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Partite IVA: si abbassano i contributi, ma di poco

11 Settembre 2016 | Autore:
Partite IVA: si abbassano i contributi, ma di poco

Come avevamo anticipato arrivano le nuove regole sulle partite IVA. Le novità della Legge di Stabilità 2017, che potrebbero essere meno rilevanti del previsto.

La nuova Legge di Stabilità 2017 conterrà molte novità per le partite IVA e per le piccole imprese. I punti cardine della manovra saranno 2, riduzione dei contributi – anche per i freelance, cioè gli iscritti alla gestione separata – e riduzione delle aliquote per gli utili lasciati in azienda. Vediamo allora cosa cambierà per le Partite IVA, nello specifico (leggi anche Partite IVA: dal 2017 cosa cambia?).

Partite IVA, le nuove regole in arrivo

Il primo cambiamento di rilievo per le Partite IVA sarà rappresentato dall’aliquota contributiva.

Una delle principali novità riguarda difatti lo stop all’annosa questione dei contributi previdenziali per i professionisti senza cassa: gli iscritti alla Gestione Separata difatti “reggono” da tempo l’INPS mantenendo con contributi altissimi (che arriveranno secondo l’attuale normativa nei prossimi anni al 33%), l’unica cassa in attivo dell’ente previdenziale.

L’ipotesi allo studio prevede un abbassamento dell’aliquota al 25%, intervenendo al contempo sulla componente contributiva legata all’assistenza (dunque a malattia e maternità) portando la quota relativa dallo 0,72% attuale ad un valore compreso tra l’1 e l’1,5%. Il prelievo complessivo dunque arriverebbe ad un valore tra il 26 e il 26,5%. Non una grande conquista rispetto al valore attuale del 27%, ma si deve tenere conto, come accennato, che in assenza di intervento per effetto delle Legge di Stabilità precedenti, tali contributi sarebbero dovuti arrivare negli anni al 33%.

Quest’ultimo è un rischio che corrono i titolari di contratto a progetto, anch’essi iscritti alla cassa della Gestione Separata INPS. Mentre difatti per le Partite IVA, per effetto delle associazioni e dei gruppi di interesse la questione è stata portata agli occhi del governo, nessuno è stato in grado di difendere gli interessi di quel gruppo molto ampio (ma purtroppo non organizzato) di parasubordinati assunti con contratto di collaborazione continuativa (paradossalmente anche da parte delle Amministrazioni Pubbliche). I contributi per i co.co.pro. dunque, per ora, continuano a salire inesorabilmente.

Cancellazione studi di settore per i Liberi professionisti, a che punto siamo?

Ancora pochi dettagli sulla possibilità di eliminare definitivamente gli studi di settore per i liberi professionisti, abbiamo detto ieri dell’introduzione di una “pagella di affidabilità” che permetta di legare il controllo non ad un ano ma ad 8 annualità precedenti (si legga Stop agli studi di settore? Arriva la pagella di affidabilità), questa ancora non corrisponde ad una vera e propria abolizione, ma si tratta di un processo che apre la strada della riforma in un ambito in cui l’obsolescenza degli strumenti utilizzati è evidente, e maggiormente in momenti di crisi in cui l’andamento dei ricavi varia di anno in anno.
Il progetto della pagella fiscale è un progetto congiunto Sose ed Entrate, si prevede dunque che possa essere alla fine quello prescelto: gli effetti di una maggiore “affidabilità” dovrebbero essere rimborsi più veloci e minori accertamenti i contribuenti più virtuosi.
Nel frattempo sono stati pubblicati i nuovi modelli (semplificati) per gli studi di settore dell’anno in corso. Il Fisco non può fermarsi troppo a riflettere.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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