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Se mi dimetto dal lavoro cosa mi spetta?

11 Settembre 2016
Se mi dimetto dal lavoro cosa mi spetta?

Vorrei licenziarmi dal lavoro: cosa mi spetta, quali diritti ho e a cosa vado incontro?

Prima di chiarire cosa spetta al lavoratore che si dimette è necessaria una brevissima precisazione terminologica: il lavoratore non “si licenzia” mai, ma “si dimette”. Il verbo licenziare si usa, infatti, quando a recedere dal rapporto di lavoro è l’azienda, mentre il verbo dimettersi è quando a fare la scelta è il dipendente.

Detto ciò, per stabilire i diritti del lavoratore che si dimette è bene distinguere due ipotesi di dimissioni:

  • le dimissioni pure e semplici: quella cioè che avviene per una semplice scelta di opportunità del dipendente, il quale ad esempio ha trovato un diverso posto di lavoro, o non è più soddisfatto del proprio impiego, o che semplicemente preferisce non lavorare più;
  • le dimissioni per giusta causa: sono quelle rassegnate per causa del comportamento illegittimo del datore di lavoro, come ad esempio quando non viene pagato lo stipendio, vengono posti comportamenti di mobbing o di demansionamento, ecc.

Come avvengono le dimissioni?

Il lavoratore può recedere liberamente in modo unilaterale dal contratto di lavoro rassegnando le proprie dimissioni senza particolari motivi o vincoli (salvo che il contratto collettivo e/o quello individuale dispongano diversamente), se non quello di dare il preavviso all’azienda, e senza che sia necessaria l’accettazione da parte del datore di lavoro. Quindi, il datore di lavoro non si può opporre alle dimissioni del lavoratore, né questi è tenuto a darle entro un particolare periodo dell’anno.

Dal 12 marzo 2016 l’efficacia delle dimissioni è subordinata all’osservanza di una “forma tipica”, cioè una procedura telematica che assicura l’identità del lavoratore che manifesta la volontà di porre fine al rapporto di lavoro. Pertanto, non è più possibile rassegnare le dimissioni con un documento in forma libera come una lettera di dimissioni o una semplice telefonata. Diversamente le dimissioni non hanno valore e il dipendente avrà diritto a rientrare in azienda.

Dimissioni pure e semplici

Al lavoratore che decide di andare via dall’azienda e abbandonare il posto di lavoro, il datore deve ovviamente pagare tutti gli stipendi maturati e non ancora versati e, se la dimissione avviene in corso di mese, solo la parte di mensilità lavorata (ad esempio, se il dipendente va via a metà mese, gli spetta solo mezza busta paga).

Inoltre gli deve essere corrisposto tutto il TFR accumulato nel corso degli anni: il trattamento di fine rapporto – lo ricordiamo, qui in termini approssimativi – si calcola moltiplicando una mensilità di paga per tutti gli anni di lavoro.

Al dipendente che si dimette senza una particolare ragione che trovi causa del comportamento illecito dell’azienda non spetta l’assegno di disoccupazione (al quale si ha diritto solo nel caso di dimissioni per giusta causa, v. dopo).

Leggi anche “Se mi licenzio mi spetta la disoccupazione?

Come abbiamo anticipato, il lavoratore può dimettersi in qualsiasi momento, senza dover rispettare obblighi particolari se non quello di dover dare il preavviso all’azienda. Durante il periodo di preavviso egli può decidere di

  • continuare a lavorare: in tal caso, questi ulteriori giorni di lavoro saranno ugualmente retribuiti in busta paga;
  • non lavorare: in tal caso, gli verrà sottratta dallo stipendio una somma a titolo di risarcimento per l’azienda. In pratica, in caso di mancato preavviso, il dipendente subisce solo una trattenuta nell’ultima busta paga per una somma pari alla retribuzione di tanti giorni di preavviso quanti sono quelli non lavorati (cosiddetta trattenuta per mancato preavviso).

Di quanto deve essere il preavviso? In verità non esiste una regola uguale per tutti, ma ogni contratto collettivo prevede un proprio termine. Quindi, è opportuno consigliarsi con il proprio consulente del lavoro o il Caf per verificare il corretto termine e non trovarsi poi con brutte sorprese in busta paga.

Il contratto individuale può stabilire per le dimissioni un termine di preavviso più lungo rispetto a quello stabilito dal contratto collettivo, quando tale facoltà di deroga è prevista dal contratto collettivo stesso e il lavoratore riceve, quale corrispettivo per il maggior termine, un compenso in denaro.

L’obbligo di preavviso è escluso solamente per:

  • le dimissioni per giusta causa, che per loro stessa natura non consentono di rispettarne i termini;
  • le dimissioni della lavoratrice madre e del padre lavoratore;
  • i casi in cui è prevista la libera recedibilità (ad esempio se le dimissioni vengono rassegnate durante o al termine del periodo di prova).

Dimissioni per giusta causa

Il dipendente che se ne va dal lavoro non per una propria scelta, ma perché obbligato dal comportamento illegittimo dell’azienda (ad es. mancato pagamento degli stipendi o reiterato ritardo; demansionamento, mobbing, mancato rispetto della sicurezza nei luoghi di lavoro o della tutela della salute, – si pensi a un ufficio dove non viene fatto rispettare il divieto di fumo – mancato godimento di ferie e permessi spettanti per legge, ecc.) ha diritto a ricevere:

– l’indennità sostitutiva del preavviso. Abbiamo visto che, nel caso di dimissioni pure e semplici, il dipendente deve dare il preavviso; quest’obbligo però non c’è nel caso di dimissioni per giusta causa, in quanto la gravità del comportamento del datore non consente la prosecuzione del rapporto. Proprio perché la causa di ciò è l’azienda, sarà quest’ultima a dover pagare al lavoratore l’indennità di preavviso;

– l’indennità di disoccupazione dall’Inps, sussistendone i presupposti. Il lavoratore che si dimette per giusta causa ha sempre diritto all’assegno di disoccupazione (che oggi si chiama Naspi); egli dovrà dare, all’Inps, la prova della giusta causa, eventualmente esibendo la lettera indirizzata all’azienda;

– le ultime mensilità maturate e non ancora corrisposte;

– il TFR maturato.

Secondo la giurisprudenza prevalente [1], al lavoratore che si dimette per giusta causa non spetta il risarcimento del danno da parte dell’azienda, salvo che le dimissioni siano dipese dall’inadempimento dell’azienda che non ha tutelato la salute sul luogo di lavoro.


note

[1] Cass. sent. n. 13782/2001. Per la tesi contraria, v. Trib. Roma sent. del 17.06.2005.


17 Commenti

  1. Buongiorno, nel caso di dimissioni pure e semplici cosa accade ai giorni di ferie / ore di permesso maturate? Vengono in qualche modo corrisposte in denaro?

    Inoltre, sempre i giorni di ferie / ore di permesso maturati, possono essere utilizzati durante il periodo di preavviso, per, di fatto, ridurlo?

    Grazie mille

  2. Buongiorno,

    Se mi licenzio a Novembre 2017, ma devo fare un preavviso di 3 mesi, vuol dire che lavoro circa fino a fino Febbraio 2018. Ho diritto al premio di produzione 2017 che viene erogato a Marzo?
    Io il 2017 lo avrei lavorato completamente, è l’azienda che deve fare il calcolo per vedere se abbiamo raggiunto l’obbiettivo e per questo lo da a Marzo. Grazie

  3. Salve io mi sono licenziato presentando un foglio dove o scritto io sottoscritto do le dimissioni dalla società ………… Queste dimissioni sono state date perché mi ero ammalato e o mandato un messaggio al datore dicendo che stavo male
    Lui ha risposto che dopo potevo dare anche le dimissioni e trovarmi un altro lavoro ci sono i presupposti per prendere la disoccupazione con questo tipo di licenziamento con due figli di 12 e 14anni grazie

  4. Buongiorno mi chiamo Pasquale ho dato le dimissioni il 4-6-2018 per un nuovo lavoro ma per varie problematiche non posso più affrontarlo.Ora chiedo se è possibile presentare domanda di reintegro,grazie

  5. Bionasera mi sono licenziato il 25/05/2018 e mi hanno liquidato solo il mese di maggio a giugno di preciso il 20 quando l azienda paga lavoro dal 20 ottobre, cosa mi spetta e quando sarei contento se Mi diate una risposta precisa grazie.

    1. BUONGIORNO, MI PUO RISPONDERE ALLA MIA DOMANDA, SE HO LAVORATO DAL 23/10/2017 FINO AL 25/05/2018 OGGI NON MI HANNO ANCORA DATO IL TFR SONO PASSATI 45 GIORNI, QUANTO DEVO ASPETTARE, E LA TREDICESIMA?

  6. Salve, ho un contratto CCNL indeterminato, ho chiesto le dimissioni rispettando i 30 giorni di preavviso. Adesso l’azienda mi sta’ chiedendo di svolgere dello straordinario, sono obbligata a farlo e se mi rifiuto in cosa incorro? Ho già firmato il patto con la nuova azienda per il nuovo contratto. Grazie

  7. ho raggiunto i requisiti della legge fornero già da alcuni mesi posso dare le dimissioni all’azienda privata per giusta causa

  8. Buonasera. Io mi voglio dimetere dal azienda, perché sono tratato male dal datore del lavoro, lavoro sempre sotto pressione . La 13esima io e lo devo tornare in contati un volta versata in conto. Renzi no , ferri Augusto no. Che posa farre dopo 11 ani do schiavia e la che mi aspetto? Grazie.

    1. Se non è mobbing il dipendente può agire per il risarcimento del danno contro le singole condotte vessatorie del datore o può far riconoscere lo straining. Mobbing: una parola che tutti hanno sentito almeno una volta nella propria vita. Specie i lavoratori dipendenti costretti a difendersi dagli abusi del datore di lavoro. Il mobbing però non è un semplice comportamento illecito del capo, il rifiuto di un permesso o lo slittamento della data delle ferie; non è neanche la richiesta di una missione o un trasferimento. Non è mobbing neanche la sgridata e l’offesa proferita davanti a tutti. Perché si abbia mobbing è necessario una serie di comportamenti, reiterati nel tempo, e tutti sorretti da un unico e premeditato intento: quello di emarginare il dipendente, umiliarlo o spingerlo a dimettersi. Per saperne di più, leggi i nostri articoli:
      -Mobbing sul lavoro: cos’è e come tutelarsi https://www.laleggepertutti.it/215715_mobbing-sul-lavoro-cose-e-come-tutelarsi
      -Come fare causa per mobbing https://www.laleggepertutti.it/153726_come-fare-causa-per-mobbing
      -Mobbing come riconoscerlo https://www.laleggepertutti.it/287471_mobbing-come-riconoscerlo
      -Mobbing: quando e come al lavoratore conviene dimettersi https://www.laleggepertutti.it/259768_mobbing-quando-e-come-al-lavoratore-conviene-dimettersi
      -Dimissioni: quando sono per giusta causa? https://www.laleggepertutti.it/244541_dimissioni-quando-sono-per-giusta-causa

  9. Buonasera voglio lasciare il lavoro io ce l’ho 13 anni che lavora in lattoniere Come funziona il buonuscita volo sapere che mi tocca qualcosa

  10. Buongiorno,sono Maria e lavorò a nero di 11 anni e mezzo ,come domestica
    vorrei sapere come fare per ricevere la liquidazione da questa famiglia, in questi anni no ricevuto prema di vacanza o tredicesima niente ,qualche volta 50 euro a fine anno mi potete aiutare. Grazie

    1. Puoi trovare tutte le informazioni nei nostri articoli:
      -Come pagare la domestica https://www.laleggepertutti.it/184369_come-pagare-domestica
      -Differenza tra colf e collaboratrice domestica https://www.laleggepertutti.it/295408_differenza-tra-colf-e-collaboratrice-domestica
      -Come tutelarsi da una colf in nero https://www.laleggepertutti.it/291665_come-tutelarsi-da-una-colf-in-nero
      -Come assumere la colf o la domestica https://www.laleggepertutti.it/155203_come-assumere-la-colf-o-la-domestica
      -Domestica pagata a ore e non messa in regola: quali rischi? https://www.laleggepertutti.it/176371_domestica-pagata-a-ore-e-non-messa-in-regola-quali-rischi

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