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Lo sai che? Danni provocati dai volatili: il Comune è responsabile?

Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2012

Per i danni prodotti da piccioni e volatili, l’ente pubblico non è sempre responsabile, come invece lo è nel caso di lesioni provocate da animali randagi.

Una sentenza del tribunale di Ascoli [1] ha stabilito che, nel caso in cui un pedone scivoli sullo sterco di volatili, il Comune non ha una responsabilità automatica (ossia oggettiva, che prescinde da dolo o colpa). Questo non vuol dire che il danneggiato non possa comunque chiedere il risarcimento all’Ente, ma egli dimostrare che che l’ente pubblico abbia tenuto un comportamento colposo (per es. l’aver lasciato sporca, a lungo, una via pubblica) [2].

La differenza rispetto ai danni provocati da randagismo è sostanziale.

Per le lesioni cagionate, per esempio, da un cane di strada, il danneggiato non è tenuto a provare alcunché se non l’indebita presenza dell’animale lungo una strada comunale e l’aver subito il danno. In questo caso il risarcimento è dovuto anche se il danneggiato abbia tenuto un comportamento caratterizzato da particolare debolezza e sensibilità [3].

– Nel caso invece della lesione prodotta da piccioni è necessario dimostrare anche che il Comune abbia tenuto una condotta colpevole. Pertanto, non si può chiedere il risarcimento se il pedone non abbia adoperato la normale prudenza e non si sia accorto di un pericolo di cui un uomo medio poteva accorgersi.

Non è tutto.

La popolazione di piccioni nelle città, per quanto trovi nella convivenza con l’uomo una condizione assai favorevole e, in alcuni casi gratificante anche per l’essere umano, non per questo deve dirsi una specie “addomesticata” (nel senso che abbia instaurato una abitudine alla convivenza privata con l’uomo). Pertanto – fuori dai casi dei danni prodotti per lo sterco sulle strade – il Comune non può essere ritenuto responsabile per il danno cagionato da un “piccione cittadino” a un privato, trattandosi di animale non domestico appartenente alla fauna selvatica [4].

note

[1] Trib. Ascoli Piceno, sent. del 24.11.2006.

[2] In termini tecnici, vi è responsabilità ex art. 2043 c.c. e non ex art. 2051 c.c.

[3] Cass. sent. n. 10190 del 28.04.2010.

[4] Trib. Perugia, sent. 12.01.2001.


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1 Commento

  1. A mio avviso il piccione o la tortora NON è catalogabile fra gli animali selvatici, ma tra i randagi.
    Il Comune, nella cui area stazionano, è sempre responsabile dei danni da questi cagionati.

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