Diritto e Fisco | Articoli

Net Neutrality: gli ISP Ue bloccano i servizi Skype e P2P

5 giugno 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 giugno 2012



Gli operatori di telefonia fanno quel che vogliono con le velocità di connessione, rallentandole e accelerandole a proprio piacimento.

Non è una novità, ma c’è voluto un rapporto del Berec (Body Of European Regulators For Electronic Communication) per dare alla notizia un tono ufficiale: un normale uso quotidiano di internet rivelerebbe anche ai meno esperti quanto gli operatori di telefonia facciano quel che vogliono con le velocità di connessione, rallentandole e accelerandole a proprio piacimento, come luci a intermittenza su un albero di Natale.

In particolare, nella telefonia mobile, cinque utenti su dieci riceve limitazioni nei servizi VoIp (come Skype) e peer to peer. Nello stesso tempo, il 20% degli operatori di telefonica fissa applica restrizioni per limitare il peer to peer nelle ore di punta. Restrizioni che, neanche a dirlo, non vengono mai “menzionate” nelle bollette, ove invece vengono fatturate solo le velocità “dichiarate” e non quelle effettive. Gli ISP si fanno pagare cari servizi mai offerti, promettendo a un prezzo maggiore connessioni “senza limiti”, che senza-limiti non sono affatto.

Le società di telefonia si sentono protette da clausole contrattuali di esonero della responsabilità, fatte firmare a sempre più disorientati consumatori, dopo lunghe pagine di condizioni, commi, articoli, postille.

Lo stesso Comissario UE per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes, ha invocato maggiore trasparenza: agli utenti vengono puntualmente fornite informazioni poco chiare sulla velocità della banda larga. Le velocità di connessione dichiarate alla stipula del contratto tengono conto delle medie alle 3 del mattino e non invece nelle ore di punta, quando avvengono il 95% delle restrizioni.

I consumatori – ha ribadito la Kroes – necessitano di informazioni chiare sui limiti di ciò che stanno pagando. “I consumatori devono sapere se stanno comprando Champagne o vino frizzante: se non è ‘Internet completo’, non dovrebbe essere commercializzato come tale, forse non dovrebbe essere commercializzato affatto, almeno non senza una precisa avvertenza e le Autorità di regolamentazione dovrebbero poter controllare come gli ISP vendono il servizio”.

 

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Sono daccordo. Gli operatori dovrebbero offrire ai propri clienti sempre la stessa velocità di connessione, in qualunque momento e per qualunque operazione effettuata sul web. E se, per qualunque motivo la connessione dovrebbe essere in qualche modo variata, la compagnia telefonica in questione dovrebbe farlo sapere al cliente.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI