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Telefoni cellulari: a chi inoltrare i reclami contro le Compagnie?

11 giugno 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 giugno 2012



L’AGCOM è l’unica autorità competente a decidere delle pratiche commerciali scorrette poste in essere dalle compagnie telefoniche a danno dei consumatori.

A chi deve rivolgersi il consumatore contro le pratiche commerciali scorrette degli operatori di telefonia mobile (per es., nel caso di costi tariffari aggiuntivi non dovuti)?

La risposta è nella recente pronuncia del Consiglio di Stato [1], che ha riconosciuto, come unica autorità competente a decidere appunto delle pratiche commerciali scorrette in materia di telefonia mobile, il Garante delle comunicazioni (AGCOM). È a quest’ultimo che, d’ora innanzi, i consumatori dovranno far pervenire i loro esposti.

Il dubbio era sorto perché anche l’Autorità per la tutela e della concorrenza e il mercato (AGCM) aveva rivendicato, in capo a sé, il medesimo potere, richiamandosi alle disposizioni del Codice del Consumo [2], che le consente di intervenire nella repressione delle pratiche commerciali scorrette e della pubblicità ingannevole. Dall’altro lato anche l’AGCOM fondava la propria competenza sull’interpretazione di altre norme di legge [3].

La controversia tra le due istituzioni non era di poco conto: dalla competenza concorrente di due Autorità autonome discendeva infatti il pericolo che sulla stessa causa si instaurassero due procedimenti diversi, dinanzi a istituzioni diverse e con esiti e sanzioni diversi. Ciò, peraltro, oltre a ingenerare confusione nel consumatore, nonché una duplicazione di spese per le parti processuali, avrebbe comportato anche una distorsione del mercato concorrenziale, già abbastanza disorientato.

Così, il Consiglio di Stato, ponendo fine alla diatriba, ha ritenuto più competente – secondo un criterio di specialità – l’AGCOM rispetto all’AGCM. Resta, però, necessario che le due autorità mantengano un rapporto di leale collaborazione, attraverso lo strumento delle segnalazioni e dei pareri reciproci. Ciò in nome del principio di efficienza dell’attività amministrativa [4], dell’uniformità di essa e della tutela del mercato.

 

La foto del presente articolo è un’opera artistica di Dantemanuele De Santis, DS Photostudio, ©. Ogni riproduzione riservata.

 

note

[1] Consiglio di Stato in Adunanza plenaria, sent. n. 11 dell’11 maggio 2012.

[2] Artt. 20, 24 e 25 e 27 del Codice del Consumo (d.lgs. n.206/2005).

[3] D.l. n. 7/2007, recante “Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese”. Infatti, l’art. 1 c. 4 vieta agli operatori della telefonia mobile di applicare costi fissi e contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché di prevedere termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. La stessa disposizione prevede, poi, la competenza dell’AGCOM a sanzionare le pratiche commerciali vietate.

[4] Art. 97 Cost.

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