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Bonus Irpef terremoto

25 Agosto 2016 | Autore:
Bonus Irpef terremoto

Ecobonus per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone sismiche 1 e 2: quali interventi copre, a quanto ammonta.

Per chi risiede nelle cosiddette zone sismiche 1 e 2 [1], esiste, già da un paio d’anni, la possibilità di godere di un importante incentivo per la messa in sicurezza degli edifici: si tratta del Bonus Irpef per gli interventi anti-sismici, noto come bonus o ecobonus terremoto.

Bonus terremoto: chi ne ha diritto

Ha diritto all’ecobonus terremoto chi possiede l’abitazione principale, o un immobile a destinazione produttiva, all’interno delle zone sismiche 1 o 2.

In particolare, la zona sismica 1 è la più pericolosa, nella quale possono verificarsi fortissimi terremoti e comprende 708 comuni; la zona sismica 2 comprende 2.345 comuni ed è soggetta a forti terremoti.

Bonus terremoto: quali interventi copre

Il bonus Irpef copre gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.

Gli interventi devono essere realizzati:

– sulle parti strutturali degli edifici;

– su complessi di edifici collegati strutturalmente;

– su interi edifici.

Se gli interventi riguardano fabbricati situati nei centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

Bonus terremoto: a quanto ammonta

L’ecobonus per gli interventi antisismici dà diritto a una detrazione dall’Irpef pari al 65% dei costi sostenuti, sino a un tetto massimo di 96.000 euro, da suddividere in 10 rate.

Ad esempio, se il costo complessivo degli interventi è pari a 50.000 euro e l’intervento è realizzato nel 2016, il contribuente può detrarre dalle imposte 32.500 euro in 10 anni: ogni anno, in pratica, toglierà dalle tasse 3.250 euro. Nel caso di specie, il contribuente potrà far valere la prima rata del bonus nel modello Unico o 730 2017 (anno d’imposta 2016) e l’ultima delle 10 rate nel modello Unico o 730 2026 (anno d’imposta 2025).

Se l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi è ad uso promiscuo (ad esempio, si tratta di una palazzina in cui è presente un appartamento destinato ad abitazione principale e un altro appartamento affittato), il bonus per l’intervento, che è effettuato nell’intero edificio, è pari:

– al 65% dei costi inerenti, per l’abitazione principale;

– al 50% dei costi inerenti, per la seconda casa (in quest’ipotesi si applica il bonus ristrutturazione).


note

[1] Ord. P.C.M. n. 3274/2003.


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