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Esistono forme particolari di pegno?

5 Agosto 2016 | Autore:
Esistono forme particolari di pegno?

Tra le nuove forme di pegno costituite extra codicem la più importante è quella del pegno irregolare, avente ad oggetto una cosa fungibile; ne consegue che oggetto della garanzia non è la cosa determinata ma la stessa quantità di beni dello stesso genere.

Nella pratica si sono formate altre figure di pegno, oltre a quelle previste dal codice civile, che hanno gradualmente trovato appoggio e legittimità dalla dottrina e dalla giurisprudenza. La più importante di queste figure è il cd. pegno irregolare: esso ha ad oggetto una cosa fungibile (ad esempio somme di denaro o titoli), per cui l’oggetto della garanzia non è la cosa determinata, bensì la stessa quantità dello stesso genere di bene.

Nel pegno irregolare il creditore può disporre delle cose fungibili ricevute in pegno ed assume l’obbligo di restituire, alla scadenza dell’obbligazione principale, una somma equivalente al valore delle cose costituite in pegno, se il debitore adempie l’obbligazione principale, ovvero una somma pari all’eventuale eccedenza del loro valore rispetto a quello della prestazione dovuta, se tale obbligazione rimane inadempiuta. In caso di inadempimento del debitore si verificherà la coesistenza di debiti reciproci tra il debitore stesso e il creditore garantito, cui si applicheranno i principi della compensazione (Cass., 5 novembre 2004, n. 21237).

Contra, Cass., 24 maggio 2004, n. 10000

Esistendo unicità (ovvero accessorietà) di rapporti tra pegno irregolare e credito a garanzia del quale esso è stato costituito, l’estinzione del credito medesimo è l’effetto di un’operazione meramente contabile, che resta fuori dall’ambito di operatività dell’istituto della compensazione, sicché devono ritenersi inapplicabili, in caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa del debitore concedente, sia le disposizioni sulle modalità di realizzazione del bene costituito in garanzia in concorrenza della procedura concorsuale, sia la regola di cui all’art. 53 della legge fallimentare (per cui sono soggetti ad ammissione al passivo anche i crediti pignoratizi), sia i limiti alla compensabilità dei debiti verso il fallito di cui all’art. 56 della stessa legge.”

La costituzione di un pegno irregolare rende inoperante il divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c., atteso che è consentito al creditore, nell’ipotesi di inadempimento della controparte, di fare definitivamente propria la (sola) somma corrispondente al credito garantito, e, quindi, di compensarlo con il suo debito di restituzione della somma portata dal titolo o dal documento, nel legittimo esercizio del proprio diritto di prelazione e senza richiesta di assegnazione al giudice dell’esecuzione (Cass., 24 maggio 2004, n. 10000).

Si ritiene che il pegno irregolare sia un contratto nominato e a forma libera. La giurisprudenza ritiene però che anche il pegno irregolare debba essere costituito con data certa (Trib. Cassino, 4 luglio 2002 – Cass., 1 agosto 1996, n. 6969 – Trib. Roma, 6 giugno1981).

Si rammenta che l’art. 1851 c.c. — riferito all’anticipazione bancaria — dispone che se, a garanzia di uno o più crediti, sono vincolati depositi di danaro, merci o titoli che non siano stati individuati o per i quali sia stata conferita alla banca la facoltà di disporre, la banca deve restituire solo la somma o la parte delle merci o dei titoli che eccedono l’ammontare dei crediti garantiti. L’eccedenza è determinata in relazione al valore delle merci o dei titoli al tempo della scadenza dei crediti.

Il-Recupero-dei-Crediti


Il creditore può disporre delle cose pignorate, in quanto obbligato a restituire, in caso di adempimento da parte del debitore, una quantità corrispondente di beni o una somma pari all’eventuale eccedenza del valore rispetto a quello della prestazione dovuta, se l’obbligazione rimane inadempiuta.


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