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Infortuni sul lavoro: la responsabilità è del datore… ma non sempre

12 Giugno 2012
Infortuni sul lavoro: la responsabilità è del datore… ma non sempre

Il datore di lavoro è responsabile dell’infortunio del dipendente nei limiti in cui poteva prevedere ed evitare l’incidente attraverso adeguate misure di prevenzione. 

Il datore deve rendere il luogo di lavoro quanto più sicuro possibile per l’operaio: diversamente, sarà responsabile degli infortuni avvenuti, anche qualora derivati da un comportamento imprudente del lavoratore stesso.

La Cassazione ha ribadito tale concetto in una recente sentenza [1], distinguendo due casi:

1) se il lavoratore si fa male, per propria leggerezza o imprudenza, nello svolgimento dell’attività lavorativa (ad esempio, toccando per sbaglio fili elettrici scoperti ad alta tensione sul luogo di lavoro), il datore di lavoro resta responsabile nei limiti in cui poteva prevedere ed evitare l’infortunio attraverso adeguate misure di prevenzione (vedi recinzioni vicino ai quadri elettrici);

2) se il lavoratore si procura il danno, sempre per propria colpa, ma mentre svolge sul luogo di lavoro un’attività completamente imprevedibile e slegata dalle proprie mansioni, il datore non è responsabile, a prescindere dalle misure anti-infortunistiche adottate. Si pensi al caso del lavoratore che, per sfida con altri colleghi, decida di svolgere il proprio lavoro in modo temerario e scomposto, per esempio in equilibrio su cornicioni o impalcature, creando da solo il pericolo di farsi male. Il datore di lavoro non risponde, in questo caso, dei danni in quanto diretta conseguenza dell’atteggiamento imprudente del lavoratore [2].

 

 


note

[1] Cass. sent. n. 16890/2012.

[2] Art. 41 comma II cod. pen.


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