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Pensione di vecchiaia: a che età si ha diritto?

29 Agosto 2020 | Autore:
Pensione di vecchiaia: a che età si ha diritto?

Requisiti di età per la pensione di vecchiaia ordinaria, contributiva, con Ape e con Rita: quali sono e come aumenteranno negli anni.

La pensione di vecchiaia è il trattamento previdenziale che spetta ai lavoratori al possesso di una determinata età e di un minimo di anni di contributi, pari attualmente a 20 (eccezion fatta per alcune deroghe che consentono il pensionamento con 15 anni di contributi e per l’ipotesi del trattamento di vecchiaia contributivo, per il quale bastano 5 anni); si differenzia dalla pensione di anzianità, diventata pensione anticipata con la legge Fornero, in quanto quest’ultima tipologia di trattamento si basa solo sul possesso di un determinato numero di anni di contributi (attualmente 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) e non richiede un’età minima per uscire dal lavoro.

Il possesso di un’età minima, invece, è fondamentale per il raggiungimento del trattamento di vecchiaia.

Ma per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, a che età si ha diritto a ricevere la prestazione dall’Inps?

Attualmente, sino almeno al 31 dicembre 2022, l’età prevista per potersi pensionare è pari a:

  • 67 anni, per la generalità dei lavoratori che possiedono 20 anni di contributi;
  • 71 anni, per i lavoratori che non possiedono contributi precedenti al 1996 e che:
    • hanno almeno 5 anni di contributi ma non raggiungono i 20 anni;
    • pur avendo 20 anni di contributi, non raggiungono una pensione almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale.

Pensione di vecchiaia: evoluzione del requisito di età

I requisiti di età, per la pensione di vecchiaia “ordinaria”, dovrebbero aumentare nel tempo nella seguente misura, nell’ipotesi in cui siano rispettate le previsioni relative all’incremento della speranza di vita media:

  • 2019: 67 anni;
  • 2020: 67 anni ;
  • 2021: 67 anni;
  • 2022: 67 anni;
  • 2023: 67 e 3 mesi;
  • 2024: 67 e 3 mesi;
  • 2025: 67 e 6 mesi;
  • 2026: 67 e 6 mesi;
  • 2027: 67 e 9 mesi;
  • 2028: 67 e 9 mesi;
  • 2029: 68 anni;
  • 2030: 68 anni;
  • 2031: 68 e 2 mesi;
  • 2032: 68 e 2 mesi;
  • 2033: 68 e 4 mesi;
  • 2034: 68 e 4 mesi;
  • 2035: 68 e 6 mesi;
  • 2036: 68 e 6 mesi;
  • 2037: 68 e 8 mesi;
  • 2038: 68 e 8 mesi;
  • 2039: 68 e 10 mesi;
  • 2040: 68 e 10 mesi;
  • 2041: 69 anni;
  • 2042: 69 anni;
  • 2043: 69 e 2 mesi;
  • 2044: 69 e 2 mesi;
  • 2045: 69 e 4 mesi.

I requisiti, successivamente a tale data, aumenteranno sempre di 2 mesi ogni biennio.

Gli aumenti del requisiti di età qui elencati, comunque, sono quelli previsti “in automatico” in base alla Legge Fornero e agli ultimi incrementi alla speranza di vita riscontrati dall’Istat: nel caso in cui vi siano decrementi nella speranza di vita, il requisito resta bloccato e non è applicato lo scatto biennale; se, invece, gli incrementi registrati risultano superiori a quelli attesi, lo scatto può essere maggiore di quello previsto dalla Legge.

Pensione di vecchiaia: Ape e Rita

La pensione di vecchiaia può essere, sino al 2019, anticipata a 63 anni di età, grazie all’Ape volontario, l’anticipo pensionistico, una prestazione di accompagnamento alla pensione. L’Ape, in particolare, consente un anticipo massimo nell’uscita dal lavoro di 3 anni e 7 mesi, in cambio di una penalizzazione sulla quota retributiva dell’assegno di pensione: l’anticipo, infatti, è ottenuto grazie a un prestito bancario, e la penalizzazione dell’assegno corrisponde alle rate di restituzione del finanziamento.

Non subiscono penalizzazioni, invece, i disoccupati di lungo corso, i caregiver, gli addetti ai lavori gravosi ed i lavoratori con gravi patologie, in quanto beneficiano dell’Ape sociale, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato. L’Ape sociale può essere fruita per chi matura, a seconda della categoria, 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi (le donne con figli hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo sino a un massimo di 2 anni). Per approfondire: Ape sociale.

I lavoratori aderenti alla previdenza complementare, inoltre, possono fruire della  Rita, la rendita anticipata integrativa, che in alcuni casi sostituisce e in altri integra l’Ape e consente il pensionamento anticipato sino a 10 anni.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi: età

Oltre alla pensione di vecchiaia ordinaria, esiste un’altra tipologia di pensione di vecchiaia, detta vecchiaia contributiva, che si ottiene con soli 5 anni di contributi. Questa pensione può essere raggiunta da chi non possiede contributi versati prima del 1996, oppure dagli iscritti alla Gestione Separata che non possiedono contributi al di fuori di questa gestione o che hanno optato per il cumulo (computo) di tutti i contributi nella gestione stessa.

Tutti i soggetti elencati, difatti, hanno diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento. I requisiti di età sono i seguenti:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 71 anni ;
  • nel 2021-2022, 71 anni;
  • nel 2023-2024, 71 anni e 3 mesi.

I requisiti continuano, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

Pensione di vecchiaia: ammontare dell’assegno

Ricordiamo infine come deve essere calcolata la pensione di vecchiaia. L’assegno deve essere determinato:

  • col metodo retributivo (che si basa sugli ultimi stipendi percepiti) sino al 31 dicembre 2011, poi col sistema contributivo (che si basa sui contributi accreditati nell’arco della vita lavorativa), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col metodo retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi col contributivo (ossia col metodo misto), per chi possiede meno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col metodo interamente contributivo, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995, per chi opta per il metodo contributivo o per chi effettua il computo nella gestione separata.

Per potersi pensionare, l’assegno calcolato deve essere pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè, per l’anno 2020, a 689,75 euro (459,83 x 1,5). Non può dunque ottenere il trattamento chi possiede un assegno inferiore a tale soglia. Questo requisito non è richiesto per la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.



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4 Commenti

  1. Le quattro strade che portano all’APE
    La novità principale del pacchetto previdenziale è l’APE, l’Anticipo Pensionistico che il Governo di fatto ha varato ed inserito nella Legge di Bilancio. L’APE volontaria si rivolge a chi sta lavorando ed ha raggiunto (o si accinge a raggiungere) sia i 63 anni di età che i 20 di contributi minimi necessari. A questi soggetti viene proposto un prestito pensionistico per tutti gli anni che li dividono dai 66 anni e 7 mesi in cui dovrebbero raggiungere la pensione di vecchiaia. Al termine del periodo indennizzato da questo prestito pensionistico, erogato dall’INPS ma con soldi delle banche, i lavoratori dovranno restituire quanto preso in anticipo con interessi e spese accessorie. Per i disabili, quelli con disabili a carico o per chi non ha lavoro ed ha terminato di percepire gli ammortizzatori sociali, l’APE diventa assistenziale. Tutto quello che percepisce nell’anticipo, lo restituirà alle banche lo Stato Italiano. Sono però necessari 30 anni di contributi versati. Anche per le maestre di asilo, edili, macchinisti di treni, conduttori di mezzi pesanti, facchini ed infermieri delle sale operatorie, cioè per chi svolge attività che verranno considerate pesanti, lo Stato si occuperà di pagare per loro conto le banche. In questo caso servono 36 anni di contributi. Una quarta via per l’APE è quella aziendale, un provvedimento parallelo al deludente part-time pensionistico prodotto dal Governo Renzi nella Stabilità 2016. In questo caso, se datore di lavoro e lavoratore, di comune accordo decidono di utilizzare l’APE, l’azienda si accollerà parte del debito che il lavoratore accetterà per andare in pensione.

  2. Ho capito ben poco. Lavoratore settore commercio, licenziato nel 2012 a 59 anni. In possesso di circa 2300 settimane, equivalente a circa 44 anni di contributi. Oggi 66enbe chevpensione può avere? Perché le CF e l’Inps hanno risposto no?

  3. L Ape non è stata accolta in quanto alla predetta data l importo della sua pensione al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape minima è inferiore a 1/4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria. Quanto andrò in pensione con quella di vecchiaia?Grazie

    1. Puoi trovare maggiori informazioni nei seguenti articoli:
      -Pensione di vecchiaia 2020. Trattamento di vecchiaia ordinario, anticipato, con 5 anni di contributi, Inps, casse professionali, aumenti: che cosa cambia dal 1° gennaio 2020. https://www.laleggepertutti.it/331319_pensione-di-vecchiaia-2020
      -Pensione di vecchiaia. Quali sono i requisiti necessari per ottenere la pensione di vecchiaia, come cambiano nel tempo, pensionamento con 5 o con 15 anni di contributi. https://www.laleggepertutti.it/237160_pensione-di-vecchiaia
      -Importo pensione di vecchiaia. Pensione di vecchiaia Inps: come determinare l’assegno mensile, calcolo retributivo, misto e contributivo, trattamento minimo, maggiorazione sociale. https://www.laleggepertutti.it/305057_importo-pensione-di-vecchiaia

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