Diritto e Fisco | Editoriale

Emilia: mentre le case cadono apre una sede della DIA. Perché?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2012



Il terremoto fa tremare la terra in Emilia e intanto, oggi, a Reggio Emilia apre la sede della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.). Una correlazione tutt’altro che strana: l’allarme che la mafia possa infiltrarsi nelle opere di ristrutturazione delle zone terremotate, accaparrandosi appalti e spazi da edificare, è tutt’altro che un’ipotesi fantasiosa. Al contrario, dove ci sono soldi da spartire è sempre presente l’ombra della piovra.

Sembra che la presenza dei casalesi sia già una realtà in alcuni comuni del modenese colpiti dal sisma, presenza confermata nel rapporto sulle mafie commissionato dalla Regione e presentato ieri a Bologna. A far tremare, ora, non è solo il terremoto…

Fa ribrezzo l’idea di un Paese che si raccoglie a piangere le proprie vittime e, dall’altro lato, sapere che c’è chi sta pensando a come guadagnare da questo. Fa disgusto pensare a un’Italia dove la crisi ha buttato sotto i ponti migliaia di famiglie mentre, dall’altro lato, il 9% del PIL è prodotto dalla ‘ndrangheta, che lo nasconde all’estero. Il che suona come lo stesso meccanismo delle nostre tasse: soldi rubati ai poveri e non restituiti al popolo.

“A proposito di politica, che c’è da mangiare stasera?” aveva ironizzato Totò.

Come ho già avuto modo di scrivere nel mio “Tra l’incudine e il martello”, i rapporti “mafia-politica” nella gestione degli appalti sono stati ormai resi pubblici dai principali testimoni di giustizia: per ogni appalto, il 6% va a finire ai politici, il 3% ai mafiosi. È un tariffario fisso. Ci manca poco che lo pubblichino alla Camera di Commercio.

Così, mentre gli italiani, impietositi, si affrettano a inviare sms da 2 euro in favore delle famiglie colpite dalla sciagura, c’è qualcuno che già pensa a come incassare questi proventi attraverso i futuri appalti.

Alla scena di un’America unita dal disastro delle torri gemelle, con la popolazione raccolta sotto le macerie per sollevare gli stracci di una nazione in ginocchio, si contrappone quella dello sciacallaggio mafioso del nostro “Paese”, dai finti sentimenti fraterni.

Ma cos’è davvero la fratellanza? Aiutare il debole, a condizione di non subirne pregiudizi?

“Se non si denuncia il male, si invita a farlo” ha detto Roberto Benigni nel corso della trasmissione “Vieni via con me” dell’8 novembre 2010. E i testimoni di giustizia ne sanno qualcosa. Ma questa è una storia  che già sapete

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