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Fisco: 220mila avvisi in arrivo

5 Settembre 2016
Fisco: 220mila avvisi in arrivo

Avvisi bonari per il prossimo ottobre: ecco cosa riguardano e come procederanno i controlli del Fisco, dal redditometro agli accertamenti bancari. 

Arriveranno ai contribuenti oltre 220mila lettere, l’arrivo è previsto per il mese di ottobre e riguarderanno le potenziali irregolarità derivanti dal modello 730/2016 relativi ai redditi 2015.

In un’intervista al Sole24 Ore Rossella Orlandi, Direttrice dell’Agenzia, ha confermato che l’approccio intrapreso da qualche tempo dalle Entrate per fare in modo che il contribuente possa sanare consapevolmente e spontaneamente gli errori commessi, prima di incorrere in sanzioni più gravi, si è rilevata efficace e sarà la strada da seguire nel prossimo futuro.

Avvisi fiscali ottobre: comunicazione bonarie

Le comunicazioni di ottobre saranno comunicazioni “bonarie e preventive” relative alle irregolarità che dovessero scaturire dall’incrocio tra le banche dati dell’Agenzia e i 730 inviati. Si tratta di un sistema che proprio con la dichiarazione dei redditi precompilata ha avuto un forte impulso: come ha sottolineato la Direttrice “Il sistema della precompilata ha in sé il vantaggio di poter disporre con largo anticipo di informazioni utili per l’attività di compliance nei confronti dei cittadini che non hanno presentato la dichiarazione”.

Non cita alcun numero la Direttrice nell’intervista, non specifica cioè se si tratterà di un volume di avvisi alto o basso, ma sottolinea che sarà ragionevole attendersi un numero di controlli almeno alto quanto quello dello scorso anno.

Le comunicazioni preventive sono in aumento, dunque, anche perchè il sistema si è rivelato essere un successo in termini di capacità di recupero degli errori e di miglioramento della performance dell’agenzia “Visti i positivi riscontri, stiamo gradualmente aumentando i criteri di incrocio e ampliando la platea dei contribuenti destinatari delle comunicazioni preventive“.

Il redditometro non è in discussione: ma si usa con cautela

Secondo quanto affermato dalla Direttrice Orlandi non si metterà in discussione il redditometro neanche nei prossimi anni, tuttavia si rileva una necessità di utilizzare tale metodo di controllo con una certa cautela, solo quando strettamente necessario. Sull’utilità dello strumento insomma, non si discute “In particolare, si è dimostrato molto utile per intercettare i contribuenti, non titolari di partita Iva, che presentano un rilevante scostamento tra l’importo del reddito dichiarato e la capacità di spesa manifestata nell’anno”.

Accertamenti bancari: solo in casi eccezionali

Lo spauracchio dell’accertamento bancario, probabilmente il più invasivo degli strumenti di accertamento, viene in qualche modo mitigato dalle dichiarazioni della Orlandi, che specifica come le indagini finanziarie siano giustificate solo “a valle di un’attenta analisi del rischio da cui emergano significative anomalie dichiarative e nel caso in cui sia già in corso un’attività istruttoria d’ufficio”, non sono cioè uno strumento di applicazione automatica, quanto piuttosto uno strumento che va utilizzato con proporzionalità e ragionevolezza.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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