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Scala senza corrimano: risarcimento per chi cade

2 Luglio 2012
Scala senza corrimano: risarcimento per chi cade

Corrimano obbligatorio: se manca, il datore di lavoro deve risarcire il dipendente che cade dalle scale.

Anche il dipendente che, sul posto di lavoro, cade da una scala senza il corrimano ha diritto a essere risarcito; di conseguenza, il dirigente dell’ente (datore di lavoro) risponde per lesioni colpose.

La Cassazione [1] ha condannato [2] il direttore di un municipio del Comune di Roma, in quanto datore di lavoro dell’impiegata scivolata sulle scale, a risarcire quest’ultima poiché non sussisteva il corrimano, in violazione della normativa [3] che invece lo prescrive come obbligatorio.

Per quanto riguarda, invece, gli edifici privati di nuova costruzione, la legge impone che le scale presentino un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro sviluppo.

Per ogni rampa di scale i gradini devono avere la stessa alzata e pedata. Le rampe devono contenere possibilmente lo stesso numero di gradini, caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata.

Le scale devono inoltre essere dotate di parapetto atto a costituire difesa verso il vuoto e di corrimano. I corrimano devono essere di facile prendibilità e realizzati con materiale resistente e non tagliente. Esso deve essere posto ad una altezza compresa tra 0,90/1 metro.

Nel caso in cui sia opportuno prevedere un secondo corrimano, questo deve essere posto ad una altezza di 0,75 m [4].

 


note

[1] Cass. sent. n. 21210/12.

[2] Art. 590 c.p.

[3] Dpr 547/55.

[4] Legge n. 13/89 e D.M. n. 236/89 (decreto di attuazione della legge n. 13/89).


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