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Libro Unico del Lavoro: telematico dal 2017

22 Settembre 2016
Libro Unico del Lavoro: telematico dal 2017

Dal libro matricole al libro unico del lavoro telematico: dal 2017 si cambia ancora. Ecco come. 

Dal 2017 il Libro Unico del Lavoro diventerà telematico a partire dal 2017, sebbene si sia ancora in attesa di decreti attuativi che diano evidenza delle modalità operative che dovranno essere seguite.

Il documento nato nel 2009 e introdotto nel sistema di contabilità a sostituzione del libro matricola, sarà protagonista di un ulteriore evoluzione verso la semplificazione.

Ecco come funzionerà.

Come funziona il libro del lavoro telematico?

Il Libro Unico del Lavoro in versione telematica sarà di fatto tenuto solo presso il Ministero del Lavoro.

Oltre ai dati anagrafici del dipendente o del collaboratore, saranno inserite nel form vanno anche tutti quei dati precedentemente indicate nel libro matricola e nel libro paga.

Ad esempio si inserirà:

  • qualifica
  • livello di inquadramento;
  • retribuzione di base;
  • anzianità di servizio;
  • calendario delle presenze;
  • trattenute operate e le detrazioni godute;
  • importo per gli assegni familiari dovuti al dipendente.

Chi dovrà compilare il Libro Unico del Lavoro Telematico?

Il libro unico dovrà essere compilato da tutte le imprese e i datori di lavoro che hanno dipendenti, collaboratori o associati.

Sono invece esclusi dalla registrazione al libro unico:

  • i tirocinanti,
  • gli stagisti
  • i lavoratori in somministrazione.

Chi non è obbligato alla compilazione del Libro Unico del Lavoro?

Non sono obbligati alla tenuta del Libro Unico Telematico del Lavoro i seguenti datori di lavoro:

  • datori di lavoro domestico;
  • imprese familiari per il lavoro del coniuge, dei figli, dei parenti e affini;
  • società cooperative di produzione e lavoro (ma sono obbligate se ci sono dipendenti con lavoro subordinato);
  • società e ditte individuali, anche artigiane, senza dipendenti;
  • le amministrazioni pubbliche.

Cosa succede se il Libro unico viene compilato male?

Chi compila erroneamente il Libro Unico del Lavoro o non effettua la compilazione incorre in sanzioni che variano in ragione del numero di dipendenti per i quali l’errore o l’omissione siano state commesse e per la durata dell’errore.

Ecco le sanzioni previste:

  • da 150 e 1.500 euro se il datore di lavoro non inserisce tutte le informazioni richieste entro il mese successivo a quello di riferimento;
  • da 500 fino a un massimo di 3mila euro se l’ispettorato nazionale del lavoro rileva irregolarità nelle informazioni inserite nel LUL per più di 5 dipendenti e per un periodo superiore a 6 mesi;
  • da 1.000 e 6mila euro nel caso in cui le irregolarità riguardino più di 10 dipendenti e proseguano per più di 12 mesi.


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