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Assegni familiari al genitore che non lavora

9 settembre 2016 | Autore:


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Assegno al nucleo familiare: può essere riconosciuto al genitore che convive coi figli e non lavora sulla posizione dell’altro genitore?

Anche se gli assegni al nucleo familiare (meglio conosciuti come ANF) sono un sussidio riconosciuto ai soli lavoratori (in alcuni casi anche ai disoccupati e ai pensionati), è possibile ottenerli, in presenza di determinate condizioni, anche se non si possiede alcuna posizione tutelata (ad esempio se inoccupati o disoccupati non percettori di alcuna indennità da parte dell’Inps).

È il caso in cui due genitori , di cui uno solo lavora, non sono coniugati tra loro e non convivono: in questa ipotesi, il genitore che convive coi figli, anche se non lavoratore e non percettore di indennità di disoccupazione, può ottenere il pagamento diretto degli assegni familiari nel proprio conto corrente, sulla posizione lavorativa dell’altro genitore.

La procedura per ottenere gli ANF, in questa situazione, è differente dalla procedura ordinaria, in quanto sono richiesti vari adempimenti integrativi: vediamo, nel dettaglio, quali documenti devono essere presentati.

ANF: genitori non coniugati

Innanzitutto, per comprendere la complessità degli adempimenti dichiarativi legati agli assegni al nucleo familiare (ANF), bisogna osservare che dal nucleo, ai fini ANF e diversamente da quanto previsto ai fini Isee, è escluso il genitore non richiedente, sia convivente che non convivente, se i genitori non sono tra loro coniugati.

Una nota circolare Inps [1], difatti, chiarisce che il genitore non coniugato, convivente o meno,  non viene considerato tra i componenti del nucleo familiare ed il suo reddito non fa cumulo col reddito del genitore richiedente. In pratica, il nucleo ai fini ANF risulta formato dal genitore richiedente, dai figli e dai familiari che possono essere considerati anche ai fini fiscali (genitori, fratelli, sorelle, nipoti…).

ANF al genitore non titolare

Per aver diritto agli ANF non basta essere lavoratori dipendenti  (o titolari di indennità di disoccupazione) o pensionati: è difatti necessario che almeno il 70% del reddito complessivo sia costituito da un reddito di lavoro dipendente o assimilato (come l’indennità di disoccupazione), o da una pensione liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti.

Se, però, il genitore convivente coi figli e non coniugato non è titolare di un autonomo diritto agli assegni familiari, ma lo è l’altro genitore,  questi può ottenere il pagamento diretto degli ANF nel proprio conto corrente, pur non possedendo alcuna posizione tutelata.

Il genitore titolare del diritto agli assegni, in questo caso,  deve presentare l’ordinaria domanda ANF (modello ANF/DIP SR16) al proprio datore di lavoro, senza compilare la parte relativa ai redditi del nucleo e specificando che il pagamento dovrà essere effettuato a favore dell’altro genitore, che  convive coi figli.

Il genitore non avente diritto autonomo all’assegno deve invece presentare, in allegato al modello ANF/DIP presentato dall’altro genitore, la dichiarazione ANF/FN SR65, contenente i redditi del nucleo familiare, cioè del genitore convivente e dei figli (e di eventuali ulteriori familiari inclusi nel nucleo).

L’assegno familiare deve essere calcolato sulla base del reddito del genitore non lavoratore e sugli eventuali redditi dei figli e degli altri componenti del nucleo, non considerando il reddito del genitore titolare del diritto agli ANF. Proprio per la particolare modalità di calcolo del reddito, la dichiarazione ANF/FN SR65 è indispensabile in caso di genitori non coniugati che abbiano entrambi riconosciuto i figli, ma non aventi entrambi diritto all’ANF.

Autorizzazione ANF

Oltre alla dichiarazione ANF/FN SR65, è necessario presentare un’ulteriore autorizzazione INPS (che si richiede attraverso il modello ANF 42), in presenza delle seguenti situazioni [2] :

– richiesta di inclusione di determinati familiari nel nucleo (fratelli, sorelle, etc.);

– possibile duplicazione di pagamento (separazione, figli naturali, etc.);

– applicazione dell’aumento dei livelli reddituali (nuclei monoparentali, nuclei che comprendono familiari inabili a proficuo lavoro);

mancata sottoscrizione del coniuge della dichiarazione di responsabilità nel modello ANF/DIP.

Nel dettaglio, come specificato di recente dall’Inps [3], tutti i casi in cui è richiesta l’autorizzazione ANF sono:

– presenza di figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;

– presenza di figli naturali propri o del coniuge, riconosciuti da entrambi i genitori;

– presenza di figli del coniuge nati da precedente matrimonio;

– presenza di fratelli sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione di reversibilità;

– presenza di nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);

– presenza di familiari minorenni incapaci di compiere gli atti propri della loro età (se non sono in possesso di documenti attestanti il diritto all’indennità di accompagnamento);

– presenza di familiari maggiorenni inabili (se non sono in possesso di documenti attestanti l’inabilità al 100%);

– presenza di minori in accasamento etero-familiare;

– presenza di familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;

– presenza di figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni.

In base a quanto esposto, l’autorizzazione è necessaria in presenza di figli di genitori non coniugati; non deve essere richiesta solo nei particolari casi di pagamento diretto da parte dell’Inps [3].

La domanda di autorizzazione può essere presentata tramite:

– patronato;

– servizi online dell’Inps per il cittadino, se in possesso di Pin dell’Inps o di identità digitale Spid;

– contact center Inps Inail (raggiungibile al numero 803.164), se in possesso di Pin dell’Inps.

Una volta ottenuta l’autorizzazione (e rilasciato dall’Inps il modulo di autorizzazione ANF 43) il lavoratore deve presentarla al datore di lavoro insieme alla domanda di pagamento (mod.ANF/DIP).

In pratica, per ottenere gli ANF sulla posizione del genitore lavoratore non coniugato, è necessario:

– ottenere l’autorizzazione Inps, modello ANF 43;

– presentare la dichiarazione ANF/FN SR65;

– presentare il modello ANF/DIP, cioè il vero e proprio modello per la richesta di assegni familiari che si deve consegnare al datore di lavoro.

note

[1] Inps Circ. n. 48/1992.

[2] Art. 2 DM 11.05.1990; Inps Circ. n. 103/2011.

[3] Inps Mess. n. 6702/2013.

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7 Commenti

  1. Mi trovo esattamente nella situazione indicata nell articolo (genitrice di un figlio riconosciuto da entrambi i genitori non conviventi). Ciò nonostante al padre lavoratore l azienda rifiuta gli anf poiché il mio reddito è formato esclusivamente da lavoro autonomo, quindi secondo loro manca il requisito del 70% di reddito proveniente da lavoro dipendente. Cosa dice la legge?

    1. Salve Anna,
      Anche per noi succede la stessa cosa, è riuscita a risolvere? In teoria se avesse lei il 70% del reddito proveniente da lavoro dipendente, avrebbe una posizione tutelata, quindi che bisogno avrebbe di far fare la domanda al padre?

      1. Il Caf che segue la mia contabilità dice che il genitore dipendente che richiede gli anf deve convivere con i figli. A voi risulta?

        1. Assolutamente sbagliato, c’è una circolare inps (36/2008) che è molto chiara a tal proposito. Il problema è che molti caf non sanno fare il loro lavoro. Se gli sottoponi un caso un pò particolare vanno in tilt ed ognuno ti da una risposta diversa.

      2. E’ la stessa obiezione che abbiamo fatto all’azienda ma l’azienda dice che non è così. Non siamo riusciti a risolvere il problema perchè come sempre in questo paese c’è un balletto di competenze. Morale: dovremmo fare causa all’azienda per vederci riconosciuto un diritto. Lei è riuscito a venirne a capo?

  2. Il commercialista della ditta dove lavoro mi richiede di rinnovare l’ANF 42, dopo ben 7 anni che è nata mia figlia (genitori conviventi). Lui ha detto che non si ritrova l’ANF originale e quindi non sa se è mai stato fatto. Mi ha detto di andare al patronato. A me pare una situazione assurda. Un commercialista consulente che scarica su di me una tale incombenza e ansia. Possibile che mi abbiano dato per 7 anni gli assegni senza l’evidenza di un ANF 42 ?

  3. Buon pomeriggio,
    un figlio lavoratore dipendente con genitori disoccupati e fratello minorenne studente può richiedere l’anf? Se sì, va richiesta autorizzazione all’inps?
    Grz
    SAluti

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