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Allarme terremoto: come difendersi dalla forza della natura

3 giugno 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2012



Pubblichiamo il contributo inviatoci dalla nostra lettrice Natalia Marcelli

Dopo il terremoto che ha gravemente colpito l’Emilia Romagna, molti italiani si chiedono in che modo sia possibile evitare danni in seguito ad un evento sismico.

Come ben sappiamo, l’Italia è un territorio altamente sismico in cui, negli ultimi 40 anni, i terremoti hanno provocato 4.500 vittime e una spesa di circa 150 milioni di euro. L’unico modo per ridurre le conseguenze del terremoto è la prevenzione.

A tal proposito è importante conoscere la normativa antisimica per una corretta tutela. Essa comprende sia la classificazione sismica del territorio nazionale, recante l’indicazione delle zone sismiche, che la normativa tecnica, la quale prevede specifici criteri progettuali e costruttivi, definiti per edifici, ponti e opere di fondazione e di sostegno dei terreni.

L’aggiornamento della normativa antisismica contiene due provvedimenti fondamentali:

– L’ordinanza n.3274/2003, contenente criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zone sismiche;

– T.U sulle norme tecniche delle costruzioni, approvato con il D.M. 14 settembre 2005 e proseguito con l’aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni disposto con il nuovo D.M. 14 gennaio 2008. Tale decreto obbliga alla verifica della staticità degli edifici pubblici definiti “strategici” (scuole, ospedali, ecc.) e definisce i principi per progettare, realizzare e collaudare edifici antisismici.

Dunque cosa è necessario fare?

Per gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione si deve rispettare la normativa antisimica. È necessario valutare il rischio sismico della zona in cui si andrà a costruire, verificando l’effetto della risposta sismica locale sulla base delle analisi, delle caratteristiche topografiche e del sottosuolo, cioè verificare come la terra reagisce a un eventuale terremoto.

I principali interventi di consolidamento da applicare alle strutture edili sono:

1. rinforzo strutturale antisismico solai di legno;

2. consolidamento copertura di legno;

3. interventi che modificano elementi verticali portanti;

4. inserimento tiranti metallici nelle murature portanti.

Dopo il terremoto dell’Abruzzo del 6 aprile 2009, è stato emanato un nuovo provvedimento per migliorare la prevenzione sismica. L’art 11 del decreto legge n.39 del 28 aprile 2009, convertito in legge n.77 del 24 giugno 2009, prevede finanziamenti grazie ad un fondo per la prevenzione del rischio sismico, istituito dal Ministro  dell’economia e delle finanze. La spesa autorizzata è di 44 milioni di euro per l’anno 2010, di 145,1 milioni di euro per il 2011, di 195,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, di 145,1 milioni di euro per l’anno 2015 e di 44 milioni di euro per il 2016. L’attuazione dell’art. 11 è affidata al Dipartimento della Protezione Civile ,regolata attraverso ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Con l’OPCM n.3843 del 19 gennaio 2010 (ordinanza del presidente del consiglio dei ministri per il sisma in Abruzzo) è stata istituita una Commissione di esperti del rischio sismico che ha definito criteri e obiettivi per un’efficace azione di prevenzione, utilizzando i fondi previsti all’art.11 della legge n.77.

La nuova ordinanza n.4007 del 29 febbraio 2012, relativa al 2011, mira allo sviluppo di quelle azioni che fin ora sono state marginalmente, o mai toccate, dai provvedimenti precedenti, che riguardano:

-studi di microzonazione sismica: i fondi sono concessi alle regioni e agli Enti locali a condizione che provvedano a cofinanziare la spesa, almeno del 50%;

– interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione, degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali strategiche: la selezione è affidata alle regioni;

-interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati, sono stabiliti delle misure massime per ogni singolo edificio;

-altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico.

Secondo l’art.14 della legge n.77, le Regioni d’intesa con i Comuni devono individuare i territori comunali su cui applicare le misure. I Comuni realizzano dei bandi e trasmettono le richieste dei contributi alle Regioni, che stilano un’apposita graduatoria.

È necessario seguire la normativa per essere sempre pronti ad affrontare un evento sismico, perché ciò che reca danni non è il terremoto in sé, ma l’applicazione scorretta delle norme.

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