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Quanto dura la causa davanti al Giudice di Pace

15 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2018



Principi cardine del processo davanti al Giudice di pace sono la semplificazione e l’accelerazione. Una procedura, esente da particolari formalità, ispirata alla speditezza della giustizia. 

Sei stato citato in giudizio e ti chiedi come si svolge il processo e quanto dura la causa davanti al Giudice di pace? Hai citato un soggetto davanti al Giudice di pace per ottenere il risarcimento di danni patiti e ti chiedi quanto tempo occorra per la definizione della procedura? Le cause davanti al Giudice di pace sono davvero tantissime. I risarcimenti, infatti, sono spesso di competenza di questo ufficio. Si tratta di un processo sicuramente più semplice e veloce rispetto a quello tenuto davanti al Tribunale. Scopriamo insieme le caratteristiche e la durata del processo davanti al Giudice di pace.

Come inizia la causa davanti al Giudice di pace?

Il procedimento dinanzi al Giudice di pace ha inizio mediante l’invio di un atto, detto citazione, notificato a cura del proprio avvocato di fiducia [1]. La parte che intende chiamare in giudizio un altro soggetto, infatti, invita quest’ultimo a comparire dinanzi l’ufficio giudiziario competente ad una data determinata (cosiddetta prima udienza).

L’atto di citazione dinanzi al Giudice di pace è esente da particolari e rigide formalità, nonostante debba comunque rispettare fondamentali principi processuali:

  • indicazione dell’autorità giudiziaria adita, dunque, l’ufficio del giudice di pace territorialmente competente a decidere la controversia;
  • l’indicazione delle parti;
  • l’esposizione dei fatti;
  • l’esposizione delle motivazioni e delle argomentazioni sulla base delle quali chi cita in giudizio (il danneggiato) avanza le proprie pretese;
  • la chiara e determinata domanda rivolta al giudice; per porre un esempio, la domanda di accertamento e riconoscimento del proprio diritto al risarcimento del danno a seguito di sinistro stradale o la domanda di condanna del danneggiante al pagamento di una somma determinata in favore del danneggiato a titolo di risarcimento danni.

Tra la data della notifica della citazione e quella indicata per la comparizione dinanzi all’ufficio del Giudice di pace, devono esserci non meno di 45 giorni, cosiddetto termine a comparire.

La legge prevede anche una forma diversa di introduzione del giudizio dinanzi al Giudice di pace che, nella prassi, è poco utilizzata. La parte danneggiata può proporre la propria domanda oralmente. Il Giudice di pace, in tal caso, redige un processo verbale, con l’assistenza del cancelliere, indicando le circostanze di luogo e di tempo nel quale l’atto che redige è compiuto, l’indicazione delle persone intervenute e delle dichiarazioni ricevute. Il verbale dovrà poi essere sottoscritto dal giudice, dal cancelliere e dalla parte e dovrà essere portato a conoscenza del soggetto chiamato in giudizio. Il danneggiato, infatti, dovrà richiedere, presso la cancelleria, il rilascio di copie autentiche del processo verbale e portare l’atto presso l’ufficiale giudiziario per la notifica. La notifica del processo verbale avrà i medesimi effetti della notifica dell’atto di citazione.

Come avviene la costituzione delle parti?

L’avvocato del danneggiato procederà ad iscrivere a ruolo la causa: egli, cioè, depositerà presso la cancelleria del Giudice di pacecompetente, la citazione notificata e i documenti necessari a supportare la causa proposta. Nell’occasione sarà pagato il contributo unificato (la tassa richiesta dallo Stato) e l’eventuale bollo previsto.
A questo punto, l’ufficio giudiziario in questione provvederà a nominare il giudice che seguirà la causa ed a stabilire la data di comparizione delle parti, secondo le esigenze dell’ufficio stesso. Tale data, ovvero la data della prima comparizione in udienza, nella prassi, è sempre successiva rispetto a quella indicata in citazione.

La legge prevede che le parti possano costituirsi in cancelleria ovvero direttamente in udienza [2].

Per quanto concerne il soggetto chiamato in giudizio, ovvero il convenuto, questi si costituirà nel processo, depositanto l’atto di citazione ricevuto, nonché la propria comparsa di costituzione e risposta, ovvero un atto nel quale esponga le proprie difese in merito alla pretesa avanzata dalla parte danneggiata.

Cosa succede dopo la prima udienza?

Nel processo dinanzi al Giudice di pace non esiste differenza tra la prima udienza di comparizione e l’udienza di trattazione [3]. Esistono determinate eccezioni e difese che le parti devono necessariamente svolgere non oltre la prima udienza di trattazione. Per porre un esempio, il convenuto, in tale sede, dovrà eccepire l’eventuale incompetenza del giudice adito, in ordine alla materia, al territorio, o al valore della controversia. Ed ancora, non oltre la prima udienza, la parte convenuta dovrà eventualmente chiedere al giudice competente, di essere autorizzato a chiamare in causa un terzo soggetto.

Per porre un esempio, nella causa avente ad oggetto la richiesta di risarcimento danni a seguito di sinistro stradale per insidia e/o trabocchetto (presenza di terriccio sull’asfalto, buca, ostacolo non segnalato sulla carreggiata), laddove il danneggiato abbia chiamato in giudizio il Comune quale ente proprietario della strada, può verificarsi l’ipotesi in cui l’ente comunale chiami in causa la ditta appaltatrice di lavori in corso nel tratto di strada, interessato dall’incidente.

Alla prima udienza, il giudice nominato, esaminate le richieste delle parti, effettuate per il tramite dei rispettivi avvocati, dovrà procedere ascoltando le posizioni dei soggetti coinvolti, nonchè le parti stesse laddove siano presenti personalmente, tentando di giungere ad una conciliazione ed evitare così il prosieguo della procedura.

A tal punto, il giudice, laddove non riesca la conciliazione, rinvierà il processo ad una data successiva ed in particolare:

  • ad un’udienza interlocutoria (se resa necessaria dall’attività svolta dalle parti in prima udienza e nel corso della quale si potranno formulare o precisare i mezzi istruttori;
  • ad un’udienza istruttoria (nel corso della quale si assumeranno le prove ammesse dal giudicante, ad esempio, si produranno documenti, si ascolteranno i testimoni indicati dalle parti);
  • ad un’udienza conclusiva (laddove il giudice ritenga la causa pronta per la decisione finale, in occasione della quale, le parti potranno eventualmente depositare delle note conclusive autorizzate dal giudicante, nelle quali saranno esposte e riassunte tutte le ragioni a sostegno della propria posizione).

Quante udienze ci vogliono per concludere la causa davanti al Giudice di pace?

Almeno due (la prima udienza e quella conclusiva), ma nella maggior parte dei casi ne sono necessarie molte altre. Infatti, a prescindere da quelle già indicate precedentemente, ci sono, ad esempio, i rinvii d’ufficio, cioè quelli non dovuti alla volontà ed alle richieste delle parti (quando il giudice è assente o in occasione di qualche sciopero).

Oppure, durante la prima udienza, la parte citata potrebbe avere interesse a richiedere la presenza di un ulteriore soggetto (ad esempio, la propria assicurazione), ottenendo un rinvio per consentirne la chiamata in causa. Infine, per le cause per le quali è necessaria una valutazione tecnico-legale, sarà inevitabile nominare un consulente tecnico d’ufficio (CTU). Questo comporterà necessariamente un’udienza di convocazione del CTU al fine di prestare il giuramento di rito e ritirare la documentazione per espletare l’accertamento richiesto. Nonchè un’ulteriore udienza, successiva al deposito della CTU medesima.

Altra ipotesi di rinvio nel corso della prima udienza di trattazione, potrebbe essere quella concessa dal giudice per consentire alle parti l’espletamento della procedura di negoziazione assistita, prevista dalla legge obbligatoriamente in talune ipotesi [4], laddove detta procedura transattiva non sia stata regolarmente svolta dalle parti in causa prima di incardinare il processo.

Quando si conclude il processo?

Dopo la discussione finale e la precisazione delle richieste finali delle parti (tecnicamente definite conclusioni) che, nella prassi, avviene mediante il deposito di apposite note autorizzate dal giudice, la causa volge al termine ed il giudicante se ne riserva la decisione.

Quanto tempo ha il giudice per emettere la sentenza?

Il termine previsto dalla legge è di quindici giorni. Si tratta, tuttavia, di un termine meramente ordinatario. Il giudice emetterà la sentenza in un tempo alquanto variabile. Molto dipende anche dal carico di lavoro del giudice stesso. Potrebbero, quindi, essere necessari anche alcuni mesi.

Quanto dura la causa davanti al Giudice di pace?

Tra la data d’invio della citazione e quella di pubblicazione della sentenza, il tempo necessario è di solito, non inferiore ai due anni/un anno e mezzo. In relazione alle fattispecie concreta e al livello di complessità della materia, dei fatti e delle prove da assumere, è anche possibile che il processo si concluda in un periodo ancora più breve o che si protragga, invece, per diversi anni.

note

[1] Art.316 cod. proc .civ.

[2] Art.319 cod. proc. civ.

[3] Art.320 cod. proc. civ.

[4] D. L. n.132/2014 conv. L. n. 162/2014


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8 Commenti

  1. E se la causa dura più di tre anni e mezzo (come sta succedendo a me), e siamo ancora alla fase di “audizione” del CTU (udienza fissata per il prossimo mese di giugno)?
    Come può tutelarsi il cittadino? Posso invocare la legge Pinto?

  2. Salve io due anni fa ho subito una violenza di un vicino di casa, ma dandomi in ospedale, ho fatto denuncia e non sono mai andata in tribunale perché il mio ovvocato di Ceva che non c’era bisogno di comparire ora dopo due anni e andata a finire al giudice di pace la prima volta e stata rinviata perché non c’era il giudice perché stava male, (ma il mio avvocato mi aveva detto di non andare perché si cura mente non si faceva la causa ) ora io mi chiedo come faceva lui a sapere che il giudice stava male. …

  3. Veramente la causa che ho promosso davanti al giudice di pace di Roma sta andando avanti da 5 anni: 5 anni fa è stata infatti iscritta a ruolo, 4 anni fa ci fu la prima udienza con costituzione di parte civile, da allora ancora non sono stati sentiti né le parti offese né i testi delle due parti né gli imputati. A novembre 2017 I reati saranno prescritti per cui è ormai inutile portate avanti la sceneggiata: perché di sceneggiata si è trattato finora…

  4. Si puo sollecitare il giudice di Pace apubblicare una sentenza? Trovo vergognoso che si debba aspettare così tanto per avere giustizia

  5. sono quattro anni che sono in attesa di causa…?quanto tempo ci vuole ancora per la fine? posso fare qsa per il ritardo ?

  6. A tal punto, il giudice, laddove non riesca la conciliazione, rinvierà il processo ad una data successiva ed in particolare:

    ad un’udienza interlocutoria (se resa necessaria dall’attività svolta dalle parti in prima udienza e nel corso della quale si potranno formulare o precisare i mezzi istruttori;

    Questo passaggio non mi è assolutamente chiaro in quanto Lei da per presupposto che, fallito il tentativo di conciliazione, il giudice debba necessariamente rinviare la causa e non è cos’. Può spiegarsi meglio? Grazie

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