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Legge 104: esonero dal lavoro notturno

1 Ottobre 2016 | Autore:
Legge 104: esonero dal lavoro notturno

Chi ha un disabile a carico non può essere obbligato a lavorare di notte. Ma nemmeno chi ha un figlio piccolo o è affidatario di un minore sotto i 12 anni.

I lavoratori che hanno a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104 non possono essere adibiti al lavoro notturno. La legge 104 [1] non si occupa nello specifico dei turni di notte ma, secondo il Ministero del Lavoro, la definizione “a carico” va ricollegata e resa omogenea a quanto stabilito dalla norma sui permessi lavorativi [2].

Per il Ministero, quindi, il disabile va considerato “a proprio carico” anche per quanto riguarda l’esonero dal lavoro notturno quando il lavoratore presta effettivamente questa assistenza. Non solo: tenendo in considerazione le indicazioni dell’Inps [3], va adottato il principio secondo cui «tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purché assuma i caratteri della sistematicità e dell’adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilità in situazione di gravità». Che cosa si debba intendere per assistenza “sistematica” e “adeguata”, però, non è stato chiarito dall’Inps, quindi tocca alle sedi territoriali dell’Istituto e ai datori di lavoro darne un’interpretazione.

Più precise le disposizioni del decreto legislativo [4] che stabilisce le categorie esonerate dal lavoro notturno ai sensi della legge 104: il lavoratore o la lavoratrice – recita il testo – che abbiano a proprio carico per prestargli assistenza in prima persona un soggetto disabile non sono obbligati a prestare lavoro notturno, compresi eventuali turni di reperibilità o di pronta disponibilità, equiparati al lavoro notturno.

Il decreto sancisce anche quali sono le altre categorie che non possono essere obbligate a svolgere un lavoro notturno. Si tratta delle lavoratrici madri di un figlio di età interiore a tre anni o, in alternativa, i padri, purché la coppia viva sotto lo stesso tetto. Restano esonerati dal lavoro notturno anche il lavoratore o la lavoratrice che sia l’unico affidatario di un figlio convivente minore di 12 anni. Non possono essere inserite nei turni di lavoro notturno, dalle 24 alle 6, nemmeno le donne che hanno accertato lo stato di gravidanza, dal momento in cui sanno di aspettare un figlio fino al compimento dell’anno di età del bambino. Inoltre, in base all’accordo nazionale quadro del 2009, i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni di età o che hanno un’anzianità di servizio di almeno 30 anni possono chiedere (e ottenere) l’esonero dal lavoro serale o dal lavoro notturno.

Che cosa si intende per lavoro notturno

Viene considerato “periodo notturno” l’arco di tempo di almeno sette ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, come ad esempio un turno di lavoro tra le 23 e le 7. Il lavoratore notturno, invece, è colui che svolge almeno tre ore del proprio turno durante il periodo notturno (ad esempio dalle 2 alle 10 del mattino). Più in generale, viene considerato lavoratore notturno chi svolge un turno di notte per almeno 80 giorni l’anno.

note

[1] Legge 104/92.

[2] Min. Lavoro, ris. n. 4 del 6 febb. 2009.

[3] Circ. Inps n. 90/2007.

[4] Artt. 42 e 53 Dlgs. 151/2001 e 115/2003.

Autore immagine: Pixabay


7 Commenti

  1. Voglio sapere se e legale fare 3 turni notturni (dalle 20.00 alle 08.00) seguiti e 3 giorni riposo?Durante il turno ho tempo di pausa?Ho 57 anni.Lavoro in casa di riposo privata come assistente

  2. Buon giorno volevo porvi il seguente :
    Sono un padre con una bambina disabile e mia mogli usufruisce gia’ dei tre gg mensili, posso io chiedere come padre solo l’esenzioni dai servizi notturni ?grazie cordiali saluti.

  3. sono un poliziotto penitenziario con 54 anni di eta’ anagrafica e 26 anni di servizio e ho una moglie a mio carico con un handicap grave Ernia espulsa al tratto del midollo e con gli anti dolorifci non ci fa piu niente e ha tentato il suicidio molte volte menomale che ero a casa e non a lavoro, durante un turno notturno , fino ad oggi il direttore del carcere non mi ha risposto sul volere un esenzione al servizio notturno, ma la cosa piu grave e che la psiche sta degenerando per commettere atti posti al suicidio cosa devo fare

  4. Gentilissimi, sono un dipendente presso un ospedale, padre di un bambino affetto da una grave forma di autismo non autosufficiente che necessita di assistenza continua in base alla legge 104 art3 comma3, nel 2013 avevo ottenuto in base al dl 151-2001(prevede la non obbligatorietà al turno notturno) una delibera che mi permetteva di modulare il lavoro notturno secondo le esigenze di assistenza a mio figlio, adesso il nuovo responsabile della mia unita’ operativa, non vuole piu’ rispettare questa conciliazione tra le esigenze di assistenza e turni notturni, e mi ha posto ad un bivio: o chiedo un esonero totale dal turno notturno; o rientro nel turno notturno alla pari di tutti gli altri miei colleghi.

  5. Gentilissimi, sono un dipendente presso un ospedale, padre di un bambino affetto da una grave forma di autismo non autosufficiente che necessita di assistenza continua in base alla legge 104 art3 comma3, nel 2013 avevo ottenuto in base al dl 151-2001(prevede la non obbligatorietà al turno notturno) una delibera che mi permetteva di modulare il lavoro notturno secondo le esigenze di assistenza a mio figlio, adesso il nuovo responsabile della mia unita’ operativa, non vuole piu’ rispettare questa conciliazione tra le esigenze di assistenza e turni notturni, e mi ha posto ad un bivio: o chiedo un esonero totale dal turno notturno; o rientro nel turno notturno alla pari di tutti gli altri miei colleghi.

  6. Buongiorno. Ho i figlio con la S.Down e di conseguenza la 104 / 92 art3. Comm3. Sto lavorando a turni con i seguenti orari
    5.00-13.00; 13.00-21.00;21.00-5.00. Se per caso faccio la richiesta di non fare più la notte,può l’azienda farmi lavorare a 2 turni ? quello dalle 5.00-13.00 e 13.00-21.00. Grazie

    1. L’esonero dai turni e le modalità per usufruire dei permessi ex L.104/92 sono regolamentati dagli artt. 42 e 53 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e del Decreto Legislativo 23 aprile 2003, n. 115. Nello specifico, l’art. 53 letteralmente recita «non sono altresì obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni». Il lavoratore o la lavoratrice che abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104/92 per prestargli assistenza in prima persona, pertanto, non è obbligato a prestare lavoro notturno, compresi eventuali turni di reperibilità o di pronta disponibilità, equiparati al lavoro notturno.Va ricordato, poi, che i requisiti di continuità ed esclusività dell’assistenza, un tempo essenziali per accedere al beneficio dei permessi 104/92 per prestare assistenza al familiare con grave disabilità, successivamente variati nei termini di sistematicità e di adeguatezza dell’assistenza, sono stati eliminati dalla legge 183/2010. Come ha ricordato l’I.n.p.s. (circolare n. 90/2007), va adottato il principio secondo cui «tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purché assuma i caratteri della sistematicità e dell’adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilità in situazione di gravità». Ed infatti, scopo dei permessi e delle agevolazioni concesse dalla legge 104/92 è anche quello di consentire a coloro che hanno a carico un soggetto disabile di ricevere il giusto riposo per far fronte alla gravosa situazione.

      Puoi trovare tutte le informazioni nel nostro articolo Legge 104: quando spetta l’esonero dai turni di lavoro notturni https://www.laleggepertutti.it/198691_legge-104-quando-spetta-lesonero-dai-turni-di-lavoro-notturni

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