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Accertamenti detrazione ristrutturazioni: quando scadono?

26 Settembre 2016
Accertamenti detrazione ristrutturazioni: quando scadono?

Il termine per l’accertamento sulla detrazione attraverso bonus edilizio è di 4 o 14 anni? Ecco come va interpretata la decadenza del diritto di accertamento. 

La detrazione da ristrutturazione decade al quarto anno e non conta l’ultima rata, ma il momento della spesa. Questo in breve quanto ha stabilito una sentenza della CTP di Milano [1] che ha accolto il ricorso di un contribuente vistosi notificare una cartella di 6.200 euro derivante da una spesa per ristrutturazione che secondo l’Agenzia non risultava essere correttamente imputata.

Vediamo il caso, dando prima di tutto evidenza della prassi del Fisco sino ad oggi.

Spese di ristrutturazione: quando decade il termine per l’accertamento?

Secondo la prassi seguita dall’Agenzia delle Entrate sino a poco tempo fa, il termine dell’accertamento decade definitivamente al trascorrere del quarto anno successivo alla dichiarazione dei redditi in cui la detrazione è stata inserita.

Stante che le detrazioni devono essere spalmate su 10 anni fiscali, questo implica che una spesa effettuata nel 2015 potrebbe essere accertata sino al 2029.

Questa interpretazione non convince però le Corti, che già in più di un’occasione hanno ribadito che il termine per l’accertamento decade a quattro anni dal momento in cui la spesa è stata effettuata e portata in detrazione. Dunque se ho effettuato una spesa nel 2015 e la porto in detrazione nella dichiarazione 2016, potrò ricevere un accertamento entro il 2020.

Come si vedrà di seguito la CTR Lombardia ha qualche mese fa emesso una sentenza proprio in tale senso.

Accertamento sulla ristrutturazione: 4 anni dopo la prima dichiarazione dei redditi

Nel caso di specie di cui vi scriviamo l’Agenzia ha avuto un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il controllo aveva  portato alla richiesta di pagamento per 6.200 euro oltre sanzioni e interessi, a causa del mancato riconoscimento della rata di detrazione per ristrutturazione edilizia effettuata per il periodo d’imposta 2007 (dichiarazione 2008) e relativa a spese sostenute nel 2002 e nel 2003.

Il contribuente ha contestato l’intervenuta decadenza dell’Amministrazione finanziaria dal potere di accertamento impugnando la richiesta di pagamento del Fisco. Secondo quanto sostenuto dal contribuente difatti il potere d’accertamento sarebbe venuto meno rispettivamente il 1° gennaio 2008, relativamente all’anno 2002, ed il 1° gennaio 2009, relativamente all’anno 2003.

Ma la cartella di pagamento è stata notificata il giorno 13 aprile 2012, dunque ben oltre i 4 anni successivi all’anno di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa alle spese sostenute.

La CTP di Milano ha accolto il ricorso, l’Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione di primo grado, ma la Commissione Tributaria Regionale ha respinto l’appello presentato ritenendo corretta l’interpretazione fornita dal contribuente.

Accertamento sulle spese dilazionate: il potere non può essere illimitato

Il tema dell’accertamento sulle spese dilazionate per legge con detrazioni “rateizzate” è evidentemente particolarmente rilevante in questo periodo, che vede l’intervento di numerose possibilità di detrazione per il contribuente: si pensi al bonus mobili, al bonus energetico o appunto al bonus ristrutturazione, che prevedono tutti l’obbligo di “spalmare” la detrazione su 10 rate annuali.

Questa modalità operativa – imposta dalla legge  – non può avere come effetto secondario il prolungamento per oltre 14 anni del potere di controllo da parte dell’Agenzia. I presupposti per l’esercizio del diritto alla detrazione, difatti, vanno verificati al momento in cui tale diritto è sorto, ovvero nel momento in cui la spesa è stata sostenuta.

Sulla stessa questione si era inoltre già pronunciata la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [1]  la quale aveva affermato che l’Amministrazione finanziaria deve utilizzare l’avviso di accertamento in riferimento al periodo in cui le spese sono state sostenute.

Quali documenti devono essere conservati?

Per conoscere i documenti da conservare per il bonus ristrutturazioni e per gli altri bonus di acquisto e ristrutturazione ti consigliamo il nostro approfondimento: Detrazioni edilizie, energetiche, arredi: quali documenti conservare?


note

[1] CTR Lombardia, Milano sent. n. 2797/49/2015.

[2] CTP Reggio Emilia sent. n. 36/3/2013.

Autore immagine: Pixabay.com


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