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Assenza dal lavoro per malattia: che fare dopo la reperibilità?

10 Ottobre 2016
Assenza dal lavoro per malattia: che fare dopo la reperibilità?

Visita fiscale, fasce di reperibilità e certificato medico: il lavoratore può uscire ma deve anche far di tutto per guarire nel minor tempo possibile.

Immaginiamo di essere a casa dal lavoro per malattia. Arriva la visita fiscale e accerta il nostro stato di salute per come attestato dal certificato medico inviato all’azienda: bronchite.

Dopo la visita, però, usciamo di casa per andare a fare la spesa. Il che è possibile perché abbiamo rispettato la reperibilità negli orari prescritti.

Fuori piove (circostanza vedremo non irrilevante) e il nostro datore di lavoro lo viene a sapere. Lo viene a sapere perché – come consentito dalla giurisprudenza – ci ha messo un investigatore alle calcagna, pronto a scattarci qualche foto.

Così, quando ci ripresentiamo in ufficio, scopriamo di essere stati licenziati.

Protestiamo, ma il capo di cambia idea non ne vuole sapere. Lui sostiene che il licenziamento è legittimo.

Chi ha ragione?

Il datore di lavoro? Che pensa che lo stiamo truffando, visto che siamo usciti di casa, nonostante la malattia?

Oppure noi? Che dopo la visita fiscale del medico dell’Inps siamo liberi di far quello che vogliamo e andiamo a fare la spesa?

La soluzione è scritta nelle parole di una recente sentenza della Cassazione.

Secondo la Suprema Corte, l’arrivo del medico dell’Inps non esclude la possibilità che il dipendente, fuori dagli orari di reperibilità, possa uscire di casa e svolgere altre attività. Finanche potrebbe svolgere altri lavori. Ma ciò non deve pregiudicare la sua rapida guarigione, per la quale il dipendente ha il dovere di adoperarsi nel migliore dei modi.

Pertanto, nel caso di specie, essendo usciti con la bronchite, esponendoci ala pioggia e all’umidità, il licenziamento è giustificato.



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