Diritto e Fisco | Articoli

Il gratuito patrocinio non esonera dal pagare le spese per l’avvocato di controparte

20 Giugno 2012
Il gratuito patrocinio non esonera dal pagare le spese per l’avvocato di controparte

Il gratuito patrocinio comporta l’obbligo, per lo Stato, di pagare solo il difensore del beneficiario, ma, qualora questi perda la causa, non anche l’avvocato di controparte.

Chi ha un reddito inferiore ai minimi previsti dalla legge [1] può accedere al gratuito patrocinio: egli cioè, dopo aver scelto un avvocato di propria fiducia, può chiedere che sia lo Stato a pagarlo.

Tuttavia, secondo una recente sentenza della Cassazione [2], l’Erario è obbligato solo a retribuire il difensore di colui che accede al gratuito patrocinio. Per cui, se questi perde la causa e viene “condannato alle spese” sostenute da controparte, dovrà mettere mano al proprio portafoglio e corrispondere l’onorario all’avvocato avversario.

Inoltre, se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione (appello o ricorso per Cassazione).

Al cittadino non abbiente, dunque, non resta che sperare nella vittoria della causa.

Ricordiamo che, per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Questa regola conosce una sola eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, oppure nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato:

– i cittadini italiani

– gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare

– gli apolidi

– gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

L’ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio.

 


note

[1] Dpr. 115/2002.

[2] Cass. sent. n. 10053/12 del 19.06.12.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube