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Il delitto preterintenzionale

24 agosto 2016 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 24 agosto 2016



Codice penale, la preterintenzione: definizione e struttura, omicidio e aborto preterintenzionale.

L’ art. 43, comma 2, c.p., stabilisce che il «delitto è preterintenzionale, o oltre l’intenzione, quando dall’azione o dall’omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente».

Il codice penale prevede un unico caso di preterintenzione, l’omicidio preterintenzionale – art. 584 c.p. -, a meno di non voler ricondurre a tale categoria i cd. delitti aggravati dall’evento.

La L. 22-5-1978, n. 194 ha introdotto, poi, l’aborto preterintenzionale, cagionato cioè con azioni dirette a provocare lesioni alla donna (art. 18, comma 2).

Nel delitto preterintenzionale vi è la volontà di un evento minore (percosse o lesioni), che ne rappresenta la base dolosa, e la non volontà di un evento più grave (morte od aborto), che è pur sempre conseguenza della condotta dell’agente, ma va oltre la sua intenzione.

Si discute in dottrina se la preterintenzione sia:

1) un dolo misto a colpa (dolo per l’evento minore voluto e colpa per l’evento più grave);

2) un dolo misto a responsabilità oggettiva (dolo per l’evento voluto e responsabilità oggettiva per quello non voluto).

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