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Tassa di soggiorno, si paga anche nel b&b?

31 Agosto 2016 | Autore:
Tassa di soggiorno, si paga anche nel b&b?

Imposta di soggiorno: in quali casi si deve pagare, a quanto ammonta, quali strutture la devono riscuotere, persone esentate.

Sicuramente, se di recente sei stato in albergo, in un bed and breakfast o in una struttura simile, probabilmente hai dovuto versare la tassa di soggiorno: si tratta di un’imposta comunale che deve essere pagata da chi alloggia nelle strutture ricettive di determinate città. L’imposta è dovuta a prescindere dalla tipologia di struttura ricettiva: deve pagare, dunque, anche chi alleggia in un b & b.

La tassa di soggiorno non è uguale per tutti, ma dipende dal regolamento adottato dal singolo comune: esistono, ad ogni modo, delle regole stabilite a livello nazionale, che ogni comune interessato deve seguire. Vediamo, nel dettaglio, chi deve pagare la tassa di soggiorno, in quali casi si deve pagare e a quanto ammonta.

Tassa di soggiorno: per quali comuni

La tassa di soggiorno non può essere istituita da qualsiasi comune. Possono infatti istituire il tributo:

  • i comuni capoluogo di provincia;
  • le unioni di comuni;
  • i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche;
  • i comuni inclusi negli elenchi regionali delle città d’arte.

Il tributo deve essere istituito con deliberazione del consiglio comunale.

Tassa di soggiorno: a quanto ammonta

L’ammontare della tassa di soggiorno dipende da quanto stabilito dalla delibera comunale. Ad ogni modo, non può superare i 5 euro per ogni notte trascorsa nel comune, per persona. Solitamente l’importo della tassa è proporzionato al prezzo del soggiorno, ma è uguale per tutte le strutture.

Tassa di soggiorno: chi deve pagarla

L’imposta di soggiorno deve essere pagata da coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul territorio di un comune che ha istituito la tassa: il proprietario della struttura deve riscuotere l’imposta e versarla al comune.

Il comune può prevedere delle esenzioni specifiche. Solitamente sono esentati dal tributo: i minori di 14 anni, i disabili ed i loro accompagnatori, i componenti delle forze armate e del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Inoltre, il comune può prevedere un limite massimo relativamente alle giornate di soggiorno per le quali è dovuta la tassa: la maggior parte delle delibere, difatti, prevede il pagamento per non oltre 10 giornate.

Tassa di soggiorno: a che cosa serve

Il relativo gettito della tassa di soggiorno è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive stesse, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei servizi pubblici locali.



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