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Bisogni primari dei figli: entrambi i coniugi responsabili anche se in separazione dei beni

27 giugno 2012


Bisogni primari dei figli: entrambi i coniugi responsabili anche se in separazione dei beni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2012



Entrambi i coniugi sono obbligati a mantenere, istruire ed educare la prole e non rileva il regime di separazione dei beni.

Per le spese volte a soddisfare i bisogni primari del figlio sono responsabili entrambi i genitori, anche se sostenute da uno solo dei due: pertanto, pur nel caso in cui i coniugi siano in regime di separazione dei beni, sono tutti e due tenuti a pagare (in solido) il relativo debito.

Ma come è possibile ciò se la separazione dei beni serve proprio a distinguere i patrimoni dei due sposi e a non rendere responsabile l’uno delle obbligazioni contratte autonomamente dell’altro?

A chiarirlo è una sentenza della Cassazione [1] che ricorda come entrambi i coniugi siano obbligati a mantenere, istruire ed educare la prole. Pertanto, nel caso di spese derivanti dal soddisfacimento di esigenze primarie dei figli (per es. prestazioni sanitarie, istruzione, ecc.), ciascun genitore agisce (e spende) anche in nome dell’altro, come se avesse da quest’ultimo ricevuto un mandato tacito.

Per esempio, se una madre spende 500 euro per un’operazione ai denti del bambino o per comprargli i libri di scuola, l’obbligo di corrispondere tali somme grava anche sul padre.

Al contrario, se la spesa non è strettamente necessaria, a risponderne è solo chi dei due si è obbligato (secondo la regola generale in caso di separazione dei beni).

La Cassazione ha infatti escluso che potesse sussistere la responsabilità solidale di entrambi i coniugi per il pagamento – fatto da uno solo dei genitori – della retta scolastica dovuta a una scuola privata. Infatti, secondo la Corte, la frequentazione di una scuola privata non costituisce bisogno primario della persona, posto che la necessità dell’istruzione può essere soddisfatta anche dalle scuole pubbliche.

 

 

note

[1] Cass. sent. n. 25026 del 10.10.2008.

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