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Lo sai che? Calcolo IMU: entro il 18 giugno l’acconto

Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2012

Ecco un vademecum essenziale per il calcolo dell’IMU, delle aliquote, pertinenze, detrazioni.

L’IMU è alle porte: entro il 18 giugno i proprietari di immobili, i titolari di un diritto di usufrutto [1], uso [2], abitazione [3], enfiteusi [4] o superficie [5] saranno tenuti a pagare l’acconto della nuova imposta sugli immobili.

Ecco una breve guida per non sbagliare.

Per prima cosa, bisogna individuare tutti gli immobili su cui si abbia uno dei succitati diritti. Gli adempimenti da effettuare potrebbero variare in base alla tipologia del diritto vantato.

L’IMU abbandona il concetto di “prima casa” e parla invece di “abitazione principale”. I due concetti spesso si sovrappongono, ma identificano due situazioni differenti. La “abitazione principale” è quella in cui si ha la residenza e si dimora abitualmente, mentre la “prima casa” è quella in cui il contribuente non deve necessariamente abitare.

All’abitazione principale possono essere legate delle pertinenze, ossia gli eventuali elementi accessori dell’immobile, come box auto, garage, cantina, soffitta, o le parti comuni dell’edificio come il tetto.

Le pertinenze, in catasto, sono divise per categorie. Ogni categoria è identificata con una sigla (ad esempio C/2, C/6, C/7 e così via) e contiene un certo numero di pertinenze. Nel calcolo dell’IMU, all’abitazione principale si può includere al massimo solo una pertinenza per ciascuna categoria catastale. Per es., se ad un appartamento fanno capo due soffitte o due box auto, una seguirà l’abitazione principale, beneficiando delle relative agevolazioni (aliquota ridotta e detrazione); l’altra andrà scorporata dall’unità abitativa cui è legata e dichiarata a parte, come fosse un immobile a sé, sottoposto quindi a una aliquota più alta.

Se l’immobile è in comproprietà, ciascun proprietario pagherà la sua quota tramite modello F24. Tuttavia, solo per chi vi ha fissato la residenza e la dimora, l’immobile figurerà come abitazione principale. Per gli altri, invece, sarà considerato “seconda casa”. Non rientrano nelle abitazioni principali quelle date in comodato a figli e parenti.

Messi a fuoco gli immobili, altro passo fondamentale è individuarne la rendita catastale [6], il cui valore può essere presente sul contratto di compravendita del bene. In caso contrario, sarà necessario richiedere una visura catastale all’Agenzia del Territorio [7] competente.

La rendita dell’abitazione principale, ai fini del calcolo per il pagamento dell’IMU, subisce una rivalutazione del 5%: in termini pratici, il suo valore dovrà essere moltiplicato per 1,05. Il risultato ottenuto dovrà essere ulteriormente moltiplicato per 160.

Detto valore va moltiplicato per l’aliquota [8]. L’aliquota, nell’acconto di giugno, ha un coefficiente uguale per tutti: 0,4% per l’abitazione principale e 0,76% per le altre. Nelle successive rate, invece, saranno i Comuni a stabilire le aliquote: per cui sarà bene che ciascuno si informi presso il Comune nel cui territorio ricade l’immobile.

Quindi, per determinare l’IMU da pagare, si deve moltiplicare la rendita catastale per 1,05 (la rivalutazione), il risultato per 160, e ancora per 0,4 (oppure per 0,76%. L’aliquota).

In merito alle detrazioni [9], per l’abitazione principale si applica una detrazione di 200 euro. Ulteriori 50 euro si detraggono per ogni figlio convivente al di sotto dei 26 anni. Per i coniugi comproprietari, le detrazioni si dividono. Per gli edifici storici o comunque vincolati, per gli immobili dichiarati inagibili e per quelli che, in ambito catastale, sono classificati come ruderi il valore della rendita va ridotto della metà.

L’acconto dovrà essere versato entro il 18 giugno. Tuttavia, riguardo all’abitazione principale, può essere pagato in due rate: la prima, appunto, a scadenza 18 giugno; la seconda entro il 17 settembre. Per tutte le altre abitazioni, la rata è unica e la scadenza è il 18 giugno. Il saldo finale, invece, dovrà effettuarsi entro il 17 dicembre.

L’eventuale errore nella somma versata a titolo di acconto non comporta sanzioni o interessi. Quindi, qualora a giugno il contribuente corrisponda all’erario una cifra inferiore rispetto a quella dovuta potrà comunque completare il pagamento al saldo finale del 17 dicembre senza aggravi ulteriori. Nel caso in cui, invece, l’IMU venga pagata con un anno di ritardo, scatta una sanzione ridotta pari al 3,5% dell’importo da versare, oltre agli interessi legali, attualmente al 2,5%.

 

 

note

[1] Art. 978 c.c.

[2] Art. 1021 c.c.

[3] Art. 1022 c.c.

[4] Artt. 957-977 c.c.

[5] Art. 952 c.c.

[6] Con rendita catastale si intende il valore di un immobile ai fini fiscali. L’elemento numerico, cioè, sulla base del quale si calcolano le imposte che gravano su tali beni, come l’IMU, l’imposta su successioni e donazioni, l’imposta ipotecaria e catastale.

[7] L’Agenzia del Territorio offre anche la possibilità di risalire alla rendita catastale degli immobili tramite servizio telematico: sarà necessario collegarsi al sito della stessa Agenzia, muniti di codice fiscale, identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e conoscendo la Provincia in cui l’immobile è ubicato.

[8] L’aliquota è una percentuale da applicare alla base imponibile (il risultato delle moltiplicazioni precedenti) per ottenere il valore dell’imposta da pagare.

[9] La detrazione è una agevolazione fiscale che consiste nella sottrazione di un determinato importo dall’imposta da pagare.


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