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La finanziaria mi può bloccare il conto corrente?

19 Ottobre 2016
La finanziaria mi può bloccare il conto corrente?

Per aver utilizzato una carta di credito oltre il limite ho maturato un debito con una finanziaria anche per interessi eccessivi; il creditore mi può ora bloccare il conto corrente che ho in un’altra banca?

Le norme sul pignoramento del conto corrente (in termini tecnici detto «pignoramento presso terzi») sono cambiate da circa un anno, ma solo per chi, in banca, deposita stipendio o pensione. La legge prevede oggi dei limiti al pignoramento che prima non esistevano. In particolare è stabilito che:

  • per tutte le somme che già si trovavano depositate in banca all’atto della notifica del pignoramento (somme, appunto, riconducibili a stipendi, Tfr, pensioni o qualsiasi altro tipo di prestazione ad esse assimilabile), il pignoramento si estende solo alle somme che superino la soglia di 1345,56 euro (ossia un terzo dell’assegno sociale). Tanto per fare un esempio, se il debitore ha in banca solo 1.000 euro non deve temere nulla, poiché il suo deposito è superiore al tetto minimo di pignorabilità. Per le somme, invece, superiori a tale limite, il pignoramento può essere integrale. Pertanto se il debitore ha in banca 1.500 euro, il creditore può «bloccare» solo 154,44 euro, ossia la differenza tra 1.500 euro e 1345,56 (che è il limite sotto il quale non si può mai scendere);
  • per le somme che, invece, verranno versate in banca dopo la data del pignoramento, a titolo sempre di stipendi o di pensioni, il pignoramento può arrivare a massimo un quinto.

Per tutti gli altri debitori (diversi quindi da lavoratori dipendenti e pensionati), invece, non cambia nulla rispetto al passato e, quindi, il creditore può certamente pignorare il 100% di quanto vi trova depositato, ma pur sempre nei limiti del proprio credito aumentato della metà per coprire interessi e costi della procedura. Così, per esempio, se il debitore ha in banca 3mila euro e il creditore avanza da questi 1.00 euro, potrà pignorare 1.500 euro (ossia 1.000 euro + la metà, cioè 500 euro).



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