Diritto e Fisco | Editoriale

Melissa e la strage di Brindisi: la carneficina dei muti

11 Giugno 2012 | Autore:
Melissa e la strage di Brindisi: la carneficina dei muti

Di fronte al diffondersi su internet e sui vari media di foto delle giovani vittime del terribile attentato a Brindisi e, in particolare, della giovane Melissa, è sceso in piazza il Garante della Privacy.

Da sempre in Italia, il più bieco pettegolezzo scandalistico coinvolge le immagini di sofferenze altrui. Di esso, oggi, si fa ulteriore (ab)uso per ottenere facili collezioni di “mi piace” sui social network, ma senza sinceri scopi informativi o sociali.

Così il Garante della Privacy è dovuto – ancora una volta – tornare a gridare e ricordare al nostro popolo la parola “rispetto”. Lui, il Garante, la chiama ufficialmente “raccomandazione”, ma noi preferiamo qualificarla con il suo effettivo nome: “sdegno”.

Raccomanda”, il Garante, il più rigoroso rispetto per le persone, tanto più se minori, e “invita” tutti i media e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini dei ragazzi coinvolti che possano ledere la loro dignità.

Raccomanda”, inoltre, particolare responsabilità e sensibilità nell’utilizzare foto messe in rete dagli stessi ragazzi per condividere momenti della loro vita.

Potrà apparire scontato quel che dice il Garante. E probabilmente l’unica venalità che viene in mente sono le “buone intenzioni” di chi ha pubblicato uno scatto rubato alla cronaca ufficiale, per strappare qualche lacrima agli amici. Ma, in realtà, su Facebook se ne vedono di tutti i colori. L’ultima è quella di un gruppo creato per lodare Giovanni Vantaggiato, il killer di Brindisi, definito un “eroe contemporaneo”. 200 iscritti che avevano messo, come immagine del profilo, delle bombole di gas propano.

Mai come in questa occasione l’Autorità fa appello non solo al rispetto delle norme a tutela dei minori, ma anche e soprattutto al rispetto per il dolore profondo delle famiglie, della comunità scolastica e di tutta la comunità nazionale.

Quanto più alta sarà l’attenzione posta a garantire il diritto di cronaca e di informazione nel rispetto delle regole e della sensibilità necessaria in queste circostanze, tanto più il lavoro della stampa, dei media e la stessa partecipazione della opinione pubblica rafforzeranno la democrazia e i principi sanciti nella nostra Costituzione.

La nomenclatura la dice lunga di un popolo. L’Italia è l’unico Stato che conosce, oltre all’imperativo “è vietato” il rafforzativo “è severamente vietato”. Come se il divieto conoscesse più gradi; come se, entro un determinato livello, il divieto fosse solo un’esortazione. Una “raccomandazione”, appunto!

 



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1 Commento

  1. Sono pienamente d’accordo. I social network sono degli strumenti importantissimi, che servono per comunicare ogni tipo di emozione, ma fino ad un certo punto, non bisogna invadere gli spazi degli altri. E per quanto riguarda il gruppo sul MOSTRO di Brindisi, non ho davvero parole. Elogiare un killer e un terrorista significa compiere ideologicamente gli stessi crimini.

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