanno sancito l’abolizione delle Province di Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio.

Il 66% dei votanti, inoltre, si è detto favorevole alla cancellazione delle storiche Province di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano. In questo caso, però, il referendum aveva carattere consultivo. Ragion per cui, il parere espresso dai cittadini non vincolava le Istituzioni regionali.

La dimostrazione di quanto il risultato di un referendum possa essere ridimensionato, se non addirittura vanificato, sta nella decisone del Consiglio Regionale Sardegna: pochi giorni fa, è stata approvata da tutti i gruppi e partiti che lo compongono [2] una legge che prevede la sopravvivenza delle quattro Province per altri nove mesi, fino al febbraio 2013. La motivazione: evitare il “caos giuridico” che la cancellazione immediata avrebbe comportato. Sarà, quindi, avviata una gestione transitoria per curare l’ordinaria amministrazione, la ricognizione dei beni e del personale.

 

 

note

[1] Cinque abrogativi e cinque consultivi.

[2] Pdl, Pd, Udc, Psd’Az, Idv e SelUnica voce fuori dal coro, i Riformatori Sardi.


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