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Nuovo articolo 21 bis Costituzione: diritto a Internet

Pubblicato il 22 giugno 2012

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> Pubblicato il 22 giugno 2012

“Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Un articolo apposta per internet all’interno della Costituzione: la proposta viene da Stefano Rodotà, ex garante della privacy, e dal senatore Roberto Di Giovan Paolo.

La nuova norma si inserirebbe subito dopo l’art. 21 che stabilisce la libertà di espressione e di stampa.

Ecco il testo:

Art. 21-bis. Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire le violazioni di cui al Titolo I parte I.

Della norma si parla, in realtà, già da molto tempo, soprattutto in sede europea, ma mai una proposta seria e convincente è approdata all’interno del nostro Parlamento.

La necessità di inserire una previsione autonoma per il web, rispetto alla portata già ampia dell’art. 21, si giustifica per l’importanza che sta assumendo internet, strumento indispensabile per promuovere iniziative democratiche, per alimentare il dibattito politico, per esercitare la libertà commerciale e promuovere la diffusione della conoscenza.

Internet rappresenta un immenso spazio pubblico, il più grande che l’umanità abbia mai conosciuto (sono parole di Rodotà). Proprio per questo sua natura di strumento di “democrazia partecipata” deve rimanere universale e aperto, fondato sulla libertà di espressione, sulla tolleranza e sul rispetto della privacy.

La conseguenza è che i contenuti di Internet devono essere (e rimanere) fruibili a tutti. Non sono accettabili limitazioni all’accesso alla rete o interruzioni alla connessione se esercitate senza l’intervento della magistratura (vedasi recenti iniziative dell’AgCom): incursioni di chi vede in Internet una mera facoltà del cittadino concessagli dalla tecnica e non invece, così come dovrebbe essere, la normale espansione di un diritto naturale.

Al “diritto” per i cittadini corrisponderà quindi uno specifico “obbligo” per lo Stato. A partire dalla banda larga, ma anche per favorire l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, per superare il devide tra zone periferiche e aree urbane, per promuovere l’alfabetizzazione informatica.

 


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4 Commenti

  1. Internet cammina con noi se ci pensiamo bene è nelle nostre tasche (il cellulare) nella nostra mente(devo inviare un messaggio) nelle nostre mani (le tastiere) è nell’aria che respiriamo (wireless) è diventato il mezzo per promuovere la diffusione della conoscenza facciamone buon uso!! Grazie w.w.w grazie web e grazie articolo 21 bis.

  2. Anche a me, deve essere abolita la legge MANCINO del 93,altrimenti anche incosapevolmente si può cadere nel tranello della stessa, in barba all’art.21 e 21 bis
    della COSTITUZIONE..

  3. Ma hanno tempo da perdere ? Oltretutto l’articolo è formulato da cani….
    Sono ben altri i diritti cher vanno ribaditi e conclamati

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