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Editoriali Quanto costa impugnare le multe stradali: conviene davvero?

Editoriali Pubblicato il 22 giugno 2012

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> Editoriali Pubblicato il 22 giugno 2012

Per il nostro disastrato (e disastroso) sistema giudiziario, impugnare una multa è una scelta che solo i più “ricchi” possono permettersi.

Una multa per divieto di sosta ammonta a circa 38 euro (76 euro se il parcheggio è su marciapiede): un importo che, per quanto basso, può essere odioso da pagare se la contravvenzione è errata o illegittima. In questi casi, seppur a malincuore, per ottenerne l’annullamento occorre ricorrere al giudice di pace. Ma a che costo? Vediamolo.

Per impugnare una multa di importo inferiore a 1.100,00 euro è necessario acquistare un “contributo unificato” di 43 euro. Si tratta di una sorta di marca da bollo fornita dai tabacchini che, come ben si può intuire, corrisponde quasi al 100% del valore della contravvenzione stessa: il che rende già antieconomico il ricorso, posto l’aggravio di spese per il cittadino e l’incertezza della vittoria.

Per chi, però, ne faccia una “questione di principio” e intenda agire, si profila una causa della durata di circa un anno e almeno due o tre udienze.

Poniamo che l’automobilista vinca il giudizio.

A questo punto, a rigor di diritto, il giudice dovrebbe condannare la parte soccombente (per es. il Comune, per conto della polizia municipale) a rifondere al cittadino le spese anticipate per la causa (cioè le 37 euro per l’acquisto del contributo unificato).

In verità, questa circostanza non capita sempre, perché a volte il magistrato dispone la “compensazione delle spese” (ossia, stabilisce che ogni parte sostenga la sua parte di costi del giudizio). Questo – che dovrebbe avvenire solo se la vittoria non è stata netta o se le ragioni della controparte avevano, almeno sul piano sostanziale, una valida giustificazione – in verità accade frequentemente e senza sufficienti motivazioni.

Se, tuttavia, il ricorrente abbia ottenuto la condanna della controparte alle spese processuali, egli

dovrà notificare all’ente la sentenza e l’atto di precetto: formalità necessarie se intende procedere a riscuotere forzosamente le somme dovutegli.

Qui subentra il problema delle nostre pubbliche amministrazioni, in perenne “bolletta”. Gli enti pubblici non pagano “con le buone”, neanche a suon di diffide.

Così, al povero cittadino non resta che iniziare un nuovo, ennesimo, procedimento, che si chiama “esecuzione forzata”.

Se l’ente ha un conto corrente attivo, allora si può procedere col pignoramento delle somme presso l’istituto di credito. Per fare ciò, è necessario disporre di un avvocato, corrispondergli l’onorario e pagare le spese minime di notifica del pignoramento (poche decine di euro). Ma soprattutto è necessario sperare che tali somme non risultino vincolate a spese per finalità pubbliche (nel qual caso, un orientamento giurisprudenziale ne esclude la pignorabilità).

In alcuni tribunali, per ottenere una sentenza che aggiudichi il credito è necessario attendere più di un anno.

La percentuale di cittadini che rinunciano a questa sofferenza è estremamente alta, così come resta alta – ma questa ne è una normale conseguenza – la percentuale delle multe pagate benché illegittime.

Il diritto alla tutela giudiziaria si trova garantito dalla nostra Costituzione [1]. Ma evidentemente, come in tanti altri casi, si tratta di una previsione di forma e non di sostanza.

 

 

note

[1] Art. 24 Cost. “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”.


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2 Commenti

  1. Buongiorno Avvocato, a proposito di multe subite in maniera illegittima ( almeno penso ) esponendo l’autorizzazione x gli invalidi , accompagnando mia mamma che e’ purtroppo invalida, esponevo il cartellino presso il cruscotto bene in vista , parcheggiando in via duca degli abruzzi in ZTL ho trovato comunque le multe. Potrei procedere con il ricorso avendo qualche speranza di spuntarla???

  2. condivido pienamente quanto esposto nell’articolo. La tutela dei diritti viene quotidianamente disattesa, con buona pace della Carta costituzxionale. Spesso consiglio alle persone di lascia perdere, risparmiandole spese e attese. Oramai siamo sempre più “americanizzati”, ogni diritto è riserveto a chi può permettersi di tutelarlo.

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