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Isee, la delega sul conto corrente aumenta l’indicatore?

10 Settembre 2016 | Autore:
Isee, la delega sul conto corrente aumenta l’indicatore?

Reddito e patrimonio del nucleo familiare ai fini Isee: se un familiare ha la delega di firma in un conto corrente, questo entra nella dichiarazione?

 

La cosiddetta delega bancaria, cioè la delega ad operare su un conto corrente altrui, non comporta la comproprietà del conto, che non deve essere, pertanto, dichiarato ai fini Isee. È quanto recentemente chiarito all’interno delle Faq (domande frequenti) sull’Isee messe a disposizione degli utenti nel sito dell’Inps: difatti, essere cointestatari di un rapporto bancario è ben diverso dall’autorizzazione a operare su un conto che non è proprio.

Conto corrente e dichiarazione Isee

L’ingresso, all’interno della dichiarazione Isee, del patrimonio mobiliare ha dato luogo a numerose problematiche, soprattutto in merito ai rapporti finanziari, in quanto sono molto numerose le tipologie di rapporto esistenti (dalle carte prepagate ai buoni fruttiferi, dalle azioni ai depositi vincolati) e le variazioni patrimoniali che possono verificarsi in archi di tempo piuttosto ristretti.

Il patrimonio mobiliare, pur non costituendo reddito, in quanto si tratta di una forma di risparmio, entra a far parte degli indicatori alla base della dichiarazione Isee, indicatore che, lo ricordiamo, ha lo scopo di stabilire la situazione economica del nucleo familiare. Vero è che, in merito alle componenti del patrimonio mobiliare, è prevista una franchigia di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente del nucleo successivo al primo (più un incremento pari a 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo): l’impatto della franchigia è tuttavia limitato, poiché può arrivare fino ad un massimo di 10.000 euro.

Pertanto, è fondamentale valutare correttamente se una determinata componente del patrimonio mobiliare deve essere dichiarata nell’Isee o meno.

Isee: delega bancaria e conto corrente cointestato

Non vi è dubbio che, se un conto corrente risulta cointestato, a nome di un qualsiasi componente del nucleo, questo debba essere indicato nella dichiarazione Isee: si tratta, infatti, di una componente del patrimonio mobiliare, anche se il saldo del conto o la giacenza media non dovranno essere riportati per intero, ma solo in proporzione alla quota posseduta. Ad esempio, se Tizio e Caio sono cointestatari di un conto corrente e Tizio deve compilare la dichiarazione Isee, dovrà  specificare il possesso del 50% della componente di patrimonio mobiliare.

È invece differente la situazione di chi non è cointestatario di un conto, ma ha soltanto la cosiddetta delega alla firma, cioè la delega a operare nel conto corrente. Si tratta di un’autorizzazione, rilasciata dal titolare del conto, con la quale il soggetto delegato, pur non essendo cointestatario, può effettuare operazioni in nome e per conto del titolare.

La delega può non autorizzare alcune operazioni, come l’emissione di assegni o l’accesso all’estratto conto. Inoltre, vi sono delle operazioni che un delegato non può mai effettuare, non essendo proprietario delle somme, come la chiusura del conto. La delega, inoltre, può essere prevista anche per un periodo di tempo limitato.

A prescindere da quale sia la tipologia di delega rilasciata ( a termine o a tempo indeterminato, valida solo per alcune operazioni o meno), il delegato non è cointestatario, dunque non deve dichiarare nell’Isee il conto corrente sul quale è autorizzato ad operare.

Ad ogni modo, a seguito dell’istituzione dell’Anagrafe  tributaria dei conti correnti bancari, tutte le operazioni, comprese quelle effettuate dal delegato, sono monitorate.



6 Commenti

  1. buongiorno ,volevo sapere se facendo l’isee del mio nucleo famigliare ,composto da me ,mia moglie e mio figlio, io debba inserire anche il conto corrente contestato che ha mia moglie, con il padre la madre. Chiarisco che il padre e la madre di mia moglie
    hanno nucleo famigliare loro,spero di essere stato chiaro ringrazio e buon natale

    1. Esatto. Come descritto nell’articolo, se due persone sono cointestatarie di un conto corrente e una di loro deve compilare la dichiarazione Isee, nella sua posizione dovrà specificare il possesso del 50% della componente di patrimonio mobiliare.
      Ma ipotizziamo che i due cointestatari siano marito e moglie, facenti parte dello stesso nucleo familiare. Nella stessa dichiarazione Isee, il marito indicherà il 50%, relativamente alla sua quota, e la moglie il suo 50%. Si arriverà così al 100% del conto corrente.

    2. Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto. Inoltre, nei rapporti interni l’obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell’interesse esclusivo di uno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente. In sostanza, la cointestazione di un conto corrente bancario, tra due o più persone, implica che le parti di ciascuno si presumono uguali in quanto il singolo intestatario, pur avendo la facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, non può disporre in proprio favore, senza il consenso dell’altro, della somma depositata in misura che eccede la propria quota di spettanza. Con riferimento all’Isee, se il conto corrente ed il libretto sono cointestati e i titolari del rapporto sono due, il saldo e la giacenza media sono pari al 50%. Pertanto, in fase di compilazione, tali importi devono essere divisi per due.

  2. Salve, nel caso di due cointestatati di C/C (A e B) e Dossier titoli collegato cointestato, vorrei capire come va gestita la posizione delle AZIONI. Le stesse sono titoli nominativi e ai fini fiscali sono attribuite a uno dei due intestatari (chi ha firmato l’ordine di acquisto, di fatto, che indico come TITOLARE A il quale vanta i diritti patrimoniali e amministrativi sui titoli, esempio il diritto di partecipare all’assemblea dei soci). Inoltre, in caso di decesso TITOLARE A, le stesse finirebbero agli eredi dello stesso (presumo) evidenziando il fatto che la proprietà dei titoli è del TITOLARE A. Ai fini ISEE, il TITOLARE B è tenuto a indicare la quota delle azioni (50%) oppure deve escluderle come parrebbe corretto alla luce della proprietà inequivocabile del TITOLARE A?

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