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NASPI anche per i collaboratori domestici

16 Settembre 2016
NASPI anche per i collaboratori domestici

Ecco i requisiti per ottenere la disoccupazione quando si è collaboratori domestici.

Anche i lavoratori domestici hanno diritto ad ottenere la disoccupazione, cioè la NASPI, la Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego.

È necessario tuttavia che vengano mantenuti alcuni requisiti e bisogna tenere presente che il calcolo di tali requisiti per i lavoratori domastici varia. Vediamo come funziona.

COLF e collaboratori domestici: requisiti per la NASPI

I lavoratori domestici in qualità di lavoratori dipendenti hanno il medesimo diritto di ogni altro lavoratore di ottenere la NASPI.

La condizione di precarietà nella quale questa categoria spesso versa, tuttavia, rischia di creare qualche problema in fase di domanda.

Vediamo i requisiti necessari per richiedere la NASPI.

Sono requisiti fondamentali:

  • stato di disoccupazione involontaria, costituito ad esempio dal licenziamento da parte del datore di lavoro;
  • almeno 5 settimane di contribuzione nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro;
  • almeno 13 settimane lavorate nei quattro anni antecedenti la disoccupazione;
  • almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti la disoccupazione.

ma il calcolo di questi requisiti, nel caso dei lavoratori domestici varia sensibilmente, per venire incontro alle condizioni di lavoro precarie delle quali abbiamo detto. Vediamo come.

NASPI lavoratori domestici: calcolo settimane

Ai fini della NASPI, il sistema di accredito delle settimane per i lavoratori domestici non segue il medesimo schema utilizzato per gli altri impieghi.

Mentre per tutti i lavori [1] il conto settimanale dipende difatti dal minimo retributivo fissato per legge come convenzione, stante che tale minimale non è facilmente raggiungibile dai lavoratori domestici – che hanno generalmente una paga oraria piuttosto bassa – il calcolo di una settimana di lavoro viene considerato in 24 ore di lavoro prestate, anche presso differenti datori di lavoro [2]

Per calcolare il requisito delle 13 settimane negli ultimi 4 anni, dunque, si deve tenere conto del numero di ore di lavoro effettuate, dunque si deve avere effettuato un minimo di 312 ore di lavoro nel periodo (appunto 13 settimane moltiplicato 24 ore per ogni settimana).

Allo stesso modo per calcolare il requisito dei 30 giorni effettivi di lavoro si devono avere 5 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti, cioè 120 ore lavorate (5X24 ore a settimana). Questo esime il lavoratore domestico dall’avere effettivamente lavorato ogni giorno nelle 5 settimane contate, come invece avviene nella generalità dei casi [3].

NASPI lavoratori domestici: a quanto ammonta?

Per calcolare il valore dell’assegno percepito come NASPI, si devono tenere in conto le regole generali, dunque:

  • l’assegno corrisponde al 75% della media mensile di retribuzione percepita (se non supera i 1.195 euro mensili di massimale);
  • se la retribuzione supera 1.195 euro mensili l’assegno corrisponde al 75% di 1.195 euro sommato al 25% della differenza tra la media di stipendio mensile e il valore di 1.195.

Per avere degli esempi di calcolo relativo alla NASPI, ti consigliamo il nostro approfondimento Calcolo della Naspi 2016: una guida completa.


note

[1] DL 638/1983, art. 7.

[2] Dpr 1403/1971, art. 10.

[3] INPS, Circ. 194/2015.


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