Diritto e Fisco | Editoriale

Come funziona il Paese Italia? I consigli della settimana

4 Settembre 2016 | Autore:
Come funziona il Paese Italia? I consigli della settimana

Da come ascoltare le telefonate di un altro cellulare alla riforma del processo civile. Ripercorriamo insieme gli interessi dei nostri lettori.

Siamo un popolo di ficcanaso, un po’ come delle comari a cui piace conoscere i fatti degli altri. E la cosa ci interessa parecchio, più di come non pagare il canone Rai o di come evitare le multe con l’autovelox. L’articolo più letto della settimana è quello di Carlos Arija Garcia, Come ascoltare telefonate di un altro cellulare. L’argomento riguarda tutti: coniugi, fidanzati, amici e vicini di casa interessati a conoscere pensieri e scelte private dell’altro e coniugi, fidanzati, amici e vicini di casa preoccupati di proteggere la propria privacy o di far perdere le proprie tracce.

Come fare per ascoltare le telefonate? Chiariamo prima una cosa: farlo è illegale. Quindi, occhio. Ma come dicevamo all’inizio il web è pieno di app che permettono di registrare le telefonate altrui. Per chi si fosse perso il pezzo di Arija Garcia lo riproponiamo, basta cliccare qui.

Al secondo posto troviamo l’inossidabile canone Rai. Non c’è argomento che tenga: terremoti, tasse, sprechi, ma il canone è sempre sul podio. Questo vuol dire due cose: ai cittadini scoccia pagare qualcosa che non considerano giusta. Ma soprattutto che, finora, non si è capito molto. L’addebito in bolletta doveva servire per semplificare le cose e, invece, in perfetto stile italiano il Governo è riuscito a rendere la sua scelta ambigua e astrusa. E infatti, l’articolo della settimana che ci siamo lasciati alle spalle, affronta proprio la questione Canone Rai: se hai trovato in bolletta 80 euro e non 70.

Medaglia di bronzo per la riforma del processo civile. Sono in arrivo nuove regole specie davanti alla Cassazione che non riesce a smaltire l’enorme carico di fascicoli arretrati. Il Consiglio dei ministri ha da poco approvato un «decreto che tocca, però, tutto il processo civile: dal primo all’ultimo grado, passando per il processo tributario, le prove testimoniali, il procedimento di correzione dell’errore materiale, i riti speciali e la cosiddetta Legge Pinto sui risarcimenti a chi è stato coinvolto in un processo troppo lungo».

Il tema è assai delicato. Innanzitutto perché il problema della lentezza della giustizia si ripercuote su tutti gli ambiti del vivere quotidiano. Pensate solo alla consapevolezza che si ha, prima intentare una causa, di non avere giustizia o di averla in tempi troppo lunghi (che in pratica vuol dire non avere giustizia). E da qui tutti gli altri mali arrivano a cascata. Pensate, questa volta, a tutti quegli imprenditori che decidono di non investire in Italia proprio a causa della lentezza dei nostri tribunali. Degli effetti provocati da questa situazione ne avevamo già parlato pochi giorni fa con questo articolo: Gli italiani non fanno più cause. A quanto ammonta il calo. Mentre l’articolo che questa settimana è salito sul podio dei più letti è: Riforma del processo civile: il nuovo decreto.

Ammettiamolo, i tre argomenti più letti non sono i sintomi di una società che funziona: spiare gli altri, lo Stato sbaglia gli addebiti in bolletta e i tribunali sono al collasso. Ma un elemento che ci permette di guardare al futuro c’è anche questa volta: siamo comunque interessati ad un buon funzionamento della giustizia. Sarà forse il segnale che stiamo cominciando a risalire dopo aver toccato il fondo?



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