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Ristrutturazione ed ecobonus 2017: aumentano gli incentivi

19 Settembre 2016
Ristrutturazione ed ecobonus 2017: aumentano gli incentivi

In arrivo nella nuova legge di stabilità la proroga, che probabilmente interesserà 2 o 3 anni a venire e cresceranno, in alcuni casi. Ecco i dettagli.

Allo studio del Governo una proposta di estensione degli incentivi per la ristrutturazione che vada oltre la conferma per il 2017. L’intenzione è di aumentare anche l’ecobonus, prevedendo anche un benefit per chi investe su entrambi i settori contemporaneamente. Ecco i dettagli.

Rendere ecobonus e incentivi strutturali

Durante un convegno di Confedilizia a Piacenza, il Viceministro Morando ha tranquillizzato la platea rispetto all’intenzione del governo di mantenere anche nella legge di stabilità 2017 gli incentivi per la ristrutturazione e l’ecobonus, quelle che si possono definire misure anticicliche per eccellenza di questo periodo.

Per la precisione Morando ha sottolineato come sia fondamentale che gli incentivi diventino “strutturali” per evitare che perdano di efficacia: una “stabilizzazione” permetterebbe un allungamento dei tempi che farebbe superare l’attuale limite annuale, decisamente troppo limitata rispetto anche all’importo spendibile.

Incentivi: aumentano dal 2017

L’idea del governo sarebbe quello di incentivare “in contemporanea gli interventi sul risparmio energetico e quelli antisismici”, eventualmente innalzando lo sconto qualora i due interventi vengano effettuati insieme.

Per maggiori informazioni sugli incentivi relativi alle ristrutturazioni edilizie consulta il nostro articolo Detrazioni IRPEF per ristrutturazioni edilizie. La guida completa.

Per maggiori informazioni relative all’ecobonus controlla il nostro approfondimento Ecobonus: devolvere all’impresa o detrarre dall’IRES – IRPEF?

Cos’è una misura anticiclica

Il ministro ricorda che gli incentivi hanno avuto un’importanza capitale in termini anticiclici, hanno cioè avuto il merito di invertire una tendenza in un circolo vizioso che riduceva progressivamente gli investimenti dei privati a causa del timore della crisi, crisi che però peggiorava proprio perché gli interventi nel settore erano ridotti.

Una misura anticiclica è una misura che permette di invertire questa tendenza, stappando questo circolo vizioso.

Gli incentivi, per il successo che hanno avuto in questi anni, hanno di fatto trainato il rilancio dell’economia nel settore edile  e non sfugge che tale settore è a sua volta uno dei principali traini dell’economia italiana, dove il valore delle case di proprietà è particolarmente rilevante.

Incentivi: stabilizzazione utile a spingere investimenti maggiori 

La stabilizzazione dei bonus sarebbe, secondo quanto affermato da Morando, in grado di “favorire interventi in contemporanea in campo antisismico e energetico, eventualmente alzando le dimensioni dell’agevolazione”.

È evidente che aprire il cantiere una sola volta per fare i due lavori assieme, di fatto è già economicamente più efficiente per le famiglie, inoltre “in molte case, soprattutto quelle anni 60-70, il risparmio energetico ottenibile è molto elevato, dal 40 al 60% rispetto a quello che si spende oggi per il riscaldamento”, dunque se gli incentivi fossero più attraenti. Ecco allora l’esempio di Morando: “se devo spendere 15mila euro per il risparmio energetico e atri 15mila per la messa in sicurezza antisismica sembrerebbe dimostrato che se fatto contemporaneamente i secondi 15mila euro possono diventare da 5 a 10mila, con un risparmio particolarmente importante”.

Un’ulteriore aumento della detrazione spingerebbe il privato a fare i due interventi contemporaneamente, e il concorso del capitale privato è più facile e significativo.

Incentivi per gli incapienti: si studia il bonus in bolletta

Altro limite degli incentivi ad oggi è stata la capienza della detrazione.

Se investo una determinata cifra, insomma, per poter fruire degli incentivi devo essere sicuro che quella cifra possa essere detratta dalle tasse che pago, altrimenti la perdo.

Ecco allora che gli incentivi diventano meno attrattivi per gli incapienti, cioè per i soggetti a reddito basso.

Il Ministro ha annunciato che si sta ragionando per trovare il modo di non legare l’incentivo al reddito, o meglio “una procedura non fondata sulla detrazione Irpef che consenta anche agli incapienti di partecipare”. L’idea sarebbe applicabile quanto meno sul conto delle spese condominiali, per le quali si potrebbe prevedere il recupero del vantaggio sulle bollette, quelle del riscaldamento, piuttosto che sul reddito.


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