Diritto e Fisco | Editoriale

Mattone, pensioni e Fisco. Le preoccupazioni degli italiani

13 Agosto 2016 | Autore:
Mattone, pensioni e Fisco. Le preoccupazioni degli italiani

Le novità della settimana in ambito edilizio, previdenziale e fiscale

Cos’è che preoccupa gli italiani? Il futuro. O almeno così sembra dagli articoli più letti questa settimana su La Legge per Tutti. Il primo riguarda la casa, il secondo la pensione e al terzo posto troviamo un articolo su prelievi e versamenti bancari. Cambiano le regole e, giustamente, i cittadini vogliono vederci chiaro. Non a caso il nostro Paese è famoso per il forte prelievo fiscale e per le numerose leggi che, oltre a regolamentare troppi ambiti della vita, sono anche di difficile interpretazione.

Cominciamo dalla casa. È un groviglio di sigle: Cil, Dia, Scia2, Cila. A fare chiarezza sull’argomento ci ha pensato la nostra redazione con l’articolo Edilizia: abolite DIA e CIL, la Comunicazione di inizio lavori. La novità rilevante è che viene abolita la Comunicazione di inizio lavori, quella che in gergo viene chiamata Cil. Cosa cambia? Tutti gli interventi che ricadono nella Cil saranno considerati di attività libera. Addio autorizzazioni. Una sigla in meno.

Per ogni nome che cambia c’è una procedura che si modifica. È il caso del certificato di agibilità, che non si chiamerà più così e non sarà più così. Il suo nome sarà Segnalazione certificata di agibilità e riguarderà proprio l’intera procedura per ottenere il nulla osta e le tipologie di controlli. Per saperne di più basterà leggere l’articolo citato qualche riga più su, oppure leggere Addio certificato di agibilità.

A cosa serve una casa se non ad avere un tetto per la vecchiaia? Sarà per questo che l’articolo di Noemi Secci è stato tra i più letti. E sono molte le persone che durante questa settimana si sono chieste: Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi. Chi può andare?  La risposta, in breve, è che «la pensione di vecchiaia contributiva consente di ottenere il trattamento a 70 anni e 7 mesi di età, con 5 anni di contributi. Ma non tutti coloro che possiedono così pochi anni di versamenti possono pensionarsi, ma solo chi è soggetto al calcolo interamente contributivo della pensione». Ovviamente, per approfondire, cliccate sul relativo articolo.

Se la casa e la pensione rappresentano il futuro, i movimenti bancari, invece, riguardano il presente. L’argomento riguarda i professionisti e salta fuori dopo una storica sentenza della Corte di Cassazione. Secondo i giudici del «palazzaccio», come viene chiamato dai romani, i professionisti non devono dar conto al fisco dei movimenti sul conto corrente. Colpo di scena. Perché se fino a ieri l’Agenzia delle Entrate poteva chiedere conto di movimenti sospetti da oggi, l’onere della prova, spetta proprio all’Agenzia. Da oggi e anche da ieri, dal momento che questa sentenza fa il paio con un’altra della Corte Costituzionale di un po’ di tempo fa. E le sentenze costituzionali hanno effetto retroattivo.

Non male, quindi, la settimana che ci siamo lasciati alle spalle. In soli sette giorni abbiamo avuto modo di pensare al futuro, al presente con una capatina al passato. Continuate a seguirci, viaggeremo ancora.



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