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Lo sai che? Corruzione nel calcio: non denunciare è illecito

Lo sai che? Pubblicato il 14 giugno 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 giugno 2012

I tesserati alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (calciatori, allenatori e dirigenti) hanno l’obbligo, qualora vengano a conoscenza di un fatto illecito, di denunciarlo alle autorità competenti, pena una grave sanzione.

Nell’ordinamento sportivo è punita l’omessa denuncia di un illecito commesso da altri [1]. Al contrario, nell’ordinamento penale dello Stato, tale condotta non costituisce reato.

Alla luce del recente scandalo del “calcio-scommesse”, questo comportamento reticente potrebbe costare caro a molti allenatori e giocatori che, pur non prendendo parte alle combine di partite, sapevano di condotte volte ad alterare il risultato degli incontri [2].

C’è chi sostiene che tale tipo di illecito dovrebbe essere eliminato dal Codice di Giustizia sportiva perché eccessivamente generico e punitivo.

Inoltre – si fa notare – nell’ordinamento penale (da cui quello sportivo trae spunto) è assente un simile obbligo di denuncia, salvo casi eccezionali (per esempio, nei confronti dei pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni [3] o di chi scopra alcuni gravi reati contro la personalità dello Stato [4]).

Accade così che, se un comune cittadino subisce un tentativo di corruzione e non denuncia l’accaduto, non è passibile di conseguenze penali. Se, invece, a un calciatore vengono offerti dei soldi per “aggiustare” il risultato di una partita, e questi non denuncia tale illecito, rischia una squalifica pesante.

Questa diversità di previsioni si giustifica per il fatto che la giustizia sportiva non dispone degli stessi strumenti di quella penale (ne abbiamo parlato qui). Inoltre, l’illecito di omessa denuncia crea una sorta di controllo interno che rafforza ulteriormente la garanzia che le competizioni si svolgano secondo lealtà e correttezza.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

[1] Art. 6 comma 7 del Codice Sportivo: I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che comunque abbiano avuto rapporti con società o persone che abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi precedenti, ovvero che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno di detti atti, hanno il dovere di informarne, senza indugio, la Lega od il Comitato competente ovvero direttamente l’Ufficio indagini della F.I.G.C.

[2] L’esempio più eclatante è quello dell’allenatore Conte, indagato dalla Procura di Cremona  perché si sospetta che fosse a conoscenza della combine di alcune partite disputate dalla squadra da lui allenata  all’epoca dei fatti (il Siena). Egli potrebbe essere, a breve, deferito dalla Procura Federale per l’illecito sportivo di cui si parla.

[3] Artt. 361-362 c.p..

[4] Cioè chi venga a conoscenza di fatti e circostanze riguardanti il sequestro di persona o la detenzione di armi o di esplosivi da parte di persone che non possiedono l’autorizzazione.


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