Diritto e Fisco | Editoriale

L’aborto potrebbe non essere più legale in Italia

13 giugno 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2012



L’aborto è incostituzionale? A breve la risposta della Corte.

Tra circa una settimana, e precisamente il prossimo 20 giugno, la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità costituzionale della legge sull’aborto [1], rimettendo in discussione uno dei diritti più controversi del nostro ordinamento. Il quesito le è stato posto dal tribunale di Spoleto che ha sollevato il dubbio se l’aborto sia compatibile con la nostra Costituzione. Secondo quest’ultimo, infatti, la facoltà di procedere volontariamente all’interruzione della gravidanza entro i primi 90 giorni dal concepimento comporta “l’inevitabile risultato della distruzione di quell’embrione umano che è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto”. Proprio in conseguenza di ciò, secondo il tribunale umbro, l’aborto si porrebbe in contrasto con i principi generali della Costituzione e, in particolare con le norme che tutelano i diritti inviolabili dell’uomo [2] e la tutela della salute dell’individuo [3].

Qualora la Corte Costituzionale dovesse condividere il pensiero del Tribunale Spoletino, dichiarando illegittima la legge 194, l’aborto diverrebbe automaticamente fuorilegge nel nostro Paese. Le pronunce della Corte Costituzionale, infatti, al contrario di quelle di qualsiasi altro giudice, hanno effetto per tutti i cittadini italiani e non solo per le parti in causa.

In discussione ci sono di nuovo due contrapposti diritti: quello alla vita del nascituro da un lato e i diritti della donna dall’altro (il suo diritto alla salute contro gli interventi clandestini; la sua libertà di coscienza, il diritto a prendere liberamente le sue decisioni, il diritto a una maternità scelta liberamente).

Intanto, le percentuali dei medici obiettori di coscienza aumentano di anno in anno. I ginecologi obiettori sono passati dal 58.7% nel 2005 al 69.2% nel 2006, al 71.5% nel 2008, con punte dell’85,2% in Basilicata e dell’83,9% in Campania.

La conseguenza è che diversi ospedali sono privi dei reparti per l’interruzione della gravidanza, nonostante la legge imponga ad ogni ente ospedaliero di provvedere alla richiesta di aborto avanzata dalla donna.

Un medico di Messina è stato rinviato a giudizio per essersi rifiutato, in una corsia di ospedale, di assistere una donna che voleva abortire per via delle gravi malformazioni del feto. Così la ragazza, non trovando soccorso, era stata costretta a fare tutto da sola, nel bagno della sua stanza di ospedale.

Dove finisce, allora, l’obiezione di coscienza e inizia l’omissione di atti d’ufficio? Dove finisce la facoltà e dove inizia invece il dovere di prestare soccorso, in ottemperanza al giuramento di Ippocrate?

La legge 194 prevede la possibilità di praticare l’aborto in una struttura sanitaria pubblica entro i primi 90 giorni di gravidanza solo in “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero per la donna un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”.

 

 

note

[1] Legge n. 194 del 1978, art. 4.

[2] Art. 2 Cost.: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

[3] Art. 32, primo comma, Cost.: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

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16 Commenti

  1. Se passa questa legge si creerà il mercato dell’aborto clandestino,secondo il mio punto di vista. E sempre secondo il mio punto di vista qualcuno di questi famosi obiettori andranno a farsi pagare.é un’altra prepotenza nei confronti delle donne. L’argomento meriterebbe più riflessioni.

  2. Secondo me la legge non andrebbe abrogata, non si può vietare l aborto facendolo così diventare fuorilegge. Una modifica alla legge, così da specificare meglio le possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza, (specialmente la salute psichica: troppo generico!!) sarebbe la soluzione migliore, per non permettere dall altro lato un abuso della pratica.

  3. L’aborto è un crimine contro la vita. Un atrocità.
    Una scelta egoista di una donna o di un uomo.

    Se la donna non vuole la gravidanza non andasse ad accopiarsi…

  4. Un’interruzione di gravidanza è una scelta intima e personale che riguarda soltanto chi vive questa situazione, sia solo la donna o una donna e un uomo che scelgono insieme. Nessuno può o deve intromettersi in in una questione così delicata. Io voglio avere il diritto di scelta su cose che riguardano me soltanto.

  5. MAROOOOOON NON FATE EEL BUONISMO IPOCRITA!! C’E’ DA CAPIRE IN UN ABORTO??!! NON AVETE NESSUN DIRITTO DI UCCIDERE UN BAMBINO!! CHE SCHIFO DI UMANITA’ E’ MAI QUESTA?! NON PASSARETE!! VI FAREMO BATTAGLIA SINO ALLA MORTE SE E’ NECESSARIO! CON LA VITA’ E PER LA VITA’ SEMPRE SENZA SE E SENZA MA!! CRIMINALI!!!

  6. Eliana, avrai il tuo diritto di scelta su cose che riguardano te, quando queste riguarderanno te soltanto. Ribadisco: la legge sull aborto deve esserci, ma deve essere più specifica, così è incompleta, aperta ad abusi!

  7. Do pienamente ragione a Valentina, se anche vi sono delle situazioni in cui la gravidanza è frutto di abusi di fronte ai quali è difficile obbligare la donna ad una gravidanza, ricordo di esperienze terribili, è anche vero che nella gran parte dei casi le gravidanze sono il frutto di comportamenti spregiudicati di donne e uomini, a volte ancora ragazzini, che si reputano maturi per vivere quell’esperienza, ma poi non lo sono più abbastanza per prendersene le conseguenze. Beh cara Eliana, la scelta la donna e l’uomo l’hanno già fatta, lì adesso c’è una vita, un embrione a cui saranno sufficienti nove mesi per avere un cuore, 2 polmoni, le mani, le braccia e due occhi che esprimono l’animo di un bambino o una bambina. In quel momento devi scegliere se essere DONNA e UOMO.

  8. Tutti militanti di militia cristi!! Che integralismo! Ma della libertà cosa ne facciamo???? Suvvia uscite dalle chiese, vivete e soprattutto lasciate vivere!!!!

  9. Nessun integralismo cristiano, ne falsi moralismi.. bisognerebbe essere un pò più consapevoli e adottare le opportune precauzioni. Quello siamo LIBERI di farlo. Per il resto non potevi trovare espressione migliore : lascia vivere !!!

  10. Chi non vuole il bambino anche se lo farà nascere gli farà del male dopo.Sapere di essere obbligati peggiora lo stato d’animo, la scelta deve essere in libertà.Sono d’accordo che esistono le precauzioni ma non siamo tutti uguali è un dato di fatto.

  11. meglio che la legge sull’aborto non vada abolita, ma solamente che vengano ridefiniti meglio e in modo più severo i requisiti per le donne che vogliano scegliere l’aborto perché se una persona non vuole un bambino prende precauzioni prima di iniziare un rapporto.
    Per questo motivo io penso che sarebbe meglio definire meglio le cause per le quali delle donne possano chiedere l’aborto come, ad esempio, uno stupro o in caso di rischio della salute fisica della donna o del feto, o in casi gravi di deformazioni, creando anche dei corsi per sensibilizzare le donne sulla questione dell’ aborto.

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