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Horizon 2020: assegni di ricerca e CoCoPro rendicontabili

22 Settembre 2016 | Autore:
Horizon 2020: assegni di ricerca e CoCoPro rendicontabili

Tornano ad essere ammissibili le spese di personale, una battaglia che muoverà il Paese più di quanto si pensi, ecco perchè.

In Horizon 2020 torna l’ammissibilità delle spese per assegni di ricerca e CoCoPro.

Durante la presentazione del Piano Industria 4.0 svoltasi ieri alla presenza di tutti i ministri della “filiera della conoscenza”, il Ministro Giannini ha colto l’occasione per annunciare l’importante risultato raggiunto in ambito di negoziazione con la Commissione europea. Il rientro delle spese di personale non dipendente all’interno dei finanziamenti per la ricerca.

Horizon 2020: assegni di ricerca e contratti parasubordinati sono rendicontabili

La notizia è che finalmente, dopo una battaglia non semplice, assegni di ricerca, collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni a progetto saranno presto considerati nuovamente costi ammissibili per le rendicontazioni dei progetti di ricerca del Programma quadro comunitario Horizon 2020.
Manca ancora la formalizzazione, ma nelle scorse settimane Bruxelles ha accolto le tesi sulle modalità di contabilizzazione sostenute dal Miur e dalla Rappresentanza Italiana presso l’UE.

Se la battaglia fosse stata persa, secondo quanto stimato dalla Crui e dal Codau il sistema della Ricerca Italiana e tutto ciò che ad esso è collegato in termini di posti di lavoro, avrebbe registrato una perdita di 1,7 miliardi.
Per rendere operativa la modifica al sistema di rendicontazione la Commissione dovrà procedere nei prossimi giorni a una modifica del “Model Grant Agreement”.

A chi interessano i fondi per la ricerca? Ai nostri figli, oltre che a noi

Sebbene il tema possa sembrare di poco conto per il “grosso” del sistema imprenditoriale italiano, composto per la gran parte da micro-imprese, di fatto esso non lo è affatto.

Il lavoro dei nostri figli e il futuro della ricerca sono fortemente legati. I nativi digitali avranno tante più possibilità quanto più il sistema Paese sarà in grado di dare forza e sostanza ai provvedimenti legislativi che vedono l’innovazione al primo posto tra le priorità di investimento del Paese.

In quest’ottica è assolutamente fondamentale – e se si vuole simbolico – il traguardo raggiunto tra le righe dei tecnicismi della rendicontazione dei fondi europei di Horizon 2020.

Il rientro delle spese del personale parasubordinato e in consulenza e in ricerca, oltre ad avere come detto un importante valore economico, potrebbe avere un valore spiccatamente sociale. Si pensi a quanti giovani, appena usciti dal percorso universitario o dal percorso tecnico professionale, potrebbero avere, grazie ai finanziamenti derivanti da progetti europei di ricerca, la possibilità di lavorare all’interno di aziende altamente innovative. Si pensi a come questa expertise potrebbe portare nel medio periodo il nostro Paese ad investire ancor più di quanto non faccia sull’alta innovazione e come ciò possa generare un circolo virtuoso che dalla domanda pubblica di innovazione porti ad un’offerta di servizi innovativi e alla formazione di capitale umano altamente specializzato.

“Tutto per questo tecnicismo di Horizon 2020?“, si dirà. Evidentemente no, questo approccio è un approccio programmatico, che deve pervadere il percorso di lancio della programmazione comunitaria 14-20 in ogni sede ove si gestiscono quei fondi che sono la linfa dell’innovazione nel nostro Paese.

Horizon 2020 e la negoziazione portata a termine in questi giorni sono però un buon esempio. Di come piccole battaglie (se confrontate con i mercati internazionali) possano “innescare la miccia” per grandi risultati nel medio periodo.

È bene che chiunque di noi si impegni in questo campo – come il sottoscritto – ne tenga conto.

Con questa notizia, una di quelle buone che ci piace dare ogni tanto, vi mando il mio buongiorno, Europa ed Europei.



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