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Marchio in fase di registrazione: nessuna tutela contro la contraffazione

27 giugno 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2012



Finché non si è ancora perfezionata la registrazione del marchio, il titolare può usufruire della tutela civilistica ma non è protetto da un’eventuale contraffazione.

Non sussiste il reato di contraffazione nei confronti di marchi e/o brevetti per i quali ancora pende il procedimento di registrazione: affinché infatti si possa avere la tutela penale dell’opera dell’ingegno è necessario che la stessa sia stata registrata o brevettata nelle forme di legge.

Per comprendere questo nuovo orientamento della Cassazione [1], che rompe con i precedenti della stessa Corte, è necessario fare una breve precisazione.

Marchi e brevetti ricevono una doppia tutela: una di tipo civile e una penale.

La tutela civile [2] consiste nella possibilità – qualora una sentenza accerti la violazione di un diritto di proprietà industriale – di chiedere il risarcimento del danno [3] e l’inibitoria della fabbricazione, del commercio e dell’uso di quanto costituisca violazione [4].

Si può inoltre domandare al giudice la distruzione delle cose oggetto della violazione, a meno che ciò sia di pregiudizio per l’economia nazionale.

Oltre alle conseguenze civilistiche, nel caso di violazione degli altrui marchi e brevetti scattano anche le sanzioni penali previste per i reati di contraffazione, importazione e vendita di prodotti con segni distintivi falsi [5].

Ebbene, secondo il nuovo orientamento della Cassazione, affinché si possa richiedere la tutela penale non è sufficiente presentare la domanda di registrazione presso l’ufficio competente, ma è necessario che la registrazione medesima sia stata accordata e completata.

La tutela penale infatti non tutela il brevettante nel periodo che intercorre tra la presentazione della domanda e la concessione del brevetto. Al contrario, la tutela civilistica si estende anche a tale intervallo di tempo.

La ragione di tale limitazione nel solo ambito penale si spiega per il fatto che le norme contro la contraffazione tutelano non tanto l’azienda titolare del marchio copiato, ma piuttosto l’interesse pubblico e la pubblica fede che i consumatori ripongano nei segni distintivi quali elementi caratterizzanti i prodotti. Dunque, se il marchio non è ancora nato non si è potuta neanche creare una fede pubblica sulla genuinità del marchio medesimo.

 

note

[1] Cass. sent. n. 25273 del 26.06.2012.

[2] Art. 124 D.lgs. 30/05: Codice della proprietà industriale.

[3] Artt. 1223, 1226, 1227 cod. civ.

[4] Il giudice può inoltre fissare una somma, dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata e per ogni ritardo nell’esecuzione dello stesso.

[5] Artt. 473, 474, 517 cod. pen. e art. 127 Cod. proprietà industriale. Sono previste, dagli artt. 128 e 129 del Codice della Proprietà Industriale, le misure cautelari della “descrizione” (mediante la quale il titolare del diritto ha facoltà di far descrivere gli oggetti costituenti violazione nonché i mezzi adibiti alla produzione dei medesimi e degli elementi di prova concernenti la denunciata violazione e la sua entità) e del “sequestro” dei beni stessi.


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