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Come impedire il gioco d’azzardo a chi soffre di ludopatia

21 Maggio 2019 | Autore:
Come impedire il gioco d’azzardo a chi soffre di ludopatia

Richiedere l’apertura di un’amministrazione di sostegno può evitare che il giocatore d’azzardo patologico dilapidi il proprio patrimonio e distrugga le proprie relazioni.

La ludopatia, ovvero il demone del gioco d’azzardo, quando prende di mira una persona può provocare seri problemi per sé e per i propri cari. Ormai, non è più tabù qualificare il fenomeno, quando si manifesta nelle forme più gravi ed esasperate, nei termini di vera e propria malattia. Non a caso, è stato coniato il termine Gap proprio in riferimento al gioco d’azzardo patologico (o Gambling), riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980 dall’Associazione degli psichiatri americani (Apa), e classificato dalla stessa come «disturbo del controllo degli impulsi non classificati altrove» [1]. Lo sviluppo degli studi americani ha poi portato a considerare il Gap una forma di dipendenza (addiction) a tutti gli effetti.

Se Gap o gambling sono i termini usati in ambito scientifico, i media si sono occupati del fenomeno chiamandolo più semplicemente ludopatia.

Ma procediamo con ordine e vediamo insieme come impedire il gioco d’azzardo a chi soffre di ludopatia.

Chi è il ludopatico?

La ludopatia è l’incapacità di resistere all’impulso di fare scommesse o di giocare d’azzardo, nonostante chi ne è affetto abbia, talvolta, la consapevolezza che ciò possa portare a gravi conseguenze per sé e per altri. Essa si manifesta come un comportamento persistente, ricorrente ed eccessivo di gioco, unito ad una compromissione grave di aspetti della vita personale, familiare e lavorativa del soggetto.

Si considerano d’azzardo tutti quei giochi che si basano essenzialmente sulla fortuna. Vi rientrano: le scommesse, le lotterie, la roulette, le slot machine, i dadi, il poker (non in tutte le sue forme), ecc.

Il gioco d’azzardo compulsivo può avere inizio negli anni dell’adolescenza e progredire nel tempo. Non sono chiare, tuttavia, le cause di questa patologia, sebbene siano stati individuati una serie di fattori che possono favorire la comparsa di tale dipendenza (fra questi la presenza di altri disturbi del comportamento – come i deficit di attenzione o l’iperattività -, l’avere problemi di dipendenza da altre sostanze o soffrire di disturbi dell’umore, la giovane età, la presenza in famiglia di altre persone dedite al gioco d’azzardo, le frequenti sollecitazioni di gioco, i forti periodi di stress, la solitudine, la depressione, la bassa autostima o sviluppato egocentrismo).

Con il passar del tempo si ha bisogno di giocare sempre di più e somme sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato. Il soggetto compulsivo, nei momenti di pausa dal gioco, pianifica costantemente le prossime mosse per escogitare un modo per procurarsi il denaro per giocare. ecc.).

Come avrai capito la ludopatia è una dipendenza del tutto simile, per sintomi e caratteristiche, a quella da sostanze stupefacenti.

Indicativamente, la coesistenza di almeno 5 di questi sintomi è ritenuta sufficiente per diagnosticare un quadro di Gap:

  • l’essere eccessivamente assorbiti dal gioco d’azzardo, al punto da ripensare continuamente alle esperienze di gioco passate e di pianificare le prossime, anche escogitando i modi per procurarsi
  • il denaro con il quale giocare;
  • sentire il bisogno di aumentare le somme di denaro per provare uno stato di eccitazione dal gioco;
  • l’aver provato, vanamente, a ridurre, controllare o interrompere il gioco;
  • manifestare ira o nervosismo ogni qual volta si cerca di controllarsi e resistere all’impulso di giocare;
  • considerare il gioco un modo per sfuggire ai problemi o per alleviare disturbi dell’umore (quali sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione);
  • tornare a giocare dopo aver perso, rincorrendo le proprie perdite per rifarsi;
  • mentire ai propri famigliari, al terapeuta o ad altre persone, per celare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
  • commettere azioni illegali (falsificazioni, furti, frodi, appropriazioni indebite) per finanziare il gioco;
  • l’aver messo in pericolo o perduto una relazione significativa, un lavoro, oppure altre opportunità scolastiche o di carriera, a causa del gioco d’azzardo;
  • chiedere aiuto ad altri (amici o familiari) per trovare denaro col quale alleviare la propria situazione economica disperata a causa dal gioco.

Come aiutare un ludopatico

Riconoscere di avere un problema è sicuramente il primo passo per risolverlo. Sul territorio italiano sono già presenti diverse strutture specializzate nell’offrire aiuto per affrontare la dipendenza dal gioco d’azzardo [2]. Ci si può anche rivolgere direttamente alla propria Asl per ottenere informazioni circa i servizi esistenti in zona per il trattamento della ludopatia [3].

Ma il problema fondamentale è che molto spesso il ludopatico non ammette di avere un problema, tende a minimizzare o a negare l’evidenza, o comunque non riesce a chiedere aiuto nel modo corretto, neanche con il supporto di amici e familiari. E contro la sua volontà non potrà attivarsi il percorso terapeutico mirato a farlo uscire da tale situazione. La legge prevede dei meccanismi di tutela civile attraverso i quali anche persone diverse dal giocatore problematico possono intervenire, affinché vengano presi una serie di accorgimenti diretti a contenere i rischi a cui il ludopatico espone sé stesso e la propria famiglia.

L’amministrazione di sostegno [4], introdotta dal 2004, è l’istituto più utile a tal proposito. Esso consente di affiancare un amministratore nominato da un giudice ad un soggetto che si trova in uno stato di difficoltà fisica o psichica, anche parziale o temporanea. Tale stato pone il soggetto infermo nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi (quella che giuridicamente costituisce la cosiddetta capacità d’agire di una persona, che normalmente si acquisisce con il compimento del diciottesimo anno d’età).

Con l’amministrazione di sostegno si attua la forma meno invasiva di limitazione della capacità d’agire prevista nel nostro ordinamento. Il soggetto viene così tutelato mediante l’affiancamento di una persona che lo aiuterà a compiere gli atti di vita quotidiana e di gestione dei propri beni.

Il procedimento dell’amministrazione di sostegno

L’amministrazione di sostegno può essere aperta solo nei confronti di maggiorenni, essendo i minori già sottoposti ad un genitore o tutore. Essa si richiede presentando un ricorso al giudice tutelare [5]. Tale ricorso può essere presentato:

  • dallo stesso interessato;
  • dal coniuge o dalla persona stabilmente convivente;
  • dai familiari entro il 4° grado (genitori, figli, fratelli, sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti, cugini);
  • dagli affini entro il 2° grado (cognati, suoceri, generi, nuore);
  • dal tutore, dal curatore, dal pubblico ministero o dagli assistenti sociali.

In tale ricorso, occorrerà menzionare con chiarezza quali sono le problematiche che affliggono l’infermo (beneficiario dell’amministrazione) e quali sono le attività per le quali egli necessita di aiuto.

Entro 60 giorni dalla presentazione del ricorso, ed a seguito dello svolgimento di un’udienza nella quale saranno convocati ed ascoltati il beneficiario e il ricorrente, il Giudice, qualora ritenga fondate le esigenze di aiuto, nominerà con decreto motivato l’amministratore di sostegno specificando quali atti è autorizzato a compiere. Gli effetti decorreranno dalla data di deposito di tale decreto (la cancelleria provvederà a farlo annotare nel registro delle amministrazioni di sostegno e, a cura dell’ufficiale stato civile, sarò anche annotato a margine nell’atto di nascita). Quindi sarà il giudice a stabilire, a seconda del caso, cosa l’amministratore può fare e, di conseguenza, cosa il beneficiario dell’amministrazione non può fare.

La scelta dell’amministratore da parte del giudice avviene in base alla persona eventualmente indicata dallo stesso beneficiario, oppure scegliendolo tra il coniuge (se non legalmente separato) o la persona stabilmente convivente, oppure fra un parente entro il 4° grado. Tale scelta deve comunque avvenire con esclusivo riguardo alla cura e all’interesse della persona beneficiaria [6].

La durata dell’incarico viene stabilita dal giudice nel decreto. L’amministrazione di sostegno è revocabile nel caso in cui vengano meno i suoi presupposti (ad es. in caso di guarigione dalla patologia) oppure qualora essa non risulti essere lo strumento più idoneo a tutelare l’interessato (occorrendo altre misure più invasive e limitanti nei confronti della capacità d’agire di una persona, come ad esempio l’interdizione, mediante la quale si priva totalmente della capacità d’agire).

Ai fini della revoca, è utile chiedere una valutazione da parte dello psicologo per accertare le effettive mutate condizioni del beneficiario. Il coinvolgimento dello psicologo è spesso utilizzato anche per:

  • fornire un sostegno al nucleo familiare nella fase successiva alla nomina dell’ amministratore di sostegno;
  • indirizzare la persona affetta da ludopatia nella ridefinizione del proprio progetto di vita;
  • mediare i conflitti che nascono fra beneficiario, amministratore di sostegno e familiari, soprattutto in presenza di patrimoni ingenti.

Amministrazione di sostegno o interdizione?

È bene sottolineare che la scelta fra amministrazione di sostegno e interdizione non è legata alla gravità minore o maggiore delle condizioni psico-fisiche in cui versa l’infermo [7], ma alle complessive esigenze di protezione dello stesso: più gravi sono i rischi concreti di danneggiare la propria persona e i propri averi, maggiori saranno le possibilità di ottenere misure di protezione più drastiche. Ad ogni modo, la giurisprudenza tende sempre a privilegiare l’amministrazione di sostegno tra gli istituti disponibili, subordinando l’adozione di misure di protezione più invasive ai soli casi in cui venga accertata l’insufficienza di tale istituto ad appagare adeguatamente le peculiari esigenze dell’infermo [8].

Alla luce di ciò, lo strumento migliore per intervenire legalmente nei confronti di un dipendente patologico da gioco d’azzardo è l’amministrazione di sostegno. Un aiuto specifico e non particolarmente invasivo, rispettoso della dignità della persona, ma comunque in grado di evitare i danni, economici e non, cui il giocatore va incontro.

Il sindaco può limitare gli orari delle sale da gioco?

Nell’ambito degli interventi di prevenzione, contrasto e riduzione della ludopatia, un’attenzione particolare meritano i provvedimenti adottati dai comuni finalizzati a ridurre gli orari di apertura delle sale da gioco e a limitare perfino gli orari di accensione e spegnimento dei video-giochi e slot-machine. Tali provvedimenti, infatti, sono messi in atto allo scopo di contenere l’utilizzo degli apparecchi da gioco, soprattutto da parte dei giovani, e prevenire così la diffusione della ludopatia.

Pertanto, il sindaco ha il potere di emettere un’ordinanza per limitare degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco compulsivo o scommesse (ad esempio dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 22.00 di tutti i giorni).

Secondo l’orientamento giurisprudenziale, tali ordinanze sono legittime in quanto un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco aumenta notevolmente il rischio di diffusione del fenomeno con conseguenze pregiudizievoli non solo sulla vita personale e familiare dei cittadini, ma anche sul servizio sanitario chiamato a contrastare le varie situazioni connesse alle ludopatie.

Come contrastare la ludopatia?

Negli ultimi anni, si è registrata una pluralità di interventi legislativi e giurisprudenziali sul tema. Tali interventi hanno ricondotto la ludopatia tra le patologie che mettono a rischio la salute intesa come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Recentemente, il decreto Dignità ha introdotto una nuova disciplina per contrastare la ludopatia. Come? Vietando qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, attraverso qualunque tipo di piattaforma (carta stampata, televisione, internet, affissioni e persino sponsorizzazioni). In caso di violazioni, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a un importo minimo di € 50.000 a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività.

È previsto, inoltre, che i tagliandi delle lotterie istantanee debbano contenere messaggi in lingua italiana, stampati su entrambi i lati e quindi ben visibili, recanti le avvertenze relative ai rischi connessi al gioco d’azzardo. Non solo. Tali avvertimenti devono essere applicati anche sulle slot machine e sulle videolottery, nonché nelle aree e nei locali dove essi vengono installati.

Nell’ambito delle misure adottate a tutela dei minori, si dispone anche che l’accesso alle slot machine e alle videolottery sia consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria. Gli apparecchi privi di meccanismi idonei ad impedire l’accesso ai minori saranno rimossi dagli esercizi a partire dal 1° gennaio 2020.

note

[1] Definizione tratta dal DSM IV, che è il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali prodotto dall’APA.

[2] Per l’elenco delle strutture specializzate per la dipendenza dal gioco d’azzardo si veda http://centrostudi.gruppoabele.org/?page_id=3139

[3] Il nuovo orientamento legislativo si basa sul Decreto per la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea.), ovvero il D.P.C.M. 12-1-17. Questo decreto tutela chi presenta una dipendenza patologica dal gioco d’azzardo mediante la definizione di programmi riabilitativi differenziati e l’assistenza presso le Aziende sanitarie.

[4] Il c.d. Decreto Balduzzi (D.L. 158/2012) ha espressamente previsto la collaborazione tra centri specializzati e i Servizi per le tossicodipendenze, per monitorare il processo terapeutico della ludopatia. La ludopatia rientra infatti nei livelli essenziali di assistenza (Lea), ossia quell’insieme di attività, servizi e prestazioni che il servizio sanitario nazionale eroga a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza.

[5] Legge relativa all’istituzione dell’amministrazione di sostegno (Art. 1 L. 6/2004).

[6] Art. 417 cod. civ.

[7] Art. 408 cod. civ.

[8] Cass. sent. n. 22332 del 2011

[9] Cass. sent. n. 4866 del 2010

[10] Cass. sent. n. 44659 del 2016

[11] Cass. sent. n. 33463 del 2018


2 Commenti

  1. Salve,io sono un giocatore di poker semi-pro,soffro un po di ludopatia ma il poker è un gioco di abilità non d’azzardo.Siccome nel passato mi è capitato di giocarmi al casinò tutte le vincite del poker ho fatto richiesta di avere l’accesso al casino bloccato,e tutti i siti dove gioco mi hanno bloccato l’accesso senza fare storie.
    Da pochi giorni mi sono iscritto su un sito appena arrivato in italia ”888poker” in pochi giorni avevo la media di guadagno di 100/150 euro al giorno,ho fatto la stessa richiesta al sito(blocco del reparto casinò) e loro invece senza avisarmi o niente mi hanno chiuso il conto del tutto mentre giocavo dei tornei,e in piu ero iscritto ad altri tornei che dovevano ancora iniziare.
    I soldi del saldo me li hanno caricati sulla postepay ma ho perso i soldi dei tornei che stavo giocando in quel momento e quelli ai quali avevo fatto gia l’iscrizione piu i soldi che avrei potuto guadagnare con quei tornei e tutto senza ragione,io avevo chiesto il blocco del reparto casinò soltanto.La loro scusa è stata quella di ”tutelarmi” ma per ”tutelarmi” mi hanno fatto perdere soldi e in piu da come sono stato trattato altro che ”tutelato” sembra che ho fatto qualcosa di sbagliato,di illegale.

    ”Noi di 888.it, che promuoviamo e attivamente sosteniamo il gioco responsabile, scoraggiamo chiunque con problemi di gioco impulsivo a giocare nel nostro Casinò o in qualsiasi altra istituzione di questo tipo.

    Per questo motivo abbiamo bloccato permanentemente il tuo conto e metteremo in pratica ogni misura necessaria per impedirti l’accesso al nostro sito in futuro. Ti invitiamo a non aprire altri conti nei siti gestiti e di proprietà di ‘Virtual Marketing Services Italia LTD’. Tali conti saranno chiusi appena rilevata l’identità del titolare e ‘Virtual Marketing Services Italia LTD’ potrà, a sua sola discrezione, trattenere tutti gli importi versati e le somme relative a tali conti.”

    Ma stiamo scherzando?Piu responsabile di cosi?ho un problema con le slot e con i giochi di casinò in generale ed è proprio per questo che non volevo avere accesso ma non al poker che a me mi permette di pagare le bolette da 7 anni,ho decine di libri sulle strategie quindi se è un gioco fatto di decisioni non è azzardo come lo è una slot,non capisco perche sono stati cosi drastici.Mi sono rivolto all’aams ma ancora non ho ricevuto una risposta,c’è qualcosa che posso fare?Tutti questi giorni che io non potrò giocare sul loro sito per me saranno soldi in meno e non mi va bene perche non ho fatto niente di sbagliato,anzi…
    Un pò lunga ma vi ringrazio di averla letta e spero che saprete dirmi su come continuare,se posso dennunciarli o mi tocca raggirare le loro regole e trovare un’altro nome con cui giocare sul loro sito
    ma in quel caso il problema del blocco al casinò non sarebbe risolto.

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