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Danno da vacanza rovinata: risarcito lo stress senza bisogno di prove

1 giugno 2012


Danno da vacanza rovinata: risarcito lo stress senza bisogno di prove

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 giugno 2012



Basta dimostrare che il tour operator non ha adempiuto a tutti gli impegni assunti per ottenere il risarcimento del danno morale da vacanza rovinata.

Per ottenere il risarcimento del danno morale da “vacanza rovinata” [1], è sufficiente dimostrare l’inadempimento del tour operator agli impegni assunti nel contratto: la Cassazione [2] ha infatti chiarito che non è necessario, per il turista che abbia subito un disagio psicologico dall’annullamento del pacchetto turistico, provare anche tale suo stato d’animo interiore [3].

Due coniugi in viaggio di nozze avevano chiesto il riconoscimento dei danni poiché il luogo e la vacanza non corrispondevano a quanto riportato sul dépliant. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la prova fornita dai turisti dell’inadempimento dell’operatore turistico e, in conseguenza di ciò, ha accolto anche la richiesta di risarcimento del danno morale (oltre a quello patrimoniale) avanzata dagli sposi.

Secondo i giudici sarebbe assai difficoltoso per il turista danneggiato dimostrare in causa lo stress subito a causa della vacanza non andata in porto: per ciò, tale danno si “presume”, senza bisogno che sia dimostrato concretamente con le classiche prove (certificati medici, testimoni, ecc.). La finalità della “vacanza” e dello “svago” è l’elemento che caratterizza il contratto di viaggio in sé e che l’operatore è obbligato a garantire [4]. La mancata realizzazione, in tutto o in parte, della vacanza costituisce già di per sé la prova del danno cagionato al consumatore-turista.

Molto spesso la qualità dei servizi offerti nell’ambito di pacchetti turistici all inclusive non corrisponde alle aspettative del consumatore, a causa di disservizi dovuti alla qualità delle strutture alberghiere e dei mezzi di trasporto o di carenze informative.

Per tutelare i consumatori-turisti, di recente è stata introdotta nel nostro ordinamento una nuova categoria di danno: il “danno da vacanza rovinata”, a tutela degli interessi dei viaggiatori. La legge [5] riconosce al turista, nel caso di inadempimento contrattuale dell’operatore turistico, che non sia di scarsa rilevanza, la possibilità di chiedere, oltre allo scioglimento del contratto, il risarcimento del danno morale rapportato al tempo di vacanza inutilmente trascorsa e all’irripetibilità del viaggio.

La Corte, nel caso esaminato, ha desunto la gravità dell’inadempimento contrattuale da parte del tour operator, e con essa la sussistenza del danno da vacanza rovinata a favore dei coniugi, dalla speciale occasione di viaggio concordata dalla coppia: la luna di miele è, infatti, un’occasione irripetibile di vacanza.

 

 

note

[1] Inteso come lesione dell’interesse del turista al pieno godimento del viaggio organizzato come occasione di piacere o riposo.

[2] Cass. sent. n. 7256 del 2012.

[2] Art. 2059 c.c.

[3] In tal senso si è espressa anche la Cass. sent. n. 16315 del 2007.

[4] Art. 47 del Codice del Turismo (d.lgs. n. 79 del 2012).

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