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Posso obbligare l’asilo ad avere le telecamere?

5 Ottobre 2016
Posso obbligare l’asilo ad avere le telecamere?

L’asilo dove va mio figlio non ha telecamere: è mio dirito chiedere l’installazione di webcam e telecamere a circuito chiuso per verificare se maestri e insegnanti commettono qualche crimine ai danni dei minori?

Per quanto riguarda il controllo negli asili dell’attività degli insegnanti, è necessario fare una distinzione tra webcam e telecamere a circuito chiuso.

Le webcam consentono la visualizzazione delle immagini a soggetti esterni ai gestori dell’asilo come, ad esempio, ai genitori dei bambini. Ciò grazie a una connessione via internet e a un dispositivo (di norma uno smartphone su cui è stata scaricata un’apposita app) collegato alla webcam stessa. A riguardo, nel 2013, il Garante della Privacy ha detto che tali sistemi possono creare seri problemi di violazione della privacy dei minori e degli insegnanti, influendo sulla spontaneità del rapporto tra questi. I genitori potrebbero controllare non solo ciò che fa il proprio figlio, ma anche gli altri bambini, con conseguente lesione della altrui riservatezza. In secondo luogo, il sistema non garantisce che anche altri, oltre ai genitori muniti di credenziali per l’accesso, possano visionare le immagini: circostanza questa che apre al possibile rischio che le immagini possano poi essere registrate e usate anche a fini illeciti.

Dunque, ha detto il Garante per la privacy, sistemi del genere, se non espressamente vietati dalla legge, devono comunque essere utilizzati con massima cautela, in modo da non ledere l’altrui privacy, ivi compresa quella dei maestri.

Diverso invece è il caso delle telecamere a circuito chiuso i cui filmati sono visionabili solo dai gestori dell’asilo. In tal caso entra in gioco lo Statuto dei lavoratori che, nella nuova formulazione successiva al Job Act, consente l’utilizzo di mezzi di controllo a distanza con impianti audiovisivi e altri strumenti simili, ma solo «per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale». È necessario però il rispetto di due condizioni:

  • l’installazione delle telecamere può avvenire solo con finalità difensive e non preventive: questo significa che esse non possono essere utilizzate per controllare l’attività di lavoro mentre questa viene svolta, ma solo successivamente al verificarsi del crimine, con lo scopo di ricostruire la vicenda ex post (una sorta di scatola nera);
  • l’accordo preventivo stipulato coi sindacati o l’autorizzazione della Direzione Territoriale del lavoro.

In ogni caso l’utilizzo del materiale video così raccolto può avvenire solo previa informazione ai lavoratori.



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