Business | Articoli

Voucher lavoro: stretta finale, approvato il decreto

26 Settembre 2016
Voucher lavoro: stretta finale, approvato il decreto

Il Decreto di modifica del Jobs Act che prevede la stretta sull’uso dei buoni lavoro è stato approvato ieri definitivamente. Ecco cosa cambia.

Approvato in via definitiva il Decreto di modifica del Jobs Act con il quale si rendono i buoni lavoro (i voucher INPS) completamente tacciabili.

I buoni del lavoro accessorio dovranno dunque essere comunicati con un anticipo minimo di 60 minuti, mentre regole diverse valgono per i datori di lavoro che operano nel settore agricolo.
Vediamo i dettagli, partendo dalla definizione di buoni lavoro, cosa sono e a cosa servono.

Cosa sono e a cosa servono i buoni lavoro

I buoni lavoro sono dei voucher che l’INPS mette a disposizione del datore di lavoro per pagare prestazioni “accessorie” ovvero non continuative.
Con il buono lavoro il committente può ottenere prestazioni in completa legalità con copertura assicurativa e previdenziale e non rischiando vertenze, nonostante non firmi alcun contratto. Il lavoratore può integrare le proprie entrate con prestazioni occasionali che sono esenti dall’imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione.

Chi può offrire il buono lavoro?

Il buono lavoro può essere offerto al lavoratore da:

  • famiglie,
  • ONLUS e enti no-profit in generale,
  • imprese in generale,
  • committenti pubblici.

Non è previsto il pagamento per mezzo di voucher in caso di lavori conto terzi, perché il rapporto committente-lavoratore deve essere diretto (fanno eccezione solo le attività di stewarding in manifestazioni calcistiche).

Cosa cambia nella disciplina dei buoni lavoro?

I buoni lavoro – come abbiamo più volte rilevato (leggi Buoni Lavoro? La pensione arriva a 150 anni!) -sono uno strumento certamente flessibile, ma che presenta alcuni rischi, quali ad esempio quello di coprire il lavoro nero.

La stretta che si è inteso dare allo strumento va proprio nell’ottica di una tracciabilità dei buoni, per ridurre al minimo la distorsione dell’uso dello strumento.

Ecco allora cosa cambia.

I committenti imprenditori (che non siano imprenditori agricoli), esattamente per come capitava per la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, si prevede che la comunicazione preventiva venga effettuata, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

La comunicazione potrà essere effettuata mediante sms o posta elettronica, comunicando i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione.

Buoni lavoro: cosa cambia per gli imprenditori agricoli?

I committenti imprenditori agricoli che dovessero ricorrere alle prestazioni di lavoro accessorio, non saranno sottoposti alla comunicazione del periodo di lavoro previsto perchè questo sarebbe complicato in ragione della dipendenza del lavoro agricolo rispetto al tempo atmosferico.

Gli imprenditori agricoli dovranno dunque solo comunicare:

  • i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore,
  • il luogo e la durata della prestazione
  • un arco temporale non superiore a 7 giorni.

Attraverso uno specifico decreto del Ministero del lavoro saranno prossimamente definite le modalità attuative di tale obbligo di comunicazione.

Viene inoltre eliminato il limite dei 2mila euro per committente nel caso dei datori di lavoro del settore agricolo (restano fermi gli altri limiti di 7mila euro e per età, per i quali vi invitiamo a consultare i nostri approfondimenti)

Obblighi di comunicazione per i buoni lavoro: quali sanzioni?

Nel caso in cui si dovesse configurare una violazione nelle modalità di comunicazione sopra specificate, si sarà soggetti a sanzioni amministrative da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata emessa la comunicazione.

Per ulteriori dettagli sui buoni lavoro, leggi Buoni lavoro: la nuova procedura.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube